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Varese, Si spezza un ramo del grande cedro del Libano di Villa Mirabello

Il cedro

Il cedro

Questa mattina uno dei grossi rami del cedro del Libano che svetta da circa 200 anni ai giardini Estensi di Varese, proprio davanti alla Villa Mirabello, ha ceduto a causa di un difetto del legno interno non diagnosticabile dall’esterno.

Il Comune di Varese è subito intervenuto per mettere in sicurezza l’area per evitare qualsiasi tipo di rischio per i cittadini e per prestare le cure del caso. Nel frattempo i tecnici del Comune sono già al lavoro per studiare nel concreto le cause esatte del cedimento.

“Siamo di fronte probabilmente a un difetto legato ad una ferita fatta circa 80 anni fa – spiega l’assessore all’Ambiente Dino De Simone – e purtroppo oggi l’albero ha ceduto in quel punto di minore robustezza. Nei prossimi giorni studieremo a fondo la situazione e metteremo in pratica le necessarie cure per questo storico albero cittadino, uno dei simboli di Varese.

Intanto l’amministrazione pensa ad un percorso formativo per ragazzi e i cittadini sfruttando proprio il grosso ramo caduto: “Stiamo valutando l’ipotesi di lasciare lì dov’è il grosso ramo caduto, sistemandolo e posizionando dei cartelli informativi – prosegue De Simone -. Nella convinzione che da un fatto purtroppo nefasto per il nostro albero possa nascere una possibilità educativa atta a dimostrare che dietro un fenomeno naturale c’è sempre una causa. Varese deve avere il giusto approccio e cultura verso gli alberi: l’amore per la natura passa anche dall’educazione e dalla conoscenza”. 

2 settembre 2016
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9 commenti a “Varese, Si spezza un ramo del grande cedro del Libano di Villa Mirabello

  1. marcello il 2 settembre 2016, ore 17:11

    Chissa’ se la ferita di 80 anni fa e’ ceduta di colpo, oppure i soliti vandali che frequentano il parco nelle ore serali si sono divertiti a saltare sopra i rami come piu’ volte constatato

  2. Daniele Zanzi il 2 settembre 2016, ore 21:25

    Le motivazioni sono più profonde e di certo non riconducibili ad un unica motivazione. Di certo le ragioni sono principalmente biologiche che potrebbero anche essere aggravate da vandalismi o incoscienza degli umani come già successo

  3. Cesare Chiericati il 3 settembre 2016, ore 10:25

    Di fronte agli ipotizzati vandalismi ai danni dello storico cedro di Villa Mirabello, la nuova amministrazione deve valutare come prioritaria la chiusura notturna dell’intero parco, il potenziamento e il consolidamento delle strutture protettive perimetrali e dell’illuminazione. Fino alla ineludibile cancellazione del parcheggio su Via Verdi, un vulnus non più giustificabile, in concomitanza con l’allestimento del multipiano di via Sempione promesso e atteso da una decina d’anni

  4. Bruno Belli il 3 settembre 2016, ore 17:28

    Mi sorprende il commento di Cesare Chiericati, un giornalista di provata esperienza, il quale, ha considerato alcune cose come un “dato di fatto” (parcheggio di Via Sempione), quando, mi sembra, che non ci sia stata alcuna discussione in merito in ambito di alcuna riunione di giunta.

    A proposito, ma c’è stata la riunione di giunta questa settimana?
    Io non ho ricevuto il comunicato stampa settimanale consueto in relazione alla stessa.

    Pertanto, siamo sicuri che in Via Sempione sarà fatto il parcheggio multipiano?
    Non è che nascerà qualche comitato “spontaneo” che proporrà, ora che la città, secondo parte dei programmi elettorali di forze che fanno parte della maggioranza, dovrà “tornare verde”, qualche parchetto?

    Ho letto proprio qui su Varesereport, tra i commenti vari, di recente, che molti cittadini non vogliono più la “colata di cemento”. Leggo, però, che, è stato elaborato il “progetto stazioni” (con attesa dell’eventuale finanziamento da parte dello Stato / governo). Aggiunto al “recupero delle aree dismesse” (parole dell’assessore Andrea Civati), sempre che non si creda che per costruire tali “bazzecole” si possano usare le canne di bambù, qualche cementificazione in più sorgerà: siamo logici.

