Varese

Varese, Progetto Concittadino diventa associazione e lancia una sua radio

La riunione del Progetto Concittadino

La riunione del Progetto Concittadino

Progetto Concittadino diventa associazione, e si presenta con una serata conviviale al Tennis Bar di Villa Toeplitz. Dopo la fortunata avventura della campagna elettorale, la lista civica nata dalla candidatura alle primarie del centrosinistra di Dino De Simone si riorganizza, per diventare una realtà in grado sia di sostenere per tutto il mandato il lavoro di De Simone, oggi assessore ad Ambiente, Benessere e Sport, e del consigliere comunale Enzo R. Laforgia, sia di diventare un punto d’incontro tra cittadini e amministrazione, capace di coinvolgere e di incidere in città.

I due coordinatori e referenti della nuova associazione sono Natalino Bianchi e Francesca Coffano. «Il gruppo dei 32 candidati continua e si consolida – spiega Bianchi – perché siamo tutti animati da uno stesso spirito: non vogliamo “poltrone”, ma intendiamo lavorare concretamente al miglioramento della città e della vita dei varesini». Per questo, è già pronta la divisione dei compiti per il sostegno al lavoro di Laforgia nelle commissioni consiliari. «Non è pensabile che una sola persona segua tutte le commissioni – dice Bianchi – per questo, grazie allo strumento della delega, i “Concittadini” potranno assumersi la responsabilità di sostituire Enzo Laforgia nelle commissioni che lui deciderà di delegare. Per ogni commissione, poi, ci sarà un piccolo gruppo di lavoro, che aiuterà Enzo e i suoi delegati».

Insomma, Progetto Concittadino, passato il momento del grande entusiasmo per la vittoria elettorale, non intende disperdere le energie e le competenze raccolte, ma metterle a frutto. Nel lavoro delle commissioni, ma anche oltre. «Abbiamo già tre iniziative in programma – spiega Francesca Coffano, che si occuperà delle questioni più puramente organizzative – il 25 settembre affiancheremo Legambiente e l’assessorato del “nostro” Dino nell’organizzazione cittadina di “Puliamo il mondo”, manifestazione nazionale di Legambiente. Il 6 settembre, invece, alle 21, l’appuntamento è in Sala Macchi, in via de Cristoforis 5, per la presentazione di “Radio Concittadina”, un progetto di radio web da un’idea di Tiziana Cilia Schiavoni. Un’altra iniziativa è in via di definizione per le celebrazioni dell’Ottobre di Sangue, momento di memoria della Resistenza a Varese». Non solo, spiega ancora Coffano: «Tra i progetti più a lungo termine, c’è quello di un grande evento annuale che riunisca le nostre tre parole chiave: giovani, ambiente e partecipazione».

E non è finita. «Vogliamo anche costruire una rete di contatti con liste civiche simili in provincia – spiega Bianchi – il Gelso che sostiene Silvio Aimetti a Comerio, Vedano Viva, la lista del sindaco di Vedano Olona Cristiano Citterio e Malnate Sostenibile, che sostiene a Malnate Samuele Astuti hanno un loro rappresentante qui stasera. Perché Varese va pensata anche come area vasta: non un’isola, ma snodo di un sistema complesso».

Insomma, i progetti e le idee stanno cominciando a diventare realtà. «Ma la nostra caratteristica principale resta l’apertura – conclude Coffano – infatti l’associazione è aperta al contributo di idee e azioni da parte di tutti i varesini».

30 agosto 2016
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8 commenti a “Varese, Progetto Concittadino diventa associazione e lancia una sua radio

  1. marcello il 30 agosto 2016, ore 20:46

    Ma per favore non fate ridere l’acqua calda l’hanno gia’ inventata

  2. Colombo lino il 31 agosto 2016, ore 21:17

    Ma questi signori non hanno ancora capito che è ormai l’ora di fare dei fatti e non solo parole.
    A proposito bella l’idea di fare pagare il parcheggio al sacro monte, dimostra che chi pensa “di sinistra” ragiona sempre sull’aumento delle tasse.
    Pensate alla città ormai trascurata, con erbacce ovunque lungo le strade, rifiuti in ogni posto adatto, cartelli stradali divelti qua e là, parchi trascurati al massimo, al parco Zanzi non si vede un fiore da decenni, ecc…

  3. Daniele Zanzi il 1 settembre 2016, ore 08:02

    Egr. sig. Colombo, ci stiamo pensando eccome a tutte le situazioni di degrado. E’ un continuo battere fisicamente il territorio a tappeto, rispondere ai varesini e dare risposte immediate, nei limiti del possibile ( a differenza di prima quando alle legittime richieste dei cittadini molte volte non si rispondeva neppure)
    La nostra è una presenza puntuale, precisa e costante proprio per rimediare ad un eredità pesante di abbandono e incuria che ci siamo trovati e che è stata lasciata in eredità alla città. I responsabili colpevoli di questo degrado sono ben altri.
    La mia proposta per il Sacro Monte – destra e sinistra non c’azzeccano proprio un bel nulla in questa questione , come del resto in molte altre – non va nella direzione di aumentare le tasse,ma semplicemente vuole essere il primo passo per portare ad una pedonalizzazione dell’intera aerea potenziando e valorizzando i mezzi pubblici,in particolare la funicolare, e scoraggiando i mezzi privati. Non so se questa mia proposta sarà accetttata ; di certo ascolterò tutte le ragioni di tutti.
    Non voglio certo “arricchire” le casse comunale con tariffe di posteggio su una cinquantina di stalli di posteggio.
    Vuole essere un segnale preciso e netto: chi ,per il momento, vuole salire in auto al Sacro Monte,patrimonio dell’Unesco,dove oggettivamente i posti auto sono limitati ,è giusto e bene che paghi. Sono abituato ai fatti,non alla demagogia, alle appartenenze o alle polemiche senze argomentazione alle spalle.
    Se vorrà discuterne a voce, esponendo le sue ragioni ed il sottoscritto le proprie, sarò ben lieto di accoglierla nel mio ufficio – martedì pomeriggio – 14,30-18 – e venerdì mattina – 9 -12 -,salvo impegni istituzionali o personali che saranno comunicati per tempo.

