Varese

Varese, Torna Note di Scena e riparte da un Wim Wenders restaurato

teatroAnche quest’anno ritorna NOTE SI SCENA, manifestazione nata nel 2008 che si tiene presso il Cinema Teatro Nuovo, gestito da Filmstudio 90. E’ una rassegna unica nel suo genere nel panorama  provinciale, e nel suo duplice programma annuale si propone di portare una ventata di freschezza e innovazione nel nostro territorio. L’iniziativa, patrocinata da sempre dal Comune di Varese, è sostenuta anche da Fondazione Cariplo e Coop.

Fin dal primo anno l’intento è stato quello di incrociare stimoli diversi, a cominciare dalla musica e da teatro, cui il nome della manifestazione rimanda nel suo duplice significato di appunti di scrittura teatrale e di evento musicale dal vivo, appunto sul palco. Non solo un efficace gioco di parole ma (come testimoniano tutte le passare edizioni) il preciso desiderio di rilanciare incroci e linguaggi dello spettacolo, mischiarli con le arti visive, la danza e il cinema, coniugando divertimento, ricerca culturale e nuove proposte. Da tempo, in realtà, diventa necessario e stimolante cercare di incuriosire in modo originale tutto il pubblico, cercando di annullare gli steccati che, non di rado, rischiano di costringere gli spettatori in fasce di interesse rigide e precostituite.

Note di Scena, quindi, si propone di offrire un percorso e un’esperienza innovativi, cercando di far saltare gli steccati che spesso imprigionano i linguaggi e i generi dello spettacolo, favorendo al contempo le contaminazioni, gli incroci espressivi, l’incontro di forme spettacolari diverse. alla ricerca quindi di fertili scambi tra le varie arti dello spettacolo, sia dal vivo che registrato. In alcuni casi l’evento stesso utilizza, ad esempio, teatro e musica, mentre i nuovi linguaggi digitali multimediali favoriscono l’incontro del cinema con la danza, l’opera, la videoarte: ben oltre la ripresa filmata di uno spettacolo, nasce un modo nuovo di raccontare e coinvolgere lo spettatore.

Anche se viene proposto un film, magari restaurato con le moderne tecnologie, l’accento viene posto su i particolari valori fotografici, o sulla colonna sonora: è il caso ad esempio del primo appuntamento di questo autunno, con la proiezione di un film di Wim Wenders, NEL CORSO DEL TEMPO, restaurato a 40 anni dalla sua prima uscita nelle sale. Il film, in programma giovedì 15 settembre alle 16 e alle 21, ritorna in versione integrale restaurato grazie alla Cineteca di Bologna: un capolavoro della storia del cinema, proposto al pubblico degli appassionati, che potranno accostarsi anche alle immagini dello splendido bianco e nero fotografato da Robby Muller e alle musiche intriganti ed avvolgenti firmate da Improved Sound Limited.

Giovedì 22 settembre (ore 16 e 21)  abbiamo una perfetta fusione di  danza, cinema, videoarte grazie a SEXXX di Davide Ferrario. Ispirato dallo spettacolo di danza Sexxx, coreografato da Matteo Levaggi per il Teatro di Torino, l’ultimo film di Davide Ferrario, presentato lo scorso anno al Torino Film Festival, è vicino per certi versi alle suggestioni del suo Guardami (1999, dedicato al rapporto tra pornografia e malattia) per avvicinarsi all’erotismo e all’atto del guardare il corpo da una nuova prospettiva. “Il risultato – scrive Raffaella Giancristoforo su MyMovies – è una forma ibrida che, sulle riprese del balletto rimesso in scena a favore di camera a costituire la parte portante del film, innesta altri segmenti: il prologo con voce fuori campo tra le sale del Kunsthistorisches Museum di Vienna, un cortometraggio in b/n (Room 423) su una coppia che si risveglia in una stanza d’albergo, alcune immagini estrapolate dal backstage di set a Budapest, la “capitale europea del porno”. “ Attenzione alla colonna sonora, che contempla David Bowie, Ultravox, Giorgio Canali, The Longcut, Ooioo e Massimo Zamboni mentre la musica originale per il balletto è di Bruno Raco.

