Canton Ticino

Canton Ticino, Passa referendum anti-frontalieri. Paura di varesini e comaschi

Dogana al Gaggiolo

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Passa in Canton Ticino il referendum anti-frontalieri. Per il 58% dei partecipanti al voto è giusto favorire i residenti per quanto riguarda i posti di lavoro. Il referendum, denominato «Prima i nostri», era atteso con ansia dai tanti lavoratori frontalieri provenienti dalle province di Como e Varese: sono circa 62 mila i lavoratori che ogni giorno si recano dall’Italia al Canton Ticino. L’iniziativa “Basta con il dumping salariale in Ticino!” è invece stata respinta dal 52,4% dei votanti.

“Referendum anti-frontalieri non ha per ora effetti pratici. Ma senza libera circolazione delle persone rapporti Svizzera-Ue a rischio”. Lo scrive in un tweet il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni dopo l’approvazione del referendum in Ticino sui limiti ai lavoratori frontalieri.
“Ce l’aspettavamo, anzi è già tanto che la percentuale non è stata più alta, c’è troppo un clima di malessere oltreconfine” commenta Eros Sebastiani, presidente dell’Associazione Frontalieri Ticino, sede a Varese, dalla cui provincia arrivano circa 25mila dei lavoratori che lavorano in Canton Ticino.
Diverse le reazioni nel mondo politico. Lara Comi, eurodeputato al Parlamento  Europeo di Forza Italia e vicepresidente del Partito Popolare Europeo dichiara: “Oggi in Svizzera stiamo assistendo ad un capolavoro di  irresponsabilità. Le forze politiche locali che hanno promosso e portato alla vittoria il referendum che declasserà i 65.000 frontalieri  italiani  non sono consapevoli delle conseguenze che ora ci saranno  proprio per i cittadini svizzeri. E’ infatti inaccettabile il  trattamento riservato oggi ai nostri connazionali:  è ampiamente finito  il tempo in cui gli italiani, come dopo la Seconda Guerra Mondiale in  Belgio, erano considerati poco più che bestie da lavoro.  Ho per questo  già scritto oggi al Commissario Marianne Thyssen, responsabile per  l’occupazione, affari sociali, competenze e mobilità dei lavoratori  dell’Unione Europea per incontrarla chiedendo  di poter avviare  urgentemente la sospensione di tutti gli accordi ad oggi in essere tra  Svizzera ed Europa”.
Per il segretario regionale Pd, Alessandro Alfieri, “quello che preoccupa di questo referendum è il clima generale di insofferenza nei confronti dei lavoratori italiani che contribuiscono alla ricchezza del Canton Ticino. E preoccupa ancor di più che la Lega nord che si riempie la bocca di appelli demagogici in difesa del Nord, va a braccetto con la Lega dei ticinesi promotori del referendum. Se ci saranno conseguenze per i nostri lavoratori di certo la Lega di Maroni e Salvini non sarà esente da colpe”.

26 settembre 2016
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