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Varese, Più comunicazione cittadino-Comune? Gregori: basta una app

Il consigliere Gregori

Il consigliere Gregori

Come migliorare il dialogo tra Amministrazione vittadina e varesini? Questo è l’interrogativo del consigliere comunale Mauro Gregori, consigliere comunale della Lista Galimberti, che, sulla scorta della linea di pensiero del neo eletto Sindaco Davide Galimberti, crede che il colloquio costante tra cittadino e chi ci governa sia essenziale per la concreta gestione della res pubblica.

Sostiene Gregori: “Una delle possibilità che abbiamo per incrementare la comunicazione passa attraverso la tecnologia e la fruizione e conoscenza dei sistemi informatici innovativi che già esistono e sono a nostra completa disposizione.

Esistono infatti applicazioni facilmente scaricabili da Internet che permettono, gratuitamente, di mettersi in contatto con chi gestisce quotidianamente la città e con i nostri Amministratori.

Tramite queste applicazioni, che ritengo assolutamente utili per la gestione quotidiana della città e per l’informazione dei cittadini, l’Amministrazione Comunale può avvisare la comunità direttamente sul telefonino ed in tempo reale circa eventi, mostre, condizioni meteorologiche, traffico, lavori stradali, proposte e molto altro.

Il cittadino, dal canto suo, può segnalare attraverso i medesimi strumenti, anche tramite documentazione fotografica e coordinate che identifichino con precisione i luoghi, ogni disservizio, disagio, situazione anomala, buche, alberi pericolanti eccetera.

Potrebbe persino pagare le multe senza recarsi in posta. L’Amministrazione, grazie a queste app, avrebbe la possibilità addirittura di lanciare sondaggi di opinione sui temi più disparati.

Credo che la nostra città abbia assoluta necessità di un tale strumento di dialogo tra Sindaco, giunta, funzionari da una parte e cittadinanza dall’altra”.

 

18 ottobre 2016
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2 commenti a “Varese, Più comunicazione cittadino-Comune? Gregori: basta una app

  1. Bruno Belli il 18 ottobre 2016, ore 18:21

    Per “snellire” la burocrazia, già di “geni” del parlamento hanno provveduto a complicare la vita al semplice cittadino.
    Ora ci mancava anche l’intellighenzia locale.

    Faccio un esempio: oggi, per i liberi professionisti e per le ditte, se non siano in possesso della PEC (un’altra invenzione atta soltanto a far spendere i cittadini, perchè, ad esempio, l’Ordine dei giornalisti continua a scrivermi sulla posta normale…l’agenzia delle entrate, all’uopo, mi invia la posta per lettera e la “raccomandata A.R.” è ancora considerata la più efficace e di miglior riscontro in qualunque ambito, dalla comunicazione “pubblica” alle questioni legali, ecc.ecc.), se non ne siano in possesso, dicevo, nel caso ricevano una cartella esattoriale dall’ESATRI, non possono più riceverla a casa propria per posta.
    No.
    A casa consegnano una notifica nella quale si dice che alla “Camera di commercio” è stata consegnata la suddetta cartella, che è stata lì notificata e che è consultabile sul sito della camera di commercio stessa, ma, per potere vedere i dettagli, bisogna avere la CNS (Carta nazionale dei servizi o chiavetta USB regolarmente lasciata al titolare della cartella dalla Camera di commercio), collegarsi al sito, digitare il tutto e stamparsi la cartella.

    Non era più semplice come una volta, consegnarla a TUTTI mediante posta raccomandata?
    “E’ per risparmiare la carta” – “Mi scusi, ma io stampandola non uso comunque dei fogli?”
    “Lo stato risparmia”.
    Già: a parte il fatto che lo stato non risparmia perchè butta letteralmente soldi dove potrebbe tagliare, ma il governo non lo fa perchè andrebbe ad intaccare gli amici dei poteri forti, non mi sembra di certo che il servizio sia più “snello”. E mi fermo qui (la cosa è capitata al sottoscritto, tra l’altro, alla fine, per un versamento all’ O.d.g. che avevo già effettuato, quindi, anche consegna del “ricorso”).

    Quindi, evitiamo di complicare la vita al cittadino con tutte queste becere novità “pseudo colloquiali e vicine alla persona”: se si vuole realmente dialogare, si apra un ufficio ad hoc, laddove il cittadino possa venire dalle 8,30 alle 12,30 e dalle 14,00 alle 18,00 almeno tra il lunedì ed il venerdì, potendosi informare su quanto gli interessi oppure intenda proporre, tra l’altro avendo così l’occasione di parlare con una persona n carne ed ossa, invece di buttare tutto sul virtuale.

    Di questo passo, anche amministrare una città- viste alcune uscite degli ultimi mesi da parte dei consueti “cervelli fini” – sarà un fatto virtuale, sempre che non lo sia già al momento.

    E siccome il signor Gregori ha fatto virtù di una varese degradata in campagna elettorale, mi piacerebbe vedere i fatti, chè di zozzeria in centro città – ed in periferia – c’è ne è pari pari a prima.

    Bruno Belli.

  2. Bruno Belli il 18 ottobre 2016, ore 18:28

    P.S. Dei “sondaggi”, per primi ai politici non importa alcunchè – pensi solo alle richieste / proposte che il mondo della cultura varesina (quello vero, non quello di cartapesta sempre pronto a far bella mostra di 2 frasi fatte e contento che ci sia la stampa a far fotografie) ha fatto già in questi mesi senza vedere l’ombra di un riscontro:
    ad esempio, per restare solo su quanto ho letto in questi mesi su VARESEREPORT, quattro gentili signore, Anna Bernardini, Viviana Faschi, Bambi Lazzati, Monica Guadalupi Morotti, (cito in rigoroso ordine alfabetico), hanno espresso la loro opinione all’assessore Cecchi, che, al momento, non ha ancora risposto (sarà impegnato, i “pezzi grossi” sono sempre oberati di impegni… e il cittadino è sempre al di qua della sottile linea che separa comunque “sic et simpliciter” i quartieri dal palazzo.

    Tra 2 giorni sono 5 mesi che si sono svolte le elezioni…che ha orecchie per intendere, intenda.

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