Giovedì 29 settembre,  invece, con DAVID BOWIE IS di Hamish Hamilton e Katy Mullan si fondono musica, arte, cinema.  Nel 2013 il Victoria and Albert Museum di Londra inaugurò la più incredibile mostra mai allestita, un tributo multimediale all’artista, una vera e propria “Bowie Experience”: il pubblico la prese d’assalto e il museo registrò ingressi da record. Visitare David Bowie Is è un’esperienza unica: un viaggio nel tempo e nello spazio, fra trasformazioni e personaggi, eccentrici costumi di scena indossati da manichini con le sue sembianze e una colonna sonora di canzoni leggendarie: 300 pezzi che includono filmati, fotografie, manoscritti e lettere, storyboard per i video, bozzetti di costumi e scenografie. Descritta da The Times come “elegante e oltraggiosa” e da The Guardian come “un trionfo”, la mostra su Bowie, scomparso il 10 gennaio,  insieme al catalogo edito in Italia da Rizzoli, è stata un successo clamoroso e un primato nella storia del V&A Museum. Nel film documentario con lo stesso titolo veniamo accompagnati nell’allestimento del V&A da guide molto speciali, tra cui il leggendario stilista giapponese Kansai Yamamoto e il front-man dei Pulp Jarvis Cocker, che ci fanno scoprire le storie dietro ad alcuni dei migliori pezzi esposti.

Musica e cinema  giovedì 6 ottobre  in PACO DE LUCÌA – LA BUSQUEDA, che a due anni dalla morte racconta la storia del leggendario chitarrista spagnolo Paco de Lucía. Realizzato dal figlio, che ne firma la sceneggiatura assieme alla madre Casilda, il film è un viaggio che alterna passato e presente, attraverso interviste realizzate in anni diversi allo stesso Paco che si intrecciano con filmini delle sue esibizioni, materiali d’archivio, interviste e immagini dei suoi maestri e fonti di ispirazione e di musicisti che hanno lavorato con lui: Sabicas, Niño Ricardo, Camaron de la Isla, John Mclaughlin e Al Di Meola… Un racconto pieno di vita che inizia la prima volta che Paco prende una chitarra nella sua casa in Algeciras (Andalusia), a soli 7 anni, e culmina con la composizione del suo ultimo disco, Canción Andaluza. Più di sessant’anni di ricerca, di investigazione musicale per superare il limite e trasformare il flamenco da marginale in mondiale. Il film ha vinto il Premio Goya 2015 come miglior documentario.

Teatro e danza dal vivo al Nuovo (giovedì 13 ottobre): TANGO, scritto e diretto da Francesca Zanni unisce impegno civile e il significato più profondo del tango. “Avete mai ballato il tango? Avete mai provato? Ballare il tango è una cosa che non si può spiegare con le parole, bisogna sentirlo dentro. Un bravo ballerino può far ballare anche chi non ha mai studiato un passo invita sua. Perché l’importante non è la tecnica, è il cuore”.

In un ambiente unico (che poi scopriremo rappresentare due luoghi diversi) un uomo e una donna raccontano la loro storia parlando direttamente al pubblico. L’uomo e la donna non parlano mai tra di loro,ma i loro monologhi si intrecciano e il loro racconto a volte sembra combaciare: si capisce che le loro vite scorrono parallele e stranamente incrociate, ma fino all’ultimo non sarà svelato qual’è il nodo che li unisce.I due personaggi appartengono a due periodi storici diversi, ma stanno raccontando la stessa storia. Solo nel finale si guarderanno finalmente negli occhi e si “parleranno” per la prima volta, ballando insieme.

Un evento speciale è in programma venerdì 21 ottobre (ore 20.30), l’EUROPEAN OUTDOOR FILM TOUR 16/17. Ogni anno a ottobre, con la premiere a Monaco di Baviera, prende il via il più grande festival di film outdoor d’Europa. Da ottobre a febbraio, l’E.O.F.T. va in tour in quindici paesi europei e con il suo ricco programma illumina i bui mesi invernali. La tappa varesina era un obbligo per tutti gli appassionati! Dalla sua creazione nel 2001, l’European Outdoor Film Tour (E.O.F.T.) simboleggia avventura e peripezie dal mondo outdoor. Protagonisti, discipline, paesi e avventure cambiano ogni anno, ma una cosa rimane invariata: THIS IS REAL!

MR.GAGA – Anima e corpo di un genio della danza di Tomer Heymann (giovedì 27 ottobre, ore 16 e 21)  racconta la vita e l’arte di Ohad Naharin, uno dei coreografi più innovativi al mondo. Attraverso immagini di repertorio, estratti mozzafiato sul palco e momenti inediti durante le prove, il film in modo vivace conduce il pubblico nel mondo dell’artista israeliano. Creatore del rivoluzionario linguaggio di movimento “Gaga”, una danza emozionale ed energica, Ohad Naharin, classe 1952, nato e cresciuto in un kibbutz, è ritratto dal regista a partire dai suoi primi passi di danza fino a quelli compiuti sulla scena internazionale con Martha Graham e Maurice Béjart, per arrivare al passaggio alla coreografia, coronato dalla nomina a direttore artistico del Batsheva Dance Group, compagnia di danza di fama mondiale.

