Varese

Varese, Gunnar Vincenzi tira le somme e si toglie qualche sassolino dalla scarpa

Da sinistra Gunnar Vincenzi e Bertocchi

Da sinistra Gunnar Vincenzi e Bertocchi

Dopo due anni al vertice di Villa Recalcati, il presidente della Provincia, Nicola Gunnar Vincezi, affiancato dal consigliere Bertocchi, tira le somme della prima metà del suo mandato, in vista delle elezioni della nuova Provincia in programma sabato prossimo. “Il percorso di questi primi due anni – dice Vincenzi – è andato avanti con estrema soddisfazione da parte mia. Un incarico molto impegnativo (per uno come me che è sindaco e ha il suo impegno professionale), ma davvero molto soddisfacente”.

Una scadenza, quella elettorale, che conduce ad una trasformazione delle province in enti di area vasta, una funzione, prevista dalla legge, di accompagnamento dei 139 Comuni della nostra provincia. “Io sono abituato a guardare avanti – continua il presidente – e non a soffermarmi su ciò che, giunto qui, ho trovato”. Tuttavia non evita di parlare dei problemi finanziari trovati e del doloroso piano di rientro che si è dovuto realizzare. Ancora: Gunnar Vincenzi parla del fallimento dell’Agenzia del Turismo. E infine parla della Regione “che ci ha sempre creato difficoltà nel percorso della creazione dell’ente di area vasta”. Per non parlare dei tagli draconiani dello Stato centrale equivalenti a 100 milioni negli ultimi tre anni.

Ma Gunnar Vincenzi trova gratificante il fatto che, nonostante le numerose difficoltà, “non ho mai visto cortei né manifestazioni sindacali a Villa Recalcati”.

E tra le cose fatte in questi primi due anni della sua guida della Provincia, il presidente enumera il nuovo assetto organizzativo, la stazione unica appaltante (hanno finora aderito 88 Comuni), l’Atem Nord (per la gestione del gas) e l’Alfa, la società per la gestione dell’acqua, finita recentemente sotto la lente del Tar in seguito al ricorso di Aspem e che si è vista dare torto (“una sentenza che impugneremo davanti al Consiglio di Stato”). Ancora i grandi beni, come l’Eremo di Santa Caterina a Leggiuno, dove, dice Vincenzi, “abbiamo unito cultura, turismo e attività didattica”.

Un bilancio che non esclude il togliersi qualche sassolino dalla scarpa, come nel caso del vicepresidente Ginelli, che a questo turno elettorale rientra nel centrodestra, a differenza del suo ex compagno di strada Magrini, che resta fedele al presidente. “Nella seconda parte del mandato non era più presente – dice il presidente -, ma non mi sembrava valesse la pena di revocargli la nomina da vicepresidente”.

Non manca qualche rammarico: “Sulla cultura e sulla scuola, avrei voluto fare di più. Soprattutto sulla scuola, che prepara i futuri cittadini”. E quanto al referendum costituzionale: “Vinca il sì o il no comunque la legge Del Rio sarà da riscrivere”.

E così si chiude il bilancio dei primi due anni di mandato e da sabato ci sarà il nuovo Consiglio e potrebbe esserci anche una nuova maggioranza. Ma avendo a che fare con quelle che Bertocchi definisce “scelte di trincea”, con poche risorse e scarsa libertà di movimento, tutto sommato non cambierebbe poi tanto.

12 ottobre 2016
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi

 
 
kaiser jobs