Varese

Varese, Cultura, Lettera all’assessore Cecchi da… Monica Morotti

Monica Morotti

Monica Morotti

La nuova amministrazione comunale guidata dal sindaco Galimberti ha sempre rimarcato che la cultura sarà una priorità del “nuovo corso” di Palazzo Estense. Una bella sfida, che sarà l’assessore alla Cultura, Roberto Cecchi, a portare avanti. Abbiamo dunque pensato di dare la parola ad alcuni esponenti della cultura varesina perché ci raccontino quali sono le loro attese e quali le loro idee perché la cultura possa essere davvero un volano per la ripartenza della città che, da un punto di vista delle iniziative culturali, deve fare parecchi passi avanti.

“Caro assessore Cecchi…”, potrebbero iniziare queste lettere-articoli, che partono oggi con le opinioni e i consigli della gallerista Monica Morotti, che invia il primo messaggio al sindaco Galimberti e al suo assessore Cecchi. “Penso che Varese possa e debba diventare un polo culturale importante – dice la Morotti -, ma perché questo avvenga occorre lavorarci parecchio”.

Un’idea da lanciare, un’iniziativa da proporre? “Una mostra non solo dedicata all’arte classica – risponde Monica Morotti -, ma una mostra che metta in dialogo, in contatto, a confronto arte classica e arte contemporanea. Un’iniziativa che potrebbe avvicinare tanti all’arte contemporanea. Certo, occorre che la mostra abbia, come supporto, l’intervento di esperti, critici d’arte, che possano dare vita ad un percorso parallelo e dialogante”. Insomma, si potrebbe “creare un dialogo, studiare analogie, stabilire un confronto interessante e vivace”.

E gli spazi per la cultura? Cosa ne pensi? “Ce ne sono, ma andrebbero adeguatamente rivisti e valorizzati con una loro mission. Il Castello di Masnago dovrebbe essere sede di mostre significative. Interessante e simpatico il Santuccio, per quanto con posti limitati. Andrebbe valorizzato anche il Teatro di Varese, magari proponendo qualche sinergia, magari con il Piccolo Teatro di Milano”.

E gli eventi? Cosa salvi, cosa butti? “La stagione Tra Sacro e Sacromonte diretta da Chiodi è meravigliosa, ma sarebbe bello non limitarla solo ad un  mese estivo. Si dovrebbe portarla avanti nel corso dell’anno, magari trovando una location giusta considerato l’afflusso di pubblico considerevole”.

E la Caserma Garibaldi con l’ipotizzato centro polifunzionale? “Francamente io la abbatterei…e al suo posto farei sorgere una costruzione innovativa, che possa essere, per chi entra a Varese, un bel biglietto da visita di vivacità culturale”.

Varese è una città ricca di cultura? “Ci sono tante associazioni culturali, è vero, ma manca una regia comune, un soggetto super partes che coordini le iniziative. E poi occorrerebbe portare la cultura nei quartieri, studiando magari piccoli eventi come quelli che si fanno a Milano, dove si fa cultura anche a misura di condominio”.

E infine, come ci congediamo dall’assessore Cecchi? “Con un pensiero per i giovani: dobbiamo puntare su di loro, sui talenti giovanili, se vogliamo una città aperta al mondo. Devono essere protagonisti”.

 

 

 

 

13 settembre 2016
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