Varese

Varese, Festival dell’Utopia, l’assessore Cecchi evoca l’Angelo di Paul Klee e Benjamin

L'assessore alla Cultura, Roberto Cecchi

L’assessore alla Cultura, Roberto Cecchi

Ci sono diverse ragioni per seguire con attenzione il Festival dell’Utopia che è stato lanciato questa mattina in Comune a Varese, un programma assai vario e articolato di convegni, conferenze, corsi, pellicole e spettacoli che girano attorno al tema dell’utopia, in occasione dei cinque secoli dalla pubblicazione della Utopia di Thomas More.

Un cartellone che è stato concepito da Universauser, in collaborazione con altre realtà associative e culturali, come ha ricordato Enzo La Forgia, professore al Cairoli, consigliere comunale (quello più di sinistra), da pochi giorni anche presidente della Commissione Cultura. L’iniziativa è in collaborazione con l’Università dell’Insubria e il Comune di Varese (ma La Forgia ha specificato che era stata la precedente amministrazione a dare l’ok), e vede come partners Arci, Filmstudio 90, Legambiente, Energia Felice, DES Varese, Movimento Antispecista.

Un incontro di saperi e competenze diverse che hanno dato vita ad un percorso che parte mercoledì 21 settembre con un convegno che vedrà partecipare don Virginio Colmegna, fondatore della Casa della carità, e Peter Kammerer, il traduttore in tedesco delle opere di Pier Paolo Pasolini, e termina con un convegno certamente da non perdere dal titolo “Fare cultura a Varese”, forse il primo punto fermo dell’amministrazione Galimberti su indirizzi e orientamenti della cultura in città, in programma il 14 dicembre.

Dunque, un percorso lungo e ricco di appuntamenti, percorso dal presidente di Universauser Varese, Fulvio Fagiani, che passa da alcune tappe di grande interesse: una giornata sul grande Adriano Olivetti, l’arte contemporanea secondo Ermanno Cristini e Roberto Pugina, Bruno Belli che si confronta con voci e suoni della Rivoluzione francese, Valerio Crugnola che parla di controutopia (e ritira fuori – grandissimo – il purtroppo dimenticato Zinov’ev, grande comunista critico del comunismo), Doriana Giudici sull’utopia religiosa, Luca Scarafile sull’utopia di Ernst Bloch, uno spettacolo su Thomas More con l’ex segretario generale del Comune Filippo Ciminelli, grande studioso dell’età borbonica e grande interprete di De Filippo.

Ma a colpire più di tutto, questa mattina, una good news: ha preso la parola l’assessore alla Cultura, Roberto Cecchi, che pacatamente e uno stile un po’ professorale, si è soffermato sul tema – complesso e grandioso – se il passato possa contribuire a costruire il futuro. E, per esemplificare il suo pensiero, ha evocato una figura di Paul Klee, l’Angelus Novus, che venne spiegata da un altro grande, il filosofo ebreo-tedesco Walter Benjamin. Un Angelo che procede verso il futuro, ma con lo sguardo nostalgicamente volto al passato. Splendida immagine che, trattata nell’aureo libretto di Benjamin Tesi di filosofia della storia ed evocata oggi da un assessore, ci rende la giornata più lieve e confidente verso il futuro.

12 settembre 2016
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