Varese

Varese, Raduno moto storiche Aermacchi nel ricordo del grande Bergamonti

Angelo Bergamonti

Angelo Bergamonti

Può un raduno motociclistico declinare motori e design, meccanica e arte? Sì, se parliamo di Aermacchi e di un suo antico modello di veicolo a due ruote davvero unico, speciale. E potremo verificare la veridicità di questo singolare connubbio recandoci domenica 4 settembre, dalle 9 del mattino, negli spazi esterni del ristorante Tana D’Orso nel magico borgo di Mustonate.

Qui si svolgerà infatti la ventiduesima edizione del raduno organizzato dal Registro Storico Aermacchi che ogni anno perpetua la storia e il ricordo delle moto prodotte fra il 1951 e il 1978 dalla Casa Aeronautica varesina (uscita nel 1972 dal settore moto cedendo le proprie quote all’americana Amf-Harley-Davidson, fin lì partner dell’azienda varesina). L’appuntamento Aermacchi ormai è un classico nel panorama delle due ruote d’epoca e per questa occasione propone qualcosa di speciale.

Il club di marca domenica festeggerà infatti il 60° anniversario della presentazione a Milano, al salone moto 1956, della avveniristica Chimera 175. Vero capolavoro su due ruote, quella Aermacchi stupì il mondo per la linea filante e modernissima, con il motore nascosto e lo stile firmato da un grande designer dell’epoca. Parliamo di Mario Revelli di Beaumont, romano di nascita ma piemontese di adozione, ex pilota (vinse il GP Nazioni 1925 a Monza con la GR 500 costruita dal fratello). Definito “il designer segreto” in un convegno del 2008 a Grugliasco (Torino), Revelli ha lavorato principalmente sulle auto dove ha collaborato con le più grandi marche europee e statunitensi come designer indipendente. Per Fiat, Simca, General Motors e tante altre Case firmò progetti moderni poi diventati auto di successo. Anticipando clamorosamente tempi e mode. Un esempio? Negli anni ’30 propose a Fiat i disegni per una monovolume compatta, un tipo di veicolo che all’epoca ancora non esisteva. Quella rivoluzionaria idea di Revelli non ebbe subito un seguito di produzione. Ma molti anni dopo avrebbe diede lo spunto per la realizzazione della celebre 600 Multipla.

Revelli aveva la vista lunga, anticipava le mode in campo auto e soprattutto aveva la capacità di proporre progetti moderni e avanzatissimi rispetto all’epoca nella quale si muoveva e lavorava. Per fare un paragone, lo si può accostare a Giorgetto Giugiaro, altro talento poliedrico del design italiano. La società Aermacchi investì risorse ingenti affidando a Revelli lo stile della Chimera e portando avanti un’operazione industriale mai tentata prima in campo motociclistico. Prima Macchi di serie dotata di un motore a 4 tempi (progettato dal direttore tecnico Alfredo Bianchi che ne curò telaio, sospensioni e industrializzazione) la Chimera ottenne consensi entusiastici al debutto nel 1956 nella cilindrata 175 cc (poi salita a 250 nel 1958). Sul mercato invece le vendite non furono mai pari alle aspettative.

Ma il tempo è stato galantuomo con questa moto: troppo moderna per l’epoca, con la sua linea filante e curata in ogni dettaglio, con la sua anticonvenzionale livrea bicolore e le delicate tinte pastello, la Chimera oggi è diventato un raro oggetto da collezione, ricercata per la linea inconfondibile, elegante dai collezionisti. Non a caso qualche anno fa è stata premiata nella sua categoria al celebre Concorso d’eleganza di Villa d’Este quando le moto debuttarono a questo evento sul lago di Como accanto alle auto.

Per celebrare il 60° compleanno della Chimera il Registro Storico Aermacchi allestirà una mostra dedicata a questa icona delle due ruote: pannelli di grande formato con foto, depliant, curiosità e tanto altro raccontano la genesi e le caratteristiche uniche di questo modello. Tanto che per la prima volta a Varese sarà possibile ammirare l’immagine dello studio preliminare a colori fatto da Revelli per quella che sarà poi la Chimera che conosciamo oggi. Da Parigi è in arrivo un esemplare con la carrozzeria dipinta dall’artista transalpina Laurence Liszaj mentre Denis Sire ha realizzato un quadro dedicato alla moto. E altre interpretazioni di questo modello sono state commissionate dall’appassionato parigino Alain Nibart ad una decina di artisti francesi: da scoprire a Mustonate. Ci sono anche foto e sculture realizzate a tema. Da non perdere.

Ma il raduno Aermacchi non è solo Chimera: nell’occasione sarà ricordato un grande pilota del quale ricorre il 45° della scomparsa: parliamo di Angelo Bergamonti, cremonese di Gussola che in carriera ha gareggiato e vinto con Morini, Paton, Linto quindi con le varesine Aermacchi e MV. E proprio con una moto di Cascina Costa perse la vita a Riccione nel 1971 in una gara bagnatissima quando inseguiva il compagno di squadra Giacomo Agostini in testa alla corsa. Interverranno al ricordo la vedova Rosa Finaldi con la figlia Laura, Alessandro Canevarolo, a.d. del Cremona Circuit intitolato nell’aprile scorso al pilota oltre ai presidenti dei moto club Misinto e Gussola, da sempre dedicati al campione scomparso. Ovviamente ci saranno i meccanici del reparto corse Aermacchi che a Varese aiutarono Berga a centrare con l’Ala Oro 125 il suo ultimo titolo tricolore (6 in totale). Senza scordare la presenza dei piloti Milani, Pagani e Tenconi che all’epoca correvano con Bergamonti. Grandi pannelli gentilmente prestati dal Cremona Circuit raccontano con foto, classifiche e pagine inedite del diario tenuto dal pilota la sua straordinaria e breve carriera spezzata dalla tragedia romagnola. Un campione che ancora oggi è nel cuore degli appassionati al pari del suo grande rivale e amico Renzo Pasolini.

Il programma del raduno prevede il ritrovo al ristorante Tana D’Orso domenica 4 a partire dalle ore 9.30 con iscrizione ed esposizione delle moto (prenotazione pranzo entro e non oltre le 11 presso la Segreteria da campo del club). Le Chimera saranno sistemate in un’area dedicata dove sarà possibile ammirarle assieme alla mostra sul modello firmato da Revelli. In esposizione anche un telaio nudo per svelare la innovativa tecnica della moto, in particolare la sospensione posteriore mono-ammortizzatore. Oggi è diffusissima, ma all’epoca fu un’anteprima mondiale per come venne concepita.

La giornata prevede alle 11.15 la partenza del gruppo in moto per il tradizionale giro turistico sul Brinzio con sosta alla Motta Rossa per un aperitivo riservato agli iscritti e foto ricordo a Castello Cabiaglio. Rientro alle 13 per il pranzo. Sabato pomeriggio invece è previsto un appuntamento informale all’esterno del parcheggio MV alla Schiranna per l’accoglienza degli stranieri e di chi arriva da lontano: in serata la consueta cena fra appassionati pre-raduno (prenotazione in loco entro le 18).

31 agosto 2016
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