Varese

Varese, Auto, bici o pedoni? La mobilità secondo la giunta Galimberti

Da sinistra Zanzi, Chiericati. Civati e Dimaggio

Da sinistra Zanzi, Chiericati. Civati e Dimaggio

Più mobilità dolce e sostenibile, è la richiesta delle associazioni che hanno dato vita ad un ricco calendario di incontri ed eventi per la Settimana europea della mobilità, a partire da Fiab Ciclocittà, che nel pomeriggio di oggi ha condiviso un lungo percorso in bici con il vicesindaco Daniele Zanzi e con l’assessore alla Mobilità Andrea Civati nei luoghi più a rischio per bici e pedoni.

Al termine si è svolto un dibattito in piazza Repubblica tra assessori (si era nel frattempo aggiunta Rossella Dimaggio, assessore ai Servizi educativi), cittadini e associazioni, un confronto moderato dal giornalista Cesare Chiericati.

Un confronto in cui non sono mancati momenti di disaccordo e di polemica. E’ partito il vicesindaco Daniele Zanzi, che ha fatto una prima lista di cose da fare: manca una rastrelliera per le bici in piazza Repubblica, il bake sharing è poco utilizzato, anche perché troppo macchinoso il sistema di pagamento (“all’estero basta la carta di credito, qui occorre avere una tessera”), i bus che vanno alla Schiranna non caricano le bici. Ma Zanzi ha soprattutto rimarcato le piste ciclabili fantasma, come quella presente in viale Belforte (“ad un certo punto finisce contro un parcheggio”). Una serie di cose da fare, che in tanti si attendono dalla nuova amministrazione comunale: “tanti piccoli segnali che daremo”, assicura Zanzi.

E’ poi la volta dell’assessore Civati, super-assessore della giunta guidata da Galimberti. “Ci sono questioni che possono essere risolte con un minimo sforzo – rassicura l’assessore. – Occorre però una visione d’insieme, e infatti nei prossimi mesi metteremo a punto un Piano di mobilità urbana sostenibile, assai diversa dal precedente PUM, dato che il nostro piano mette al centro la mobilità sostenibile”. Tuttavia, aggiunge Civati destando perplessità e commenti tra il pubblico, “deve essere un piano di parità tra auto, ciclisti e pedoni: ogni spostamento ha pari dignità”. Civati cita, come esempio, la realizzazione del parcheggio di via Sempione, un progetto che vede consiglieri di maggioranza su posizioni diverse, non tutte favorevoli al progetto. Altro progetto citato quella della ciclabile che collega Stazioni e Schiranna. Infine dà la notizia che un terreno vicino all’albego Polita a Capolago è stato riacquistato dal Comune che lo utilizzerà per servizi a favore dei ciclisti.

Prende la parola Leonardo Savelli, presidente di Fiab Ciclocittà, che subito attacca Civati: “Dobbiamo puntare alla riduzione dell’uso delle auto, sia pure in maniera graduale, più che alla parità che diceva l’assessore”. Replica: “le auto ci sono e dunque dobbiamo prenderle in considerazione quando pianifichiamo”. Civati parla anche di un Piano di sicurezza stradale che sarà discusso nei prossimi giorni.

Sull’educazione e la scuola interviene l’assessore Dimaggio, che constata come poco sia stato fatto, dal punto di vista della mobilità sostenibile, a Varese. “Fino ad ora sono stati organizzati pedibus per i bambini, esperienze che hanno coinvolto trecento studenti. Bene, ma occorre programmare interventi più organici e continuativi”. Iniziative che devono dare più spazio ai bambini in città. E per arrivare a tale risultato tre regole: “Dare il buon esempio dal punto di vista della mobilità, dare competenze ai giovani, rendere la città più sicura”.

 

 

 

 

20 settembre 2016
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3 commenti a “Varese, Auto, bici o pedoni? La mobilità secondo la giunta Galimberti

  1. Emiliano il 21 settembre 2016, ore 13:21

    La prima domanda da fare è: c’è spazio nelle anguste strade di Varese (viale Belforte ed Aguggiari incluse) per le piste ciclo-pedonali?
    La seconda è: la richiesta è sufficiente per giustificarne la presenza in città? Non ci vuole un genio per capire che in suddetti viali siano un’assurdità sia per la salute che l’incolumità dei ciclisti stessi (inquinamento e automezzi).
    La terza è: non è meglio farle in periferia, come es. alla Schiranna, dove chi pedala potrebbe respirare un’aria un bel po’ più salubre rispetto ai trafficatissimi viali succitati (ed altri ovviamente)?

    Ma basta mettere il muso fuori città e “scoprire” che di piste ciclo-pedonali il varesotto è pieno: Valganna, Valmarchirolo, Valcuvia, Valtravaglia. Ma il problema base è appunto portare i varesini, che molto spesso non vedono oltre il proprio naso, a conoscere anche le zone nelle immediate vicinanze.

  2. marcello il 21 settembre 2016, ore 18:20

    E’ una storia trita e ritrita, dibattuta da almeno dieci anni con le solite argomentazioni. Vorrebbero far andare in bici tutti i varesini per decreto e questi non son da meno. La pista ciclabile tracciata in viale Aguggiari seppure angusta e’ utilizzata come sosta auto. Sino a quando non si fara’ un piano serio di ingressi in citta’ di auto,potenziando i servizi tutto rimarra’ nel libro dei sogni. E poi per dirla tutta, se ho voglia di andare in bici lo decido io non certo il vice sindaco o l’assessore e men che meno ciclocitta’

  3. Emiliano il 22 settembre 2016, ore 13:16

    Direi che sono d’accordo. Se si tratta solo di pedalare per piacere proprio, come detto, vicino a Varese (e intorno al Lago, come ben sappiamo) luoghi ideali, anche belli e da conoscere, non ne mancano affatto. Anzi, dalla Valganna con la bici o a piedi puoi arrivare INCOLUME fino a Bellinzona, a dirla tutta. Tale sicurezza non c’è in Viale Aguggiari, ne in Viale Belforte ne in tutta Varese: dunque, di cosa stiamo parlando?

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