    Inoltre, come sarà gestita l’apertura e la chiusura del parco pubblico?
    E come si agirà per evitare l’introduzione notturna di gente nel parco pubblico, giacchè, in più punti de perimetro dell’area che lo circonda, anche un bambino sarebbe in grado di entrare nonostante chiusura di portoni (Palazzo Estense) e cancelli?
    Forse le nuove guardie ecologiche?

    Ci si poggerà solo sui “ragazzi volontari” come si sta facendo, per tenere aperto per 5 domeniche la sala consultazione della biblioteca civica?

    Credo che sia ora che il cittadino ascolti meno parole per cominciare a porre l’attenzione qualche delibera importante in merito, a breve giro di posta.

    E mi preoccupa ancor di più il “semplicismo” con cui pare che si parli della cose, non solo da parte della politica, ma anche di alcuni giornalisti.

    E, soprattutto, che ogni discorso proposto dall’ Amminstrazione sia strutturato nei vari aspetti, altrimenti si finisce solo con tappare il buco, mentre la falla si apre dall’altra parte, come è sempre stato fatto anche in passato.

    Solo in tal modo avremo realmente “girato pagina”.
    Bruno Belli

  5. Bruno Belli il 3 settembre 2016, ore 17:35

    Mi scuso per una svista nella quartultima frase, dove, si deve leggere “…porre l’attenzione su qualche delibera importante…”

  6. marcello il 3 settembre 2016, ore 18:07

    Le Guardie Ecologiche che controllavano il parco sino ad un anno fa anche nei servizi serali sino alle 1,30, avevano fatto piazza pulita dei vari gruppetti che ha turno spadroneggiavano all’interno sopratutto nel Mirabello, questi sono i risultati delle decisioni di alcuni politici e non solo

  7. Cesare Chiericati il 4 settembre 2016, ore 16:04

    Credo proprio non sia in discussione il parcheggio ma il progetto che pare non sia proprio esaltante dal punto di vista architettonico. Basterebbe una gita a Lugano per vedere al contrario come, una quarantina di anni fa, si realizzò in centro, via Balestra, ( scelta che oggi non verrebbe ripetuta per evidenti ragioni urbanistiche) un multipiano capace e decisamente gradevole.

  8. Bruno Belli il 4 settembre 2016, ore 18:20

    Ringrazio Cesare Chiericati per il pronto chiarimento, che sarà utile, credo, a tutti i lettori.
    Conosco bene il parcheggio citato: un’opera che si mostra “capace” e gradevole anche perchè furono progettati, sul lato prospiciente il lungolago numerosi negozi.

    Qui a Varese – quaranta anni dopo, con l’economia profondamente modificata (quelli “luganesi” erano gli anni di ridosso al “boom economico” – resta, ad ogni modo, per il momento, l’incognita di quanto sopra ho “obiettato”, che la nuova amministrazione farebbe bene a chiarire onde non sembri che si ragioni su qualcosa che, a dati di fatto, risulterebbe, pertanto, aleatorio.

    Mi piacerebbe, in tal senso, leggere qualcosa da parte dell’amico Andrea Civati.

  9. ombretta diaferia il 5 settembre 2016, ore 16:00

    Scusate se mi introduco, peraltro su un tema che mi provoca dolorose fitte al cuore.
    Volevo segnalare che non è necessaria alcuna chiusura notturna del parco e che le guardie ecologiche non lo presidiano quando cala il buio: quando due anni fa fummo costretti a campeggiar sei giorni e cinque notti sotto uno dei calocedri della discordia (considerati pericolosissimi per i tassi e, guarda un po’ dopo due anni inaspettatamente ammalato, come faggio rosso e cedro del libano!), abbiamo toccato con mano cosa significhi goder del parco anche di notte e di quanto i vandalismi non siano azioni che lo riguardino, perché telecamere e microfoni ambientali sostituiscono ottimamente qualsiasi presidio umano!
    Questione parcheggi: i tre di Casbeno, che ormai ci sottraggon aria da anni, dovrebbero orientare alla chiusura del centro seria, consentendo l’accesso alle auto solo al famoso ring. Ma ahimè, quello di Via Sempione è al via!
    Per fortuna la natura non conosce “convenienze” umane!

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