Varese

Varese, Il Pd Infortuna: anomala la mia mozione in Commissione e non in Consiglio

Il consigliere Infortuna, che si rifiutò di fare parte di Commissioni

Il consigliere Infortuna, che si rifiutò di fare parte di Commissioni

Gent.ssimo Direttore,

Le scrivo a seguito di una e-mail ricevuta in data 18 Ottobre 2016, inviatami dall’ufficio della Commissione Consiliare n°8 del Comune di Varese (Polizia Locale, Sicurezza e Protezione Civile).
La missiva contiene il cortese “invito” a partecipare alla prossima riunione Commissione di cui sopra, prevista per lunedì 24 Ottobre pv, nell’ambito della quale verrà “esaminata” la proposta di cui sono primo firmatario, relativa all’adozione di provvedimenti sul tema sicurezza, e presentata in Aula nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale. Proposta che, peraltro, essendo stata da me già sottoposta al voto del Consiglio e bocciata nel Novembre del 2014, è ormai ampiamente a conoscenza dell’Amministrazione varesina e dei cittadini tutti.
Chiedo dunque a Lei, Direttore, e ai Suoi lettori, se non sia opportuno interrogarsi sulla necessità, oggi, per la prima volta, di portare all’attenzione di una commissione l’analisi di una mozione la cui discussione e votazione concerne, invece, le competenze dell’unico organo a ciò preposto: Il Consiglio Comunale.
Chi ha buona memoria ricorderà come, nel corso degli anni, sia stato il primo a volere che venisse riconosciuto un profilo di maggiore rilievo alle assemblee politiche interne . Questo indirizzo è peraltro pienamente riscontrabile nelle numerose richieste che, dal 2011 al 2016, ho rivolto come membro della Commissione “Cultura” e di quella “Sport” per la loro convocazione, al fine della trattazione congiunta di alcuni importanti progetti che facevano capo alle competenze delle stesse. Cito a titolo esemplificativo l’analisi del progetto di atletica di Calcinate degli Orrigoni, l’approfondimento delle diverse ipotesi di bando per la ristrutturazione del Palaghiaccio di via Albani presentate dall’allora maggioranza, ma anche la  richiesta di soluzioni per il rischio della paventata chiusura del Festival del Cinema promosso da Cortisonici.
Ritengo perciò evidente che la scelta di discutere la mia mozione, di contenuto politico e non tecnico, in seno a una commissione e non direttamente in Aula non possieda alcuna fondatezza: si creerebbe un precedente storico per la nascita di un iter consuetudinario normativo improprio, in ragione del quale qualsiasi emendamento, ordine del giorno, mozione, o proposta avanzata in ogni forma da un Consigliere Comunale debba essere filtrata e sottoposta al giudizio preventivo di un altro “plenum”.
Le ragioni del mio stupore vanno oltre. E’ pensabile darne notizia al diretto interessato solo a decisioni prese “invitandolo”, in un questo caso in “Polizia Locale, Sicurezza e Protezione Civile e, chiaramente, come semplice uditore? Certamente per me parlano l’inesperienza e la giovane età, ma sono sempre più convinto che alcuni modi di agire non siano totalmente in sintonia con il cambiamento per cui abbiamo tutti lottato e vinto le elezioni.
Cordialmente, ringrazio Lei e l’intera redazione per l’attenzione
Giampiero Infortuna
Consigliere Comunale PD Varese

19 ottobre 2016
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Un commento a “Varese, Il Pd Infortuna: anomala la mia mozione in Commissione e non in Consiglio

  1. Bruno Belli il 20 ottobre 2016, ore 12:29

    Caro Giampiero,
    se fossimo in USA ti direbbero: “è la politica, baby, che credevi?”.

    Da parte mia ti voglio solo ricordare che un vecchio volpone della politica di tutti i tempi, Napoleone III, affermò che “la politica non ha viscere” (leggi “viscere” come fosse “umanità / sensibilità”).
    Mi sorprende che tu te ne stupisca ora, dopo un’esperienza di cinque anni in Consiglio comunale: è un fatto che avevi la “guida” di un capogruppo che è un vero galantuomo, Fabrizio Mirabelli, il quale non pecca certo di mancanza di sensibilità, ma l’esperienza sul campo dovrebbe averti permesso di distinguere dove stanno “i lupi con il manto d’agnello”.

    La politica non può e non vuole cambiare (forse, arrivo a dire, non deve nemmeno farlo, perchè gli uomini hanno cambiato, nei secoli, la “foggia dei costumi”, ma non “i costumi dell’animo”): il problema è che, oggi, ai vari difetti che la contraddistinguono si è aggiunta, da qualche anno, l’arroganza, forse il peggiore di tutti i suoi mali.

    Quindi, non ti stupire: se intendi portare avanti “in sintonia con il cambiamento per cui abbiamo tutti lottato e vinto le elezioni”, armati di pazienza, di una bella corazza e del classico “pelo sullo stomaco” e continua a combattere.

    Ti rivolgo i miei più sinceri auguri per questa tua “battaglia”.
    Con immutata stima ed amicizia,
    Bruno.

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