La collaborazione avviata con Red Carpet Teatro porta in scena giovedì 3 novembre FRIDA K. – Assassinata dalla vita, con Sarah Collu e Serena Nardi. “Ti rido in faccia, morte. E respiro. Respiro la vita che sono”. Lo spettacolo è un viaggio, solo un viaggio. Senza meta. Compagne di viaggio lei Frida, e la sua Morte. Insieme da quel dannato giorno dell’incidente, dove lei con uno sforzo sovrumano non ha ceduto l’ultimo respiro, l’ha tenuto per sè. E da morta che era, ha ricominciato a vivere. Frida e la Morte si sono abbracciate strette e mai più lasciate per l’ultima definitiva volta in un caldo giorno di luglio. Lo spettacolo racconta tutto questo, attraverso l’ utilizzo delle pagine di diario, delle lettere e delle poesie di Frida. Quando parla lei, questa volta non con i colori né con le forme, si apre uno squarcio nel cuore di chi ascolta.

Un altro evento speciale: con la proiezione di EQUILIBRIA di Eugenio Manghi, giovedì 10 novembre, si incontrano cinema, suoni e luci. Di fronte ai violenti fenomeni che hanno sconvolto il pianeta negli ultimi anni, l’Uomo si sente minacciato e si affanna a prevedere cosa potrà succedere nei prossimi decenni. Ma l’evoluzione della Natura e degli infiniti sistemi che ne fanno parte, è davvero interamente prevedibile e controllabile? In questo documentario, attraverso incredibili immagini girate ai quattro angoli del pianeta, scopriremo che gli esiti dei grandi e piccoli sconvolgimenti naturali sono spesso non prevedibili, ma che la fantasia della Natura nel gestire il cambiamento e creare un temporaneo equilibrio è inesauribile e sorprendente. Un disegno molto più grande delle angosce dell’uomo, che pure ne è parte integrante e non spettatore esterno.

Prima della proiezione, interventi musicali di Alessandro Grosso e Mirko Carchen, che eseguiranno dal vivo alcuni brani della colonna sonora del film. Sarà presente anche il musicista  Pietro Pirelli, con una versione in scala aumentata della ‘’Macchina dell’Imprevedibilità’, con cui sono stati realizzate alcune parti del film.

Giovedì 17 novembre arriva al Nuovo il TDA Teatro Varese con IL DILETTEVOL VIAGGIO -Omaggio a Carlo Goldoni, adattamento teatrale dei Mémoires, una delle più gustose autobiografie della nostra letteratura, che Carlo Goldoni scrisse in francese a Parigi, tra il 1783 e il 1786. Nella nostalgica rievocazione di un Goldoni ormai ottantenne, prendono corpo i personaggi di alcuni dei suoi maggiori capolavori (La Locandiera, I rusteghi, Gli innamorati, La putta onorata, Le baruffe chiozzotte, Il mondo della luna, Una delle ultime sere di carnevale, La villeggiatura…), alcune delle persone che hanno fatto parte della sua lunga vita. In modo elegante possiamo assistere alle diverse fasi di realizzazione della sua riforma del teatro, qui inquadrata storicamente e messa a confronto con la tradizione della commedia dell’arte, che a Parigi, dove il nostro ‘poeta’ trascorre i suoi ultimi anni, è rimasta ancora baluardo inespugnato. Consapevole dell’importanza del lavoro fatto è dei successi del passato, Goldoni si trova a confrontarsi con il proprio tramonto, tra incertezze, sconforto e povertà, attendendo un riconoscimento che tarda ad arrivare e rivivendo con nostalgia ed esaltazione il tempo felice della creatività, ignaro del valore perenne della sua opera.

In chiusura, ancora Red Carpet Teatro giovedì 1 dicembre  con LA GILDA DEL MAC MAHON. Personaggio cardine della raccolta “I segreti di Milano” di Giovanni Testori, la Gilda è una donna pura nel cuore ma non nel corpo, provocante come Rita Hayworth, adorata dagli uomini e invidiata dalle donne,  preda di un amore sfortunato che le rovina l’esistenza: è per lui che comincia a vendere il suo corpo, e di lui non può liberarsi. L’adattamento teatrale spacca in quattro il capello del racconto di Testori e crea una piccola nuova chioma di personaggi, gente da bar naturalmente, ma non naturalisticamente. Infatti la contestualizzazione storica abbastanza riconoscibile è contestata da una regia grottesca, che trasforma in cerone bianco gli anni che ci separano dal dopoguerra per aggredire con mano calcata e simbolista questa Milano forte, semplice e popolare. L’uso marionettistico del corpo e della voce proprio per lo più dei personaggi maschili lascia spiccare l’apparizione di una Gilda cruda quanto basta, cioè molto.  La musica dei sassofoni finge di non comprendere la differenza tra suono e rumore e diventa essa stessa personaggio.

12 settembre 2016
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