Varese

Varese, Cultura, Lettera all’assessore Cecchi da… Viviana Faschi

La poetessa Viviana Faschi

La poetessa Viviana Faschi

La nuova amministrazione comunale guidata dal sindaco Galimberti ha sempre rimarcato che la cultura sarà una priorità del “nuovo corso” di Palazzo Estense. Una bella sfida, che sarà l’assessore alla Cultura, Roberto Cecchi, a portare avanti. Abbiamo dunque pensato di dare la parola ad alcuni esponenti della cultura varesina perché ci raccontino quali sono le loro attese e quali le loro idee perché la cultura possa essere davvero un volano per la ripartenza della città che, da un punto di vista delle iniziative culturali, deve fare parecchi passi avanti.

“Caro assessore Cecchi…”, potrebbero iniziare queste lettere-articoli, che questa volta riguardano le considerazioni e le opinioni della giovane Viviana Faschi, poetessa pluripremiata e consulente editoriale.

“Parto dalla necessità di valorizzare ciò che di buono c’è già – dichiara la Faschi -, anche ciò che abbia una valenza turistica, capace di portare gente nella nostra città. Credo che Varese sia una città molto campanilistica: potremmo dire che ‘se la canta e se la suona’. C’è molta cultura in città, tante realtà diverse, ma non c’è dubbio che si fa fatica ad uscire dai confini cittadini e provinciali”.

Occorre provare ad andare oltre questi confini. Ma per farlo occorrono eventi all’altezza: “è necessaria la presenza di eventi che abbiano una valenza tale da giocarsela almeno a livello nazionale. Voglio fare alcuni esempi che mi arrivano dal passato: ho in mente l’edizione 2007 di Amor di Libro in cui furono invitati a Varese grandi protagonisti della poesia europea e mondiale, come Yves Bonnefoy e Titos Patrikios, penso alla presenza in città di Alda Merini e Patrizia Valduga. Ma, se guardo più vicino a noi, penso al premio alla carriera attribuito alla regista Lina Wertmüller. Immagino anche per Varese le iniziative della Casa della Poesia di Como, che invita poeti provenienti da tutto il mondo”.

La poetessa tocca poi il tema dei talenti. “Gli eventi possono essere anche occasione per lanciare giovani talenti – dichiara la Faschi -, verso i quali Varese appare sempre piuttosto disattenta. O per valorizzare e richiamare “in patria” talenti varesini che hanno incontrato il successo fuori da Varese, fuori dall’Italia. Recentemente sono nate iniziative in città per dare spazio ai nuovi talenti per quanto riguarda la poesia: è il caso della collana della Nuova Editrice Magenta dal titolo “Civette”, che sta pubblicando opere prime di autori varesini ma anche appartenenti a realtà distanti da Varese”.

E per quanto riguarda le location di eventi e proposte? “Non c’è che l’imbarazzo della scelta: penso alle tante ville con parchi e giardini, come nel caso di Villa Toeplitz che sta ospitando diversi appuntamenti letterari. Per non parlare di Villa Panza, bene di proprietà del Fai, che ospita artisti mondiali e registi universali (mi riferisco a Wim Wenders). Ma non escluderei neppure strutture come il Teatro Apollonio e il Teatro Santuccio. Ma occorre grande impegno e grande passione: il rilancio della cultura a Varese non è cosa da poco”.

22 settembre 2016
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