Varese

Varese, Parte Settenario dell’Addolorata nella basilica di San Vittore

La basilica varesina

La basilica varesina

Da domani fino al 15 settembre per il Settenario della Madonna Addolorata, co-patrona della città,  i fedeli potranno vivere una settimana intensa di celebrazioni nella Basilica di san Vittore, fare memoria dell’opera di don Vittorione nel Battistero di san Giovanni e sarà anche l’occasione di ricordare importanti anniversari di ordinazione dei sacerdoti del decanato, nativi della città e non solo.

LE CELEBRAZIONI DEDICATE

Nel programma non mancherà la preghiera di affidamento dei bambini alla Madonna, prevista lunedì 12 settembre alle 16, cui sono invitati tutte le scuole e i bimbi della città.

Anziani e gli ammalati della città avranno una funzione dedicata sabato 10 settembre alle 10 , in collaborazione con Caritas parrocchiale e Unitalsi Varese.

Domenica 11 settembre, alle 10, don Materno Frigerio officerà la messa di saluto al termine del suo ministero nella Comunità Pastorale sant’Antonio abate e nel Decanato di Varese. Nel pomeriggio, alle 16.30 l’appuntamento è con il “Vespro d’Organo”, eseguito dal maestro Gabriele Conti.

Gli anniversari più corposi sono i sessantesimi di Padre Adriano Cadei, don Piero Quattrini e don Elio Gentili che si festeggeranno nella celebrazione delle 10 di mercoledì 14 settembre.

Giovedì 15 il settenario si chiude nella Solennità della B.V. Maria Addolorata con la s. messa solenne delle 10, presieduta dal prevosto di Varese, monsignor Luigi Panighetti, nel 30° di ordinazione.

Il programma completo è disponibile sul sito www.basvit.it

LA MOSTRA

Giovedì 8 settembre aprirà nel battistero di san Giovanni, accanto alla Basilica, la mostra fotografica “Viaggio sulle orme di don Vittorione. Un uomo che fece della misericordia il suo quotidiano”. Un reportage realizzato dal fotografo Paolo Biasibetti, a ventidue anni dalla scomparsa del sacerdote varesino, per ripercorrere i passi tracciati in Uganda, nella regione del Karamoja e scoprire comne oggi Africa Mission – Cooperazione e Sviluppo, continui il suo percorso di misericordia.

IL CULTO E UN PO’ DI STORIA

Per la madonna Addolorata i varesini hanno da secoli una devozione profondamente.

Anche oggi non mancano i fedeli che si affidano proprio a Maria, guardando alla sua vita, al mistero del suo dolore, non tanto come esempio di sopportazione e fortezza, ma soprattutto come figura materna compassionevole, capace di provare pietà, proprio perché lei stessa è stata provata.

Il culto è connesso ai numerosi i miracoli che, nei secoli, sono stati attribuiti alla statua dedicata alla Beata Vergine Addolorata. Le manifestazioni di devozione pubblica nei confronti dell’Addolorata erano legate principalmente alla salute, alla vita dei campi e ai raccolti. La si invocava straordinariamente in caso di prolungata siccità o pioggia eccessiva.

Risalente al XVI secolo, la scultura in legno di tiglio faceva parte di un complesso più ampio, posto nel coro della basilica e raffigurante il Calvario. Le vengono attribuiti diversi avvenimenti prodigiosi, dalla protezione delle “sua” basilica alla guarigione dalla malattia, ma tre sono i principali. Il primo risale al 1670, quando canonici e celebrante rimasero illesi dopo che un fulmine era caduto in coro. Il secondo, che avvenne nel 1678, fece diventare l’Addolorata protettrice del borgo, perché mentre ne trasferivano l’immagine con una solenne processione, comparvero nel cielo tre splendide stelle. Per il terzo, si va al secolo successivo nel 1745, quando durante un’altra processione per le vie di Varese, si registrò una guarigione miracolosa di monaca inferma da anni. A quegli stessi anni risalgono numerose altre testimonianze di miracoli attribuiti al simulacro mariano.

7 settembre 2016
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