Sesto Calende

Sesto Calende, 20 disegni di Lucio Fontana dialogano con 5 artisti

Lucio Fontana

Lucio Fontana

La Commissione Cesare da Sesto presenta la collettiva: “Lo spazio non è un animale domestico: sguardi su Fontana”, 20 disegni di Lucio Fontana dalla collezione Crippa dialogano con le opere di Vittorio D’Ambros, Samuele Arcangioli, Stella Ranza, Angelo Zilio, Roberto Molinari, con inaugurazione domenica 2 ottobre alle ore 17 presso lo Spazio Cesare da Sesto  ed ex supermercato “bottegone” a Sesto Calende (la mostra sarà aperta dal 2 al 16 ottobre 2016 – aperture sabato e domenica negli orari 10/12.30 – 16/18).

No, lo spazio non è un animale domestico.  È la nuova collettiva nel segno di Lucio Fontana promossa dalla Commissione Cesare da Sesto. E che non sia così facilmente addomesticabile lo sanno bene gli artisti, che si sono incontrati-scontrati-confrontati con lo spazio dell’ex Bottegone. Un buio entro cui ognuno ha cercato una luce: Stella Ranza per farla assorbire dalle proprie composizioni, Vittorio D’Ambros la cattura con i suoi rimandi plastici, Angelo Zilio per ingaggiarla in un gioco di riempimenti con i suoi oggetti custode, Samuele Arcangioli chiudendosi per 72 ore consecutive nella ex macelleria, impegnato nella costruzione di un contatto quasi fisico con il Maestro.

Per la terza volta, il contenitore di questi esercizi di libertà attraverso l’arte tornerà a essere l’area dell’ex supermercato sestese.

Un animale non facile con cui misurarsi. Un animale fortemente caratterizzato da una storia spaziale e temporale che si radica e sradica nella memoria della città, proprio come gli avvolgimenti e riavvolgimenti delle ceramiche di Zilio: opere in cui tutto si accartoccia, si dipana, per tornare poi a ripiegarsi in un continuum che sta a indicare apertura, possibilità, negazione del dato definitivo.

Il gioco delle possibilità nuove, inaspettate, il gioco di scegliere sempre – in ogni istante e in modo consapevole – da che parte stare, in quale direzione andare.

Il gioco della scoperta della libertà nelle piccole cose.  Sentieri di senso tracciati dalla ricerca artistica, un misurarsi creativo e filosofico, unico e irripetibile perché legato proprio ad una specifica posizione geografica, strutturale, meteorologica, emotiva.

E, inaspettatamente, lo schiudersi di occasioni fuori programma nasce proprio dal carattere cupo e selvatico di uno spazio che a nessuno degli artisti piaceva. Ma la sfida è stata accolta.

“Il lavoro nasce sul posto – dice Arcangioli – progettato per quel luogo specifico, che sia un bagno o una Chiesa”. Zilio, così, lavora al tornio la terra cruda, cercando di fare amicizia con gli inceppamenti della materia grezza e di catturare al contemporaneamente l’energia di colonne e specchi. E Stella Ranza dà indicazioni su come posizionare le scaglie luminose di carta che compongono la sua nuvola galleggiante. Il suo è un dialogo intimistico con Fontana, scaturito dai disegni del Maestro che hanno da sempre nutrito la sua fantasia.

La mostra “Lo spazio non è un animale domestico: sguardi su Fontana” verrà inaugurata domenica 2 ottobre alle ore 17 e sarà aperta ogni sabato e domenica con orario 10/12.30 – 16/18. Quello che potremo vedere è il dialogo intrapreso dagli artisti con Lucio Fontana sui concetti di spazio e tempo.

“Quando si lavora– precisa Zilio – c’è un istinto, un gesto di cui non si ha piena consapevolezza. Questo mi interessa: scoprire cosa sta dietro la materia, l’idea che lavorando con la terra grezza si crei qualcosa di inaspettato che tenga desta la categoria della possibilità e nuovi spazi possono sempre essere scoperti. I nostri limiti ci tranquillizzano: invece è bello incontrarsi con ciò che è inatteso, ma per non averne paura devi conoscere chi sei, deciderlo ogni volta. Questo è il gioco della libertà”.

Una libertà ben rappresentata da Arcangioli, per tre giorni prigioniero volontario tra le mura senza finestre di quella che era la cella frigorifero. Un buco nella parete è l’occasione per riappropriarsi della luce e tracciare un paio d’ali, e poi il tempo che scorre, misurato anche dallo sforzo dell’artista di adattarsi alla parete, ai bruschi scarti dell’intonaco che suggeriscono al contempo texture fuori programma finché tutto arriva a fondersi con il gesto e i pezzi di carbonella utilizzati per rappresentare uno vero e proprio poema simbolico della dimensione spaziotemporale.

“La prima notte e la prima mattina è stato difficile– racconta Arcangioli – poi gradualmente il materiale si è adattato. Io mi sono adattato. A livello temporale si è trattato di un esercizio interessante: si percepiscono il viaggiare delle ore, la lotta e, infine, l’adattamento reciproco: il materiale si plasma con la superficie, il tempo si allunga.”

Il tempo è anche quello della riconnessione emotiva di Stella Ranza con i disegni conosciuti nell’infanzia. “Fontana lo sento dentro di me fin da bambina – ricorda l’artista – , dopo aver visto a Venezia le sue opere con pezzi di vetro che fluttuano nello spazio ho voluto per la prima volta utilizzare plexiglas trasparenti  e inglobare, far galleggiare elementi che raccolgo in giro, in riva al mare, sulle spiagge: sassi, pezzi in ceramica. L’idea è di intrappolare la luce e farla interagire con le piccole materie che fluttuano nello spazio. E poi c’è il lavoro su carta – continua indicando una pioggia eterea di frammenti dal soffitto – : ho voluto creare una sorta di nuvola aperta, verso cosmo e l’infinito “.

Un processo creativo in diretta ripreso dalle fotografie di Roberto Molinari ed esposto nella Sala Cesare da Sesto, nelle stesse date e con gli stessi orari, insieme a 20 disegni di Fontana provenienti dalla collezione Crippa di Varese.

È questo lo spazio simbolico in cui il tempo si riavvolge su se stesso quasi annullandosi e creando contemporaneamente una connessione, una relazione nuova fra le grafiche del Maestro e gli artisti al lavoro.

 

26 settembre 2016
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