Varese

Varese, Caso Molina, Mirabelli (Pd): Campiotti dice no, la parola al Pirellone

Il Molina in viale Borri

Il Molina in viale Borri

Come volevasi dimostrare! Il presidente del Molina Campiotti, a differenza del direttore generale dell’Ospedale di Circolo Bravi e del rettore dell’Università dell’Insubria Porisini Coen, alla fine, si sottrae al cortese invito che gli aveva rivolto, ben 21 giorni fa, il Consiglio comunale di venire davanti all’assemblea rappresentativa della città di Varese ad illustrare le linee guida del suo mandato.

E’ bene ricordare che l’Istituto Molina vive non solo di fondi privati, derivanti da lasciti e donazioni, ma anche di fondi pubblici, provenienti da Regione Lombardia. Dovrebbe, pertanto, essere una “casa di vetro” che fa della trasparenza la propria pietra angolare.

E’ stato così in passato, quando era un’IPAB, e dovrebbe essere così anche oggi, pur essendosi trasformato in una fondazione. Sebbene dal punto di vista tecnico-giuridico la scelta del presidente Campiotti sia legittima, dal punto di vista etico-istituzionale si traduce in una grave scortesia, che non trova precedenti nella storia del Comune di Varese.

A questo punto, visto che, tempo fa, è stato il presidente del Consiglio regionale Cattaneo a sollevare alcuni dubbi sull’attuale gestione, è opportuno che intervenga Regione Lombardia per evitare che la scelta del presidente Campiotti possa alimentare in città le voci più incredibili su finanziamenti, appalti e assunzioni.

Il Molina è l’orgoglio della città di Varese e un modello per tutte le case riposo della Lombardia. Dovrebbe essere interesse del suo presidente dissipare eventuali ombre, valorizzando un’esperienza che ha profonde radici nella città e che è cara a tutti i varesini.

Fabrizio Mirabelli

Consigliere comunale PD

21 settembre 2016
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