Varese

Varese, Ciao, Giada. La città si ferma per l’ultimo saluto in San Vittore

L'uscita dalla basilica

L’uscita dalla basilica

Una basilica strapiena, quella che ha seguito nel pomeriggio i funerali di Giada Molinaro, la studentessa uccisa attraversando, sulle strisce pedonali, viale dei Mille. Famigliari, amici, cittadini comuni, la città si è stretta attorno alla bara bianca che, accanto alla foto della studentessa, è stata posta al centro di San Vittore.

Preceduto dalla recita del rosario, il funerale ha avuto luogo mentre, oltre alla chiesa, si riempiva anche la piazza illuminata dal sole. Sul sagrato della basilica erano stati appoggiati degli striscioni lasciati dai compagni di Giada insieme a foto della ragazza: “Sono sempre i migliori che se ne vanno…Ti vogliamo bene” e “Giada rimarrai sempre nei nostri cuori!!!”.

Ad aprire il rito è stato il prevosto monsignor Luigi Panighetti, che ha subito evocato il dolore e la rabbia, i due sentimenti che certamente hanno accomunato in questi giorni tutta la città. Dopo le letture ha preso la parola, per l’omelia, il parroco di Biumo Inferiore, don Carlo Garavaglia. “Nessuna parola può spiegare ciò che abbiamo vissuto insieme, può esprimere il dolore che ci portiamo nel cuore”. “Più che delle parole abbiamo bisogno di un grande abbraccio – ha proseguito don Garavaglia -, un abbraccio che sappia colmare il vuoto lasciato da Giada”. “Giada – ha concluso il parroco – continuerà ad essere una presenza discreta e buona, e con il suo timido sorriso continuerà a sostenere le nostre giornate”.

Al termine della messa, i compagni di classe della ragazza si sono raccolti attorno alla bara,  mentre una serie di ricordi e di pensieri sono stati espressi dall’altare. Prima i compagni di scuola: “una ragazza estroversa, che amava la vita”. Poi “la scuola appare silenziosa e triste senza di te, giovedì ti abbiamo aspettato, ma non sei venuta”.

Lo zio della ragazza ha poi letto, con la voce rotta dalla commozione, una lettera straziante del papà Salvatore e della mamma Stefania: “Ciao, piccola mia, non ci sono parole per descrivere il nostro dolore, ogni lacrima che scorre è una pugnalata nel cuore”. Una lettera capace di fare un ritratto bellissimo della figlia: “Tu volevi solo vivere la tua vita: avevi un cuore grande, eri una ragazza dolce, sempre solare, con la testa dura di una calabrese”. E’ poi salito sull’altare Francesco, fratello della ragazza, che si è rivolta a lei: “Principessa, sarai sempre nei nostri cuori”.

Infine un messaggio laico è stato lanciato a politici e amministratori da Emilio Vanoni, impegnato ad Induno Olona nell’accoglienza dei bambini di Chernobyl: “Mi chiedo se sia giusto morire nel centro di Varese: no, non è una fatalità, le nostre strade sono un cimitero”.

Un lungo applauso ha poi accompagnato la bara mentre usciva nella piazza, e anche dalla piazza un applauso ha salutato la bara. Una lunghissima fila si è formata per salutare e abbracciare i famigliari di Giada. Una lunga fila che ha salutato per l’ultima volta una ragazza varesina che ha avuto solo la colpa di attraversare una strada della città sulle strisce pedonali.

 

FOTO

19 settembre 2016
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi

 
 
kaiser jobs