Varese

Varese, Amarcord Franco Pontiggia, il mondo dei fotografi varesini si confronta al Lavit

Un momento del confronto allo Spazio Lavit di Varese

Un momento del confronto allo Spazio Lavit di Varese

Grazie al Premio Chiara, si è svolto ieri sera a Varese, presso lo Spazio Lavit, un’interessante tavola rotonda dedicata alla fotografia, ai fotografi, alle immagini, agli archivi. Tutto è partito prendendo spunto da un fotografo varesino scomparso dieci anni fa, Franco Pontiggia, che è stato ricordato e preso in considerazione come esempio di artista a servizio della bellezza del territorio e dei suoi abitanti.

A rompere il ghiaccio, dopo alcune parole introduttive di Bambi Lazzati e di Alberto Lavit, oltre ad un breve filmato dedicato al fotografo con un’intervista alla moglie Anna Maria Pontiggia, è stato il fotografo Carlo Meazza. “Eravamo diversi, e abbiamo visto diversamente il mondo e la fotografia”, dice Meazza. “Un amico diceva che Varese nelle sue foto era tutta rosa, nelle mie era in bianco e nero”.

Lungo l’intervento di un altro fotografo, Paolo Zanzi, che ha ripercorso l’avventura umana e professionale di Pontiggia, evocando una Varese più vivace culturalmente, in grado di produrre eventi e pubblicazioni.

Claudio Argentiero, responsabile dell’Archivio Fotografico Italiano, che ha apprezzato la fotografia di Pontiggia: “Dopo tanti anni i suoi “scatti” restano contemporanei ancora oggi”.

Infine Alberto Lavit, padrone di casa e fotografo, ha ricordato i tempi eroici dei Cineclub, diversi e importanti luoghi di formazione, che “consentivano ai fotografi dilettanti di sentirsi più liberi, mentre i professionisti erano più attenti al mercato”. A questo punto Lavit ha fatto passare il microfono ai tanti fotografi presenti allo Spazio Lavit, da Giorgio Lotti fino a Gigi Soldano.

Qualche battuta finale sul tema di un Archivio fotografico targato Varese, un tema discusso da anni senza che sia stato un fatto un solo passo avanti. Come si è detto nel corso del dibattito, qualche tentativo si sta facendo a Varese, ma con grandi difficoltà. A Busto ci si è già mossi da anni (come testimonia l’Archivio Fotografico Italiano), ma a Varese ci si vuole provare. Ma la sfida resta ambiziosa e difficile.

 

1 ottobre 2016
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