Varese

Varese, Concerto del Ricordo di successo tenuto dove si esibì il giovane Mozart

Ambrogio Vaghi introduce il concerto in Salone Estense a Varese

Ambrogio Vaghi introduce il concerto in Salone Estense a Varese

Folto pubblico di varesini, nel pomeriggio, in Salone Estense, per assistere al tradizionale Concerto del Ricordo promosso dalla So.Crem, una realtà associativa convenzionata con il Comune di Varese per la cremazione. Presieduta da Ivo Bressan, ha come tesoriere Ambrogio Vaghi, che nel pomeriggio ha fatto gli onori di casa e ha presentato la società prima delle melodie.

Un concerto che ha richiamato, come ogni anno, tanti varesini. Prima di partire con il concerto, Vaghi ha rimarcato come sia in crescita il numero di coloro che ricorrono alla cremazione e così, ha ricordato Vaghi, “lascia più terra ai vivi”, come dice uno slogan dell’associazione.

Tanto pubblico, tra cui era seduto anche il sindaco di Varese, Davide Galimberti, ha potuto assistere ad un interessante concerto del Quartetto d’archi di Milano e arpa, che ha proposto una decina di brani, dalla musica classica fino alle colonne sonore di Ennio Morricone, come “Mission”. A presentare in modo vivace e didascalico il primo violino Fulvio Liviabella, che ha spiegato i brani prima di eseguirli con il quartetto e l’arpa. Tra le introduzioni, anche l’evocazione di un Mozart adolescente che si esibì proprio in Salone Estense.

Numerosi brani che hanno rinnovato un appuntamento tradizionale che, alla vigilia del giorno dei morti, il 2 novembre, ha consentito di riascoltare melodie immortali che hanno ricevuto molti applausi calorosi da parte del pubblico.

 

 

1 novembre 2016
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3 commenti a “Varese, Concerto del Ricordo di successo tenuto dove si esibì il giovane Mozart

  1. Bruno Belli il 2 novembre 2016, ore 14:15

    Solo per un’esatta cronaca storica: Mozart non fu mai a Varese.
    Secondo quanto tramandato dalle cronache, sembrerebbe soltanto che Francesco III d’Este, il quale aveva assistito il 17 ottobre 1771 alla prima rappresentazione dell’opera, a Milano, in occasione delle nozze tra l’Arciduca Ferdinando d’Asburgo con Maria Ricciarda d’Este, che era nipote del Nostro, ne fosse stato così bene impressionato da far rappresentare per l’appunto quei due atti dell’ “Ascanio in Alba”, serenata su testo del Parini, presso il Palazzo Estense nella primavera successiva (1772), presentando così agli ospiti la sua “reggia” da poco ultimata.
    Come ricordo nel volume “Il Teatro sociale di Varese nell’Ottocento” (2003), anche se non abbiamo un riscontro reale, è possibile affermare che l’opera possa essere stata data presso il Salone Estense, giacchè una delle nicchie poteva benissimo ospitare l’orchestra e poichè le serenate non avevano necessità, per costume dell’epoca, di essere rappresentate con le scenografie. I costumi, inoltre erano esattamente quelli dei contemporanei, e non secondo la foggia “classica”, quindi, si trattava di una semplice esecuzione, come diremmo oggi, “in forma di concerto”.
    Mozart, però, a Varese non ci fu senza alcun dubbio.
    I Mozart, infatti, lasciarono l’Italia il 13 dicembre 1771.

  2. Marco Massa il 2 novembre 2016, ore 18:09

    Sono anni che seguo Bruno Belli che ho conosciuto quando sono venuto qui da Genova ai suoi “Venerdì”.
    Lo trovo sempre molto capace nell’analisi critica in generale dall’arte alla politica, dalla letteratura alla filosofia, ma quando tratta la “sua” materia, come in questo caso, è impagabile: chiaro, diretto, preciso e, soprattutto, parla per farsi capire da tutti.
    Grazie per la bella spiegazione storica.

  3. Marco Massa il 2 novembre 2016, ore 18:13

    P.S.
    Chiedo, se il direttore me lo permette così da potere girare questa domanda: ma perchè Bruno Belli non prova a dar vita nuovamente agli appuntamenti del venerdì che proponevano diversi spunti e riflessioni con relatori appassionati ed un pubblico sempre molto vivo?

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