Stranieri

Stranieri, “Milano Multietnica” fotografa le comunità straniere e crea polemiche

Donatella Ferrario

Donatella Ferrario

Chi ha paura delle comunità straniere in Italia? Un interrogativo che si propone guardando alle polemiche e divisioni sollevate da un bel libro appena pubblicato. Un volume che fotografa le comunità straniere di Milano, un report sincero che ci fa entrare in un mondo sempre più importante per il destino del nostro Paese.

Si intitola “Milano Multietnica” (Meravigli Edizioni), e lo hanno scritto due giornalisti, Donatella Ferrario e Fabrizio Pesoli. Un’opera che fa i conti con le tante realtà straniere nella vicina metropoli, ma assai presenti e significative anche a Varese, dove numerose iniziative sono organizzate da tempo, anche in pieno leghismo al potere, dal Coordinamento Migrante.

Ora il volume dei due giornalisti sta sollevando polemiche: una presentazione presso la Biblioteca di Cologno Monzese, in programma per il 6 novembre, è stata cancellata. Uno stop che ha fatto scattare le polemiche, con gli autori che hanno subito parlato di “un gesto chiaramente censorio”. La replica del Comune è stata che sull’argomento sarebbe stato preferibile “un contraddittorio”.

Ancora una lunga serie di presentazioni attende il volume e i suoi autori. Una di loro, Donatella Ferrario, giornalista presso i Periodici San Paolo, interviene con un comunicato stampa: “Parlare di “stranieri” a Milano fa ancora paura? Un libro che racconta le comunità straniere di Milano può esser censurato? Dov’è finita la libertà di stampa?  Siamo sicuri che il fatto non si ripeterà nel futuro? Avremo la possibilità di far conoscere ai lettori una realtà sotto gli occhi di tutti senza venire bloccati?”.

20 ottobre 2016
© RIPRODUZIONE RISERVATA

3 commenti a “Stranieri, “Milano Multietnica” fotografa le comunità straniere e crea polemiche

  1. Emiliano il 21 ottobre 2016, ore 13:15

    Complimenti vivissimi… fotografare le varie “comunità straniere” fa un po’ pensare che esse vengano trattate come entità separate una dall’altra, o come razze animali specifiche.
    Poi però ci propinano il solito “adagio”: “Siamo tutti uguali”.

    Coerenza, questa sconosciuta.

    Escludere dalla mostra gli italiani, poi, è l’ennesima forma di razzismo. Che facciano paura anche loro a “qualcuno”?

  2. a.g. il 21 ottobre 2016, ore 15:30

    Leggiti prima il libro…

  3. a.g. il 21 ottobre 2016, ore 15:33

    Leggi prima il libro…non è una mostra…

Rispondi

 
 
kaiser jobs