Varese

Varese, Con “Linfa” di Barlettani l’arte neo-floreale trionfa allo Spazio Lavit

L'artista Barlettani con alcune socie Parentesi

L’artista Barlettani con alcune socie Parentesi

Riprende l’attività culturale e artistica allo Spazio Lavit di Varese dopo la pausa estiva con una mostra particolarmente ambiziosa e interessante. Si è aperta oggi pomeriggio la mostra “Linfa” di Massimo Barlettani, artista che lavora e vive in Toscana, a Cerreto Guidi, dove si è tenuta un’anteprima della mostra varesina, realizzata da Spazio Lavit e Associazione Parentesi, con il patrocinio di Comune e Provincia di Varese (nessun esponente delle due istituzioni era presente alla mostra).

Una rassegna che a Varese, fino all’8 ottobre, si tiene, oltre che allo Spazio Lavit, anche ad Agricola Home&Garden e ad Oltre il Giardino. Un circolo virtuoso tra queste tre location, che ha portato al Lavit una splendida composizione di fiori che troneggia tra le opere di Barlettani. Oggi domenica 18 settembre apertura straordinaria alle ore 17.

Tanti i presenti al vernissage, che ha visto la presenza dell’artista toscano, della curatrice Laura Orlandi e dello stesso Alberto Lavit. E numerosi i cartoni e le tele di Barlettani, che propone immagini di rampicanti, viole, fiori di campo, ma anche di dettagli come i boccioli, oltre a sentimenti e stati d’animo. Il tutto unificato da un elemento comune: la linfa, appunto, come dichiara il titolo. Come dice l’artista: “La linfa vince la gravità, nutre la vita, crea la meraviglia”. Insomma, una raffinata rilettura contemporanea del soggetto floreale, quanto mai apprezzabile a Varese, città e territorio in cui il Liberty o stile floreale plasmò una parte importante di edifici, giardini, monumenti.

In questa mostra è predominante un uso metaforico: la linfa rimanda qui alla vita, al vitalismo, all’energia dell’universo, contenuti richiamati dalla presenza del colore bianco nelle opere. Come lo stesso Barlettani ha sottolineato prendendo la parola nel corso del vernissage, “se non ci fosse la linfa, gli insetti non impollinerebbero le piante, tutto il ciclo della natura di fermerebbe”. Così nelle opere dell’artista toscano i fiori sono la natura e il mondo, le piante e gli esseri umani, con i loro bianchi e neri, con le loro sfumature, con i loro sentimenti mutevoli.

Ad offrire una preziosità ulteriore alla mostra alcune scelte di allestimento ed elementi decorativi particolarmente originali: su una delle pareti le opere, quelle più piccole, vengono valorizzate da bianche cornici particolarmente ridondanti, una grande tela è sospesa al centro dello spazio, due sedie, una di fronte all’altra, segnalano quasi un asse della mostra. Rimandi misteriosi di oggetti che rafforzano l’impressione che la mostra di Barlettani sia un evento che vola alto.

FOTO

17 settembre 2016
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi

 
 
kaiser jobs