Varese

Varese, Aime fa il tifo per la Camera di commercio di Varese

camera commercio vareseNelle prossime settimane sarà approvato in via definitiva il provvedimento di riforma del sistema delle Camere di Commercio, un lungo periodo di confronto che ha però coinvolto solo e solamente gli addetti ai lavori.

Dibattito che è rimasto chiuso all’interno degli apparati delle Associazioni e delle sedi Istituzionali e che non ha coinvolto le Imprese.

Noi, lo scorso 20 gennaio 2016, dopo un proficuo confronto interno, avevamo presentato un documento di riflessione che indicava chiaramente la strada che avremmo voluto che si imboccasse per attivare la riforma.

Una riflessione che si basava due pilastri fondamentali: il pieno coinvolgimento delle imprese al governo delle Camere di Commercio per ridare alle stesse una legittimazione democratica, un nuovo sistema, unitario, di servizi alle imprese.

Il superamento ed un atteggiamento a nostro avviso sbagliato: la Cciaa come fosse un Bancomat.

Una vera e concreta riforma del sistema camerale era ed è imprescindibile da una riforma sostanziale del sistema delle rappresentanze.

Quindi abbiamo sostenuto, con determinazione, la elezione diretta del Presidente e del Consiglio delle Camere di Commercio e la realizzazione di un sistema unitario di servizi alle imprese capace di offrire alle stesse servizi innovativi, qualificati e competitivi.

Non solo, ma un sistema a rete capace di rafforzare il sistema imprese riducendo e contenendo i costi di gestione e di pari passo elevando l’asticella delle professionalità e nell’efficienza dei servizi offerti alle imprese.

Una riflessione che ponemmo anche alla cortese attenzione del Sottosegretario al Ministero della Pubblica Amministrazione, On. Rughetti,

Il testo della Riforma non ha colto le nostre proposte, ma comunque indirizza ed obbliga le Camere di Commercio ad imboccare una diversa ed innovativa strada.

Riduce il numero delle Cciaa, da 105 a 60, introduce nuove funzioni e ne toglie altre ma nel suo complesso va nella giusta direzione e ha colto, se pur parzialmente, alcune nostre riflessioni.

Richiamiamo quelle a nostro avviso più importanti: la riduzione del numero delle Cciaa, la gratuità degli Amministratori, non possiamo criticare la Politica per i suoi costi e poi agire con gli stessi medesimi metodi, la possibilità delle Camere di Commercio di offrire alle imprese servizi sul libero mercato, la precisa indicazione alle stesse di consultare le imprese ai fini della determinazione degli indirizzi generali e del programma pluriennale.

Ecco le ragioni che ci spingono ad affermare che siamo soddisfatti a metà.

Avremmo preferito fosse accolta la nostra proposta che di fatto avrebbe rilanciato e rafforzato il sistema Camera di Commercio, avrebbe ulteriormente qualificato le spese ed i costi e superato l’attuale sistema autoreferenziale dei sistemi associativi.

Pur tuttavia, per le ragioni che prima illustravamo, riteniamo che questa riforma, senza naturalmente ulteriori modifiche di chiusura o di repentine retromarce, in particolare sui tre aspetti prima richiamati, sia una riforma che va nella giusta direzione.

Per ultimo, non certo per importanza, visto il testo della riforma, visti i numeri della nostra Camera di Commercio ma soprattutto la forte e dinamica capacità organizzativa, gestionale e promozionale auspichiamo, anzi siamo determinati affinchè la Camera di Commercio di Varese mantenga la propria autonoma e continui nel suo percorso di innovazione e di servizi alle imprese.

Una aggregazione con altri territori, ad esempio Como o Milano, significherebbe di fatto annullarci in una di quelle realtà perdendo la peculiarità ed il rapporto con le imprese della nostra Provincia con il rischio che parte delle stesse, in particolare quelle collocate nel sud di Varese, colgano l’occasione per spostare la propria attenzione verso altri ambiti territoriali.

La Cciaa a Varese significa di fatto tenere unito il nostro territorio e le nostre imprese.

Inoltre ricordiamo che, anche in virtù delle riflessioni che noi proponemmo, non è il confine geografico che deve spingere una riforma, ma la compatibilità economica e finanziaria, le capacità organizzative, gestionali e promozionali dell’Ente.

Ricordiamo che in Bilanci della Cciaa di Varese sono in attivo.

14 ottobre 2016
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