Varese

Varese, Giona Rossetti per Spazio Lavit: tra la terra e il cielo? Borges e Calvino

L'artista lavora alla prima installazione

L’artista lavora alla prima installazione

Doppia nuova installazione in via Bagaini a Varese, nell’ambito della bella rassegna L’Orto d’Arte creata da Alberto Lavit, e realizzata da Aassociazione Culturale Parentesi e Spazio Lavit, con il contributo della Fondazione Comunitaria del Varesotto.

Questa volta il protagonista è Giona Rossetti, nato nel 1961 a Milano, vive e lavora a Taino. Doppia la sua installazione nella via varesina, che hanno per titolo, rispettivamente, “Progetto per un paesaggio inesistente” e “Cinque variazioni sul tema del cielo”. La prima consiste in una serie di specchi che, diversamente inclinati, rispecchiano l’ambiente. Un’opera che, guardata dal basso, mostra delle radici che si sviluppano verso il cielo riflesso nei vetri, in una circolarità che si instaura tra terra e cielo. E tuttavia rimandano ad un “paesaggio inesistente”, onirico e metafisico, che, come dice l’artista “richiamano alla mente Calvino, Borges, Pessoa”.

La seconda installazione è rappresentata da alcuni sottili tronchi che, altissimi, si volgono verso il cielo, il quale a sua volta si riflette in alcuni pezzi di specchi collocati lungo il tronco. Un bosco immaginario e stilizzato, astratto in qualche modo.

Un’altra installazione d’arte che, grazie ai suoi due “lavori riflessivi” (un’espressione dello stesso Giona Rossetti), conferma la scelta dello Spazio Lavit di portare l’arte in città, tra la gente, in un angolo dimenticato della città.

 

16 ottobre 2016
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