Varese

Varese, Cultura, Lettera all’assessore Cecchi da… Bambi Lazzati

Bambi Lazzati

Bambi Lazzati

La nuova amministrazione comunale guidata dal sindaco Galimberti ha sempre rimarcato che la cultura sarà una priorità del “nuovo corso” di Palazzo Estense. Una bella sfida, che sarà l’assessore alla Cultura, Roberto Cecchi, a portare avanti. Abbiamo dunque pensato di dare la parola ad alcuni esponenti della cultura varesina perché ci raccontino quali sono le loro attese e quali le loro idee perché la cultura possa essere davvero un volano per la ripartenza della città che, da un punto di vista delle iniziative culturali, deve fare parecchi passi avanti.

“Caro assessore Cecchi…”, potrebbero iniziare queste lettere-articoli, che riguardano le considerazioni del direttore del Premio Chiara-Festival del Racconto, Bambi Lazzati. “Mi piace iniziare esprimendo la mia soddisfazione sul fatto che il nuovo assessore alla Cultura, sia un professionista della cultura, con esperienze di alto livello nella sua biografia, assolutamente in grado di individuare le priorità e di consolidare la cultura a Varese”.

“Parliamoci chiaro – continua la Lazzati – Varese storicamente è sempre stata un luogo di passaggio, una dependence di Milano, una città in cui si veniva a trascorrere i mesi di villeggiatura. Si veniva a Varese per riposare e non per attività culturali, per quelle c’era Milano…Laghi, passeggiate, verde, il vero valore aggiunto di Varese e ciò è rimasto. Poi le cose sono cambiate e ora si parla di cultura”.

“Credo che si debba partire dal consolidare ciò che di buono esiste – dichiara il direttore del Chiara -, facendo scelte, selezionando, decidendo. Penso a Villa Mirabello: cosa si deve esporre, che cosa si deve mantenere? Ad esempio l’attuale collezione risorgimentale vale la pena? E poi occorre fare fruire tutto, anche il parco”.

E il Castello di Masnago? “Anche in questo caso si deve valutare a cosa dare la priorità e il meglio sostenerlo e rilanciarlo, tenendo però sempre alto il livello qualitativo. Magari studiando nuovi rapporti, nuove sinergie, magari con il Liceo Artistico cittadino. E, se andiamo avanti, e arriviamo alla Sala Veratti, occorre decidere se continuare ad ospitare mostre – non tutte di buon livello – oppure si deve puntare ad un altro utilizzo, come ad esempio tenere convegni e proporre cicli di conferenze”.

Bambi Lazzati, però, sottolinea l’importanza di dare vita a mostre significative: “Magari una ogni due anni, una mostra importante, ben promossa dal punto di vista della comunicazione…da tempo si parlava di una mostra sul Morazzone, ma non si sa dove sia finita”.

Inevitabile, per la Lazzati, parlare di libri e di scrittori, anima del Premio Chiara e del Festival del Racconto. “I libri, gli scrittori sono importanti, si possono creare eventi con loro. Eventi che potrebbero essere ospitati presso una Biblioteca civica, che non appare vivacissima. Occorre incrementare gli incontri e gli eventi, come per esempio si fa a Gallarate, al Maga”. Il riferimento è ad una vecchia manifestazione che subì un improvviso colpo di spugna: “Amor di Libro”. “Si potrebbe organizzare un festival in autunno, con al centro gli scrittori che incontrano i loro lettori, magari anche collaborando con il Premio Chiara”.

Pensiero finale per il Sacro Monte di Varese: “Si parla di lluminarlo di sera, di illuminare il viale delle Cappelle. Sì, sono d’accordo, magari con luci a tempo che si possono accendere con una moneta”.

17 settembre 2016
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi

 
 
kaiser jobs