Varese

Varese, Attivisti Varese 5 Stelle: occorre cambiare lo Statuto del Molina

anzianiIn questi giorni attorno alla fondazione Molina c’è grande attenzione e gli interventi da parte della politica varesina sono numerosi, anche in seguito al “gran rifiuto” del presidente Campiotti di presentarsi in Consiglio Comunale a relazionare su quello che ormai è un caso politico.

Campiotti si è giustificato adducendo come scusa che il Molina è una fondazione di diritto privato e quindi non è tenuto a relazionare in consiglio; peccato che la sua nomina (sua e della maggioranza dei membri del Cda) sia prettamente politica, voluta proprio dall’ex sindaco Fontana.
Lungi dal voler entrare nel merito delle accuse (per quello c’è la magistratura), una riflessione nasce però spontanea.
Viste le conseguenze che provoca l’intromissione della politica nella gestione della Fondazione e soprattutto delle sue risorse, non sarebbe meglio modificarne lo Statuto e scegliere per il Cda personaggi competenti e super partes, non legati ad alcun partito?
Ricordiamo a tutti che la Fondazione Molina è stata creata con i soldi dei varesini ed è per questo che si stabilì che il Sindaco, come espressione della cittadinanza, nominasse gran parte del Cda, ma se gli effetti di questa impostazione sono questi, è legittimo auspicare che la politica e gli interessi di parte non abbiano la possibilità di occupare una istituzione cittadina, e le sue risorse, per i propri scopi.
Attivisti Varese 5 Stelle

24 settembre 2016
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Un commento a “Varese, Attivisti Varese 5 Stelle: occorre cambiare lo Statuto del Molina

  1. Alberto Valenziano il 27 settembre 2016, ore 13:24

    Quale attivista del MU Varese cinque stelle non concordo sul contenuto dell’ analisi fatta. La nomina del Presidente della Fondazione Molina, come quella dei membri del CdA, è di competenza comunale, ma ciò non implica poi che il Comune abbia voce in capitolo nella gestione della Fondazione. Così come avviene in un arbitrato, ove la scelta del terzo arbitro spetta spesso ad un ente o ad una Autorità terza, ma poi la gestione dell’ arbitrato (così come quella della Fondazione) non può certo essere subordinata alla Autorità che ha effettuato la nomina; la sua funzione si esaurisce con la scelta della o delle persone che deve nominare! Il problema è che, come spesso avviene, i criteri adottati dal Comune sono di carattere politico e non “di merito”, come sarebbe giusto che fosse! Ma tale errore dovuto alla “politica” errata dei nostri amministratori non può comportare inesistenti doveri agli organi di una Fondazione di diritto privato, che è principalmente alimentata da donazioni da parte di privati cittadini e non da fondi pubblici.

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