Varese

Varese, Lettera di Galimberti sul caso Molina: si vuole stoppare il rinnovamento?

Davide Galimberti

Davide Galimberti

Anticipata dal quotidiano La Prealpina, è stata pubblicata sulla pagina Facebook del sindaco e sul sito del Comune di Varese una lettera che il sindaco Davide Galimberti ha inviato alla Procura della Repubblica, all’Autorità nazionale anticorruzione, alla Regione, all’Ats Insubria.

Una lettera dura, che entra nel merito, ma che soprattutto dà espressione a domande che in tanti si fanno a Varese da quando accade che spesso, più che avere nel mirino il Molina e la sua gestione, qualcuno pare avere nel mirino Galimberti e la sua maggioranza.

Ma veniamo alla missiva con cui il sindaco rompe il silenzio sul caso Molina. Al centro della lettera il caso della Fondazione Molina. Nella lettera il sindaco di Varese chiede che sia messa sotto controllo “l’intera gestione della Fondazione almeno dal 2006 ad oggi al fine di accertare eventuali illegittimità, omissioni ecc”. Il sindaco chiede che venga fatta chiarezza, ma non dimentica di rimarcare come “attraverso l’uso distorto dell’informazione venga associato il Comune di Varese e il sindaco in carica a tale vicenda”.

Un passaggio della lettera pone un serio interrogativo. Si stupisce, il sindaco, del fatto che i “presunti illeciti”, che risalgono, secondo le notizie della stampa, a otto mesi prima dell’entrata di Galimberti a Palazzo Estense, siano stati resi noti a ridosso o poco dopo la vittoria elettorale del sindaco. “Ciò vuol dire che se non avessi vinto le elezioni, nessuno si sarebbe sognato di sollevare alcuna questione relativa al Molina?”.

Nella lettera Galimberti si fa anche un’altra domanda: Galimberti si chiede se “l’accanimento personale” verso di lui da parte di personalità politiche, partiti e alcuni organi di informazione “non rappresenti un tentativo teso ad impedire al sottoscritto ed alla sua maggioranza di portare a termine il processo di rinnovamento”.

2 novembre 2016
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