Varese

Varese, Cultura, Lettera all’assessore Cecchi da… Anna Bernardini

Il direttore di Villa Panza, Anna Bernardini

Il direttore di Villa Panza, Anna Bernardini

La nuova amministrazione comunale guidata dal sindaco Galimberti ha sempre rimarcato che la cultura sarà una priorità del “nuovo corso” di Palazzo Estense. Una bella sfida, che sarà l’assessore alla Cultura, Roberto Cecchi, a portare avanti. Abbiamo dunque pensato di dare la parola ad alcuni esponenti della cultura varesina perché ci raccontino quali sono le loro attese e quali le loro idee perché la cultura possa essere davvero un volano per la ripartenza della città che, da un punto di vista delle iniziative culturali, deve fare parecchi passi avanti.

“Caro assessore Cecchi…”, potrebbero iniziare queste lettere-articoli, che, dopo avere dato la parola alla gallerista Monica Morotti, vedono come protagonista Anna Bernardini, già direttore dei Civici Musei di Varese e oggi direttore di Villa Panza, uno dei prestigiosi beni di proprietà del Fai sul nostro territorio.

La Bernardini si collega ad alcune considerazioni della Morotti: “Sì, sono convinta che il tema dei giovani sia centrale sul fronte della cultura a Varese. Un tema, peraltro, che a Villa Panza abbiamo seguito con grande attenzione e che ci ha dato molte soddisfazioni”. Quanto a spazi per i giovani, da un punto di vista culturale, il direttore di Villa Panza dichiara: “Non ci sono spazi a Varese in cui liberare la creatività, in cui esprimere il pensiero, le insoddisfazioni, in cui dare vita ad una contaminazione di qualità tra linguaggi diversi”.

Centrale, per la Bernardini, restano le sinergie tra pubblico e privato, una sinergia che va per tutti i fronti dell’attività culturale.

Ma poi si arriva al tema dei musei, uno dei grandi temi a Varese. “Parto dalla mia esperienza a Villa Panza: tante sono le opzioni possibili. Posso mettere la Collezione d’arte contemporanea al centro dell’attività culturale. Posso valorizzare storia e contenuti della Collezione Panza, ma posso anche affidarmi ad artisti capaci di proporre una lettura diversa, una loro lettura, della stessa Collezione”. Tuttavia dalla Bernardini parte un tema di riflessione prezioso: “Credo che si debba proporre, rimarcare, in maniera inedita, gli elementi essenziali dei vari musei a Varese, magari tutti in connessione con il Sacro Monte, grande luogo d’arte, di spiritualità, di luce”.

Insomma, “il Sacro Monte come punto di riferimento comune, punto di super-eccellenza, che però è anche profondamente appartenente a questo territorio”.

Oltre al Sacro Monte, la Bernardini fa riferimento ai giardini: “Si potrebbero aprire i giardini delle ville, e lavorare sulle visite e sulla conoscenza delle piante, ma anche sull’arte a misura di giardini, sollecitando artisti a creare opere site-specific”.

Sacro Monte, parchi, ville storiche…”occorre in altre parole lavorare su ciò che di bello offre la città, ciò che di inedito e provocatorio offre la città, creando reti di attività e di eventi che ci facciano apprezzare la nostra città”. E in tema di bello, il direttore di Villa Panza lancia una provocazione: “Sarebbe bello affidare ad un grande architetto la riprogettazione di luoghi cittadini, un architetto come Peter Zumthor, capace di insegnarci a leggere i nostri luoghi. Uno sguardo “altro”, come può avere lo stesso assessore Cecchi, che, uomo di grande esperienza e di grande cultura, può affidarsi ad uno sguardo non troppo abituato al territorio e alle sue caratteristiche”.

Per Anna Berardini quale può essere il primo passo da fare per rilanciare la cultura? “Una mappatura dei contenuti e dei luoghi, ville storiche, musei, parchi, un modo per poi creare sistemi, reti, nuovi modi di leggere i luoghi in grado di lanciare una rinascita della cultura a Varese”. Un’operazione, conclude la Bernardini, “a cui noi di Villa Panza e del Fai saremo molto felici di partecipare e a cui saremo pronti ad offrire il nostro contributo. In sinergia, in rete, insieme agli altri protagonisti della vita culturale”.

 

 

 

 

 

15 settembre 2016
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