Varese

Varese, Ginelli all’attacco: in Provincia il centrosinistra ha fallito, ci vuole discontinuità

Da sinistra Riganti, Ginelli e Longhin

Da sinistra Riganti, Ginelli e Longhin

Il consigliere provinciale della Lega Nord Giuseppe Longhin, Marco Riganti consigliere di “Liberi per la Provincia” e il vicesindaco Giorgio Ginelli replicano alla conferenza stampa tenuta dal presidente Nicola Gunnar Vincenzi. Una replica che avviene a pochi giorni dalle elezioni che si terranno sabato a Villa Recalcati.

Longhin definisce “propagandistici” i toni del presidente ed elenca i problemi che, a suo dire, riguardano la Provincia di Varese: i problemi dei dipendenti, il “fallimento” della stazione unica appaltante, le “piste ciclabili piene di buche”, le “scuole al freddo”, le strade senza sfalcio delle erbacce, la cancellazione della Polizia provinciale, il blocco degli allestimenti museali all’ex monastero di Cairate.

Il forzista Marco Riganti, invece, punta i riflettori sulla scarsa partecipazione dei sindaci alla vita della Provincia: “saranno state al massimo 5 le assemblee tenute in questi due anni”. Poi Riganti, quanto al disavanzo, sposa una strategia più soft rispetto a quella di Vincenzi: “se il rientro si spalmava su 30 e non su 10 anni, sarebbe stato meglio”. Anche il consigliere Riganti parla del personale in Provincia: “Il clima è pesante, il personale demotivato, assistiamo ad un’estromissione sistematica dei dipendenti che non condividano le idee della maggioranza”.

Prende infine la parola Giorgio Ginelli, leader della lista ‘Insieme per una Provincia Civica’, che alle spalle ha l’esperienza di vice di Gunnar Vuncenzi. Un’esperienza che oggi rilegge in maniera critica e si lascia alle spalle in nome della discontinuità. “Vicepresidente in carica, ma critico”, si autodefinisce. “Non è stato centrato l’obiettivo che due anni fa ci eravamo proposto nell’alleanza di centrosinistra”, dice Ginelli. “Un’alleanza tattica e programmatica, quella di due anni fa”. “Non ci ha soddisfatto il renzismo in Provincia – spiega Ginelli -. Si è perso tempo, con grande storytelling, conferenze stampa col botto, lancio di prodotti scadenti”.

Per Ginelli la vera partita resta la gestione dell’acqua, tanto più ora dopo la “devastante sentenza del Tar” che ha dato ragione ad Aspem e torto alla società Alfa targata Provincia. “Ora occorre fare ricorso al Consiglio di stato ma poi ascoltare il territorio”. Con posizioni con cui dialogare, da Pedroni al sindaco Galimberti, che parla di un mix pubblico-privato. “Comunque resto un esponente del centrodestra, con gambe e testa nel centrodestra”, conclude, facendo riferimento alle posizioni di Parisi. Ma questa, rispetto a Villa Recalcati, è tutta un’altra storia.

 

13 ottobre 2016
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi

 
 
kaiser jobs