Varese

Varese, Galimberti incontra Maroni: avanti piazza Repubblica e Caserma. Stop nuovo teatro

Il sindaco Galimberti

Il sindaco Galimberti

Incontro al vertice, questa mattina a Palazzo Estense, tra il sindaco di Varese, Davide Galimberti, e il presidente del Pirellone, Roberto Maroni. All’ordine del giorno lo stato dell’arte del maxi-progetto (e relativo Accordo di programma) per riqualificare piazza Repubblica ed ex Caserma Garibaldi.

Dal monento delle elezioni ad oggi, più volte, nel dibattito cittadino, erano uscite voci e considerazioni su questi temi. Ma questa volta è il primo cittadino a fare il punto: “Ci siamo visti per fare il punto su alcune questioni – dichiara Galimberti -, tra cui ex Caserma e piazza Repubblica. Entrambi abbiamo convenuto come un obiettivo prioritario quello di riqualificare piazza e caserma, e dunque anche il proseguire in questa direzione da parte di Comune e Regione”.

In particolare, aggiunge Galimberti, “ho sottolineato la necessità di velocizzare l’iter”. Ma per quanto riguarda il teatro, che la precedente amministrazione aveva ipotizzato prima dentro la Caserma e poi aveva trasferito dove ora si trova l’Apollonio, nato come teatro “provvisorio”? “La funzione del teatro è già soddisfatta e garantita per i varesini e coloro che vengono da fuori Varese dal teatro attuale”. Continua il sindaco: “Ci sono diversi altri spazi per la cultura già esistenti, e sarebbe interessante riportare in questi spazi i varesini. Vogliamo dare concretezza alle cose che diciamo”.

 

9 settembre 2016
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6 commenti a “Varese, Galimberti incontra Maroni: avanti piazza Repubblica e Caserma. Stop nuovo teatro

  1. Emiliano il 9 settembre 2016, ore 22:14

    Va bene… continuiamo dunque ad ammirare sui muri di Varese il programma del Teatro di Como, città che – spiace dirlo – continua a dimostrarsi di ben altra statura.
    Amen.

  2. a.g. il 10 settembre 2016, ore 04:38

    Ma il teatro non è solo l’involucro, ma anche i contenuti, i programmi, le iniziative…

  3. Bruno Belli il 10 settembre 2016, ore 10:40

    Caro direttore,
    sono più di vent’anni che affermo – non so se più come “Cassandra in pantaloni” o come “cattedrale diroccata nel deserto” – che un teatro con involucro, programmazione, contenuti (come scrivi tu), indichi il grado di civiltà di una popolazione o di una città.

    Durante la campagna elettorale, si è posto l’accento sulla parola “cultura” – invero troppo spesso termine abusato e tirato in ballo quando si deve attirare l’attenzione, molte volte senza sapere nemmeno quale variabilità possegga questo termine.
    Allora, se la “cultura” deve essere tra le priorità – ed io credo che sociale e cultura vadano a braccetto più di quanto non si immagini, perchè la società migliora quanto più sia consapevole dei doveri, dei diritti e della crescita comune, sapendo anche rinunciare a qualcosa a vantaggio dell’ “altro” – un discorso serio su di un teatro e dell’utilizzo che se ne possa fare dello stesso andrebbe affrontato.

    L’amministrazione, in particolare, gestendo il patrimonio pubblico dovrebbe lavorare e operare in modo strutturale su:

    1) biblioteche 2) Musei 3) testimonianze storiche cittadine 4) “bellezze” naturali del suolo 5) vita sociale (aggregazioni, diffusione della cultura, teatro, ecc.ecc.)

    E siccome all’idea di “cultura” è stato sposato giustamente il termine “turismo”, se la crescita delle parti di cui sopra non sia condotta in simbiosi, gli EVENTI o il SACRO MONTE da soli NON bastano.

    Ad ogni modo, forse “di parte”, avendo dedicato molti dei mie anni agli studi ed alle ricerche sulla trascorsa attività teatrale varesina – che si identica almeno per un secolo e mezzo per lo più con il Teatro sociale, prendo atto che, indipendentemente dai colori, questi discorsi faticano ad essere compresi.

    Ed arrivo ad affermare che, probabilmente, la “CULTURA” NON SERVE a nessuno perchè non si è in grado al momento, di trasformare un “PENSIERO” in un “AZIONE COORDINATA” anche se graduale.

    Bruno Belli.

  4. Mariella il 11 settembre 2016, ore 10:56

    Caro Belli,
    Lei è troppo raffinato…siamo solo a Varese, le ricordo!

  5. giuliomoroni il 12 settembre 2016, ore 10:17

    Beh, definire “Teatro” l’Apollonio mi pare cosa grossa, anche se il suo lavoro di “involucro” lo porta avanti dignitosamente.
    Non entro nel merito delle questioni tecniche in quanto ignorante, ma di certo l’acustica non è perfetta, così come la struttura del palco e comunque l’insieme di una sala che nacque per essere precaria (che però in Italia spesso significa il contrario).
    Ciò che però notavo durante una mia recente visita, è che il nostro Apollonio appariva un po’ “stanco”, trascurato e trasandato, come quelle ex belle donne che si svegliano alla mattina e scendono sotto casa a comprare le sigarette in vestaglia e senza truccarsi.
    Forse nessuno ha pensato di metterci mano per compiere quelle minime, ma necessarie, operazioni di restyling, proprio perché tutti si pensava che a breve sarebbero iniziati i lavori per la costruzione di quello nuovo….
    Ma proprio perché di nuovo Teatro se ne parlerà un’altra volta, lancio un appello a Galimberti, e Giunta, affinché si dia una “ritoccatina” a quello che abbiamo, senza chiamare “il visagista delle dive”, ma almeno un buon team di pulitori, imbianchini e tappezzieri.
    Credo che se lo meriti il buon Apollonio, così come gli abitanti di questa meriterebbero dei “contenuti” incartati in un “involucro” con un fiocchettino.

  6. Emiliano il 12 settembre 2016, ore 13:16

    Forse, come ha scritto Mariella, è proprio il caso di dire che “siamo solo a Varese”.
    E ieri ne ho avuto un esempio ai Giardini Estensi, affollati, pieni di gente perchè sui prati davanti a Villa Mirabello c’era una manifestazione tenuta da varie associazioni locali con le loro bancarelle: nell’ora e mezzo in cui son rimasto all’interno del museo è entrata una sola persona, poco dopo di me, ma che è uscita sicuramente prima. Mentre osservavo e scrutavo libretti, locandine, dipinti, pannelli e via andare fuori c’era musica commerciale a tutto volume… ed erano tutti lì.
    Devo aggiungere altro?

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