Varese

Varese, “Io, Chiara e l’oscuro”, Pino Calabrese racconta lo scrittore al Santuccio

Un momento dello spettacolo

Un momento dello spettacolo

Un racconto lungo uno spettacolo, quello che Pino Calabrese ha dedicato ieri sera, presso il Teatro Santuccio di Varese, allo scrittore Piero Chiara con il titolo “Io, Chiara e l’oscuro”. Nell’ambito del Premio Chiara-Festival del Racconto, un omaggio che poggiava su un canovaggio fatto di racconti dello scrittore luinese, personaggi, situazioni, volti, luoghi. Un concerto polifonico che l’attore interpreta camminando nel teatro, passando dal palco alla platea, da un leggio all’altro.

In una serata che, come dice Mauro Gervasini all’inizio, “è dedicata a Dario Fo” (finalmente ci si ricorda del Nobel).

Uno spettacolo in cui batte profondo il cuore dell’eros, delle donne conosciute e amate dallo scrittore. Incontriamo così Giuditta, Lea e la signorina Giulia. Corpi e odori che restituiscono il mondo creato da Chiara, soprattutto in racconti indimenticabili. Ma, come in ogni coppia che si rispetti, ad eros corrisponde thanatos, la morte, una dimensione con cui lo scrittore si confronta più volte, come accade quando Chiara racconta la morte dello zio quando lui aveva dieci anni, o quando ci offre l’immagine del signor Rimoldi muore su una panchina.

Pellicola della memoria e parole della letteratura, lo spettacolo di Calabrese rende le storie di Chiara ancora più suggestive con suoni e rumori amplificati e con luci che enfatizzano alcuni momenti del racconto.  Con l’effetto che la parola rivive e può essere gustata da lettori e non lettori del maestro di Luino.

16 ottobre 2016
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