Varese

Varese, Premio Chiara Giovani cresce. E lo vince il figlio del governatore

Il momento della premiazione di Daniele Maroni

Il momento della premiazione di Fabrizio Maroni

Tra le novità della finalissima del Premio Chiara-Festival del Racconto edizione 2016 anche l’avere unificato la premiazione dei grandi scrittori con quella del Premio Chiara Giovani, uno dei concorsi che sta crescendo e che oggi ha visto la presenza, alle Ville Ponti, dei 26 ragazzi e ragazze tra i 15 e i 25 anni selezionati come finalisti dalla giuria tecnica. Poi il verdetto è andato nelle mani della giurati popolari. Sul palco il presidente della giuria, Battarino.

Tema di quest’anno, per gli scrittori in erba, “Paura”, tanti racconti capaci di cogliere i mille risvolti di un tema così trattato e così profondo per essere esaurito una volta per tutte. Ma, come anche nel caso di altri concorsi del Chiara, i giurati popolari hanno disseminato il loro voto su numerosi finalisti, al punto che sono stati diversi gli ex-aequo, con la necessità di tirare a sorte i vari premi.

Tante le autorità chiamate a premiare i ragazzi, tra cui il presidente della Provincia, Nicola Gunnar Vincenzi e, per il Comune, l’assessore alla Cultura, Roberto Cecchi, il quale non risparmia una poco simpatica battuta: “Sono stato presidente del Premio Campiello, molto strutturato. Mi piace questo premio per la sua semplicità, un premio più rivolto alla gente che ai giornalisti”.

Il sesto posto lo guadagna la savonese Sara Tomassini, a pari merito con la ticinese Lilly Sciolli. Al quinto posto arriva un altro ticinese, Davide Delcò, mentre al quarto posto si collocano, a pari merito, la varesina Samuela Braga e il milanese, liceale al Parini, Giulio Pistolesi. Terzo posto ex aequo per il varesino Tommaso Benzoni e Giulio Maria Grisotto da Morazzone. Al secondo il varesino Giorgio Delodovici.

Premio premio, consegnato dall’ad di Openjobmetis Rosario Rasizza, a Fabrizio Maroni di Lozza, con il bel racconto “Il cartone di latte”. All’annuncio un tifo da stadio arriva dalla platea da parte di amici e supporter. Breve intervista al vincitore, con Bambi Lazzati che ad un certo punto domanda: “Per caso sei parente di…”. Intende riferirsi al presidente del Pirellone, Roberto Maroni. E il vincitore ammette: “Sono il figlio”. Qualche istante di fibrillazione, stupore, ma poi si va avanti. E così arriva la simpatica dedica della vittoria da parte del giovane autore: “La dedico a mia madre, che mi ha donato tanti libri da leggere e tanti quaderni bianchi su cui scrivere”.

23 ottobre 2016
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4 commenti a “Varese, Premio Chiara Giovani cresce. E lo vince il figlio del governatore

  1. Pierin il 24 ottobre 2016, ore 19:02

    Con tutto il rispetto, grossissima caduta di stile da parte di “miss Premio Chiara” nell’evocare a scena aperta la parentela eccellente del (bravo) vincitore dei giovani, che infatti s’è molto imbarazzato. Se voleva essere simpatica, non c’è riuscita (e raramente ci riesce, peraltro… non sono il solo a pensarla così). Se voleva fare piaggeria, è stata goffa. E ha peraltro instillato in alcuni spettatori l’idea (per me balzana, ma comprendo chi la sostiene) di un voto pilotato…
    Per il resto, evento rutilante e riuscito… con nota di merito per le bravissime ragazze che hanno garantito la logistica

  2. a.g. il 24 ottobre 2016, ore 21:23

    Le belle e brave ragazze della logistica…

  3. VM il 25 ottobre 2016, ore 15:42

    Bravo Pierin, Sottoscrivo anche le virgole. E aggiungo un’ulteriore perplessità: a che pro i classificati dal secondo posto in avanti ricevono premi da lotteria parrocchiale? Mi sembra una scelta molto risibile dal punto di vista dell’immagine di un premio che si proclama di prestigio nazionale.
    Secondo me i premiati dovrebbero essere la metà (quattro o cinque al massimo) e ricevere somme di denaro a scalare. Se poi vogliono la bicicletta, se la compreranno loro…

  4. Marzio il 1 novembre 2016, ore 09:55

    Sottoscrivo Pierin e VM: il fatto è che lo stile Lazzati è proprio parrocchiale ….. forse il Premio può essere salvato dall’alleanza tra il ben più raffinato Oldrini e intellettuali “di contorno”, Gervasini, Battarino, Chiodi, ecc.

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