Varese

Varese, Il sindaco Galimberti dichiara guerra ai pigri del Comune

Il sindaco Galimberti

Il sindaco Galimberti

Si possono rivolgere critiche e dare giudizi politici negativi sul sindaco di Varese, Davide Galimberti, ma certamente non si può dire che non parli chiaro. Se ne è avuta una prova evidente ieri sera in Consiglio comunale a Varese, nel corso della seduta che, all’ultimo punto all’ordine del giorno, prevedeva la discussione sul piano di riorganizzazione della macchina comunale, che sta avanzando passo passo e che ha già causato qualche mal di pancia tra sindacati e lavoratori.

Non vola una mosca in Consiglio ed è massima l’attenzione del pubblico presente per le parole pronunciate da Galimberti che, in piedi, ripercorre i temi principali contenuti nella delibera che contiene le linee generali della riorganizzazione, un provvedimento presentato dopo i primi 100 giorni di governo.

Galimberti dichiara che sarà “uno dei provvedimenti più importanti che assumerà l’amministrazione perché delinea strategia e obiettivi dei prossimi cinque anni”. Si parla di riorganizzazione di deleghe e competenze, si lancia un messaggio di trasparenza, ma soprattutto di efficienza. Non mancano novità: Galimberti parla di un ufficio che si occupi di fundraising, di un Team Manager (non un City Manager, che tra l’altro sarebbe un costo aggiuntivo) capace di affiancare il sindaco, della scelta di puntare su Interreg con la Svizzera, di optare sulla centrale unica per gli appalti.

Poi il sindaco arriva al tema caldo del personale comunale (il Comune conta più di 800 dipendenti). Di fronte al progetto di riorganizzazione, il sindaco dice che ci sono state reazioni diverse da parte dei dipendenti. “Ho conosciuto dipendenti e dirigenti che non vogliono contribuire al progetto di cambiamento”. Eppure “queste persone dovranno adeguarsi”. Continua Galimberti: “Qualcuno ha detto che non voglio i pigri: è vero, abbiamo bisogno di un personale motivato e qualificato, come per la gran parte dimostra di essere quello che lavora in Comune”. Conclude: “Spero di non dovere vedere altri episodi di contrasto alla riorganizzazione: sarebbero spiacevoli non per me, ma per i cittadini”.

Si apre il confronto in Consiglio. Partono le opposizioni.  ”Valuto positivamente, da imprenditore, persona d’impresa, il provvedimento”, dichiara Paolo Orrigoni. “Ragioniamo sulla squadra, scegliamo lo schema di gioco, poi guardiamo ai risultati”. Il leghista Marco Pinti rimarca come manchi, nel progetto, uno sportello sul lavoro. Il capogruppo di Forza Italia, Simone Longhini, giudica il provvedimento “importante”.

Prende la parola anche Luca Paris, consigliere Pd, grande esperienza professionale nelle pubbliche amministrazioni, che smorza i toni del sindaco: “Le leve dell’amministrazione pubblica non sono quelle di un’azienda privata. Però sulla motivazione si può e si deve lavorare”. “Impellente cambiare una macchina che non è stata riformata da 18 anni” chiude il consigliere Andrea Bortoluzzi. Replica finale di Galimberti: “Fondamentale il valore della meritocrazia, e dunque valorizzeremo i dipendenti che daranno anima e corpo, mentre sarà penalizzato chi non rispetta i valori contenuti nel provvedimento”.

Un provvedimento approvato dal Consiglio con 21 voti favorevoli e 10 astensioni. Neppure un no. Questo l’esito del Consiglio. Siamo certi che la guerra del sindaco contro i pigri otterrebbe dai cittadini comuni solo voti positivi.

 

 

29 settembre 2016
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5 commenti a “Varese, Il sindaco Galimberti dichiara guerra ai pigri del Comune

  1. Carlo il 29 settembre 2016, ore 09:19

    Sarebbe ora che si intervenga sui dipendenti comunali, basta vedere il prospetto delle presenze sul sito del Comune di Varese per avere qualche dubbio sull’efficienza della macchina comunale.
    Se il Comune fosse una ditta privata sarebbe già fallita visto l’assenteismo a due cifre.

  2. Bruno Belli il 29 settembre 2016, ore 09:53

    Galimberti parla di un ufficio che si occupi di “fundraising”, di un “Team Manager”.

    Dato che siamo Italiani e siamo in Italia, non potremmo utilizzare la nostra lingua che è ricchissima di termini invece di ricorrere sempre all’Inglese?

    Sarebbe un segno di rispetto verso la nostra cultura e le nostre peculiarità, che, per primi i politici, dovrebbero avere interesse a preservare e promuovere.
    B.B.

  3. marcello il 29 settembre 2016, ore 12:55

    I dipendenti sono fiacchi ma i Dirigenti sono quasi tutti da licenziare

  4. Emiliano il 29 settembre 2016, ore 13:10

    Bravo Galimberti, e speriamo seguano fatti alle parole…
    Chi avrebbe mai detto che il nuovo primo cittadino fosse un accanito “Fan” di Brunetta?

  5. paola barresi il 2 ottobre 2016, ore 12:05

    Buongiorno, avendo avuto ocasione di stare del tempo negli uffici comunali Varesini posso dire che ci sono dipendenti che pur non affannandosi lavorano seriamente e con continuità mentre ci sono altri che sono veramente indecorosi. Segnalo però che generelmente i lavativi operano in settori e uffici omogenei.
    Quanto sopra è per me la conferma che i dipendenti lavorano come il loro dirigente gli permette di fare.
    QUINDI IL SINDACO INIZI A STRIZZARE IL GRANDE NUMERO DI DIRIGENTI IN FORZA.
    Tutta la amministrazione Comunale è lo specchio di come il sindaco opera.
    Spero quindi che il nostro sindaco finisca finalmente la campagna elettorale e si metta a lavorare.

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