  4. Laura il 1 settembre 2016, ore 09:18

    Il signor Zanzi che ci piaceva per la sua difesa degli alberi , mi sta deludendo . I parcheggi non sono una merce che se è poca si paga di più, ma un servizio ,farlo pagare significa riservarlo a chi è più ricco e questo certo non favorisce il turismo . già ora il Sacro Monte in diversi periodi dell’anno è deserto durante la settimana. Vogliamo peggiorare la situazione ? Per molti l’uso dell’auto è una necessità, soprattutto per gli anziani. Moltissimi non hanno la fermata dell’autobus vicina e devono cambiare autobus e fare lunghe attese . Non devo spiegare il perché moltissimi hanno necessità di usare l’auto e chiedere troppo per i parcheggi come a Varese ,un euro e mezzo all’ora ,significa imporre una tassa gravosa e scoraggiare l’ingresso in città , con svantaggi notevoli per i commercianti e altre conseguenze spiacevoli .

  5. Bruno Belli il 1 settembre 2016, ore 10:47

    Gentilissimo dottor Zanzi,
    sulle “pedonalizzazioni” allargate verso numerosi tratti della città e del Sacro Monte, personalmente, ho molti dubbi e spero di potermi sbagliare.
    Infatti, per quanto da anni vedo e sento, riflettendo su “come va il mondo”, mi accorgo che le persone vogliono essere “comode”. Difficilmente rinunciano alla macchina, per il mezzo pubblico.
    Oggi, se si deve acquistare in un negozio, qualora il parcheggio non sia lì presso, 2 persone su 3 preferiscono recarsi da un’altra parte.
    Forse Lei crede che lo svuotarsi del centro non sia una commistione tra la crisi che c’è tuttora e ben radicata, nonostante i proclami fanfaroni di Renzi, i costi elevati dei prodotti proposti nella più parte dei negozi ivi situati, il costo dei parcheggi (sia quelli “pubblici” sia il privato della Corti) e, al tempo stesso, la poca comodità di raggiungere la “zona pedonale”?
    Lo stesso, a mio parere, avverrà, prima o dopo, anche al Sacro Monte: il che non significa certo che sia stato a favore del parcheggio, di “quel” parcheggio. Anzi, come il dottor Zanzi dovrebbe sapere, sono stato tra i primi firmatari quando si raccolsero le firme per fermarne la costruzione.
    Però, una soluzione alternativa, che salvasse “capra e cavoli”, sarebbe la più opportuna. Se il cittadino italiano si sente “obbligato” all’utilizzo del mezzo pubblico, tra l’altro con tariffe non certo popolari e con servizi non “irreprensibili”, se paragonati a quelle francesi o inglesi, si stia pur certo che abdicherà alla salita al Monte, oppure tenterà di fare “il portoghese” (altro “problemuccio” sempre più frequente anche nella “civilissima” – ?! – Varese).

    Quella dell’utilizzo del “mezzo pubblico”, o della bicicletta, o anche della “piedi terranea” è una questione legata, ancora una volta, alla “cultura” che si forma fin da giovani.
    La nostra è un’epoca che “corre”, quella delle connessioni veloci, con le quali, in un click, acquisti da Timbuctù o da Manila; con un aereo, ti vai a prendere un caffè in Via Condotti per rientrare, la sera, a Malpensa.

    Quindi, giacché l’Amministrazione pubblica può “lavorare” sulle giovani generazioni degli “asili” e delle “elementari” (mi scusino se utilizzo i “vecchi” termini con i quali, però, tutti meglio ci comprendiamo), è da lì che si dovrebbe far capire la “cultura” del paesaggio naturale, del camminare, dell’utilizzo del mezzo pubblico, come “antidoti” all’inquinamento dell’ambiente (che potrà un poco migliorare, ma che non sparirà, con buona pace di tutti gli attivisti, perché, altrimenti, dovremmo balzare indietro di almeno due secoli e mezzo, prima della “Rivoluzione industriale” la quale diede il “la” all’inquinamento proprio con le prime ciminiere di carbone).
    Forse la radio di “Progetto ConcittaDino”, l’amore per la natura di Daniele Zanzi, l’elevata cultura del filosofo Valerio Crugnola, se opportunamente trasformate in “pratico mezzo” di diffusione e di veicolo non tanto d’idee, ma di proposte in atto, potrebbero essere un punto di partenza, ma non per il risultato immediato, bensì per il futuro, perché le idee che “cambiano” i costumi devono essere lungamente elaborate e sono frutto di una somma di lustri, mai di un diktat o del”fuoco” di un momento d’entusiasmo.
    Cordiali saluti.
    Bruno Belli

  6. o.d. il 1 settembre 2016, ore 19:12

    Mi piace un sacco ciò a cui sto “assistendo” e non solo perché le mie “teorie” si stan confermando: è solo ed esclusivamente una questione di “cultura”! Al Sacro Monte di Varallo ci son andata, benché le auto siano vietate e vi si acceda solo a piedi o con mezzi “pubblici”, così come continuo a visitare i principali paesini medievali di tutto il mondo. Son da sempre per la pedonalizzazione totale dei centri storici, utile strumento di sensibilizzazione che aiuta l’uomo a tornar alla sua condizione naturale.
    A questa nuova amministrazione consiglierei di non compiere l’errore grossolano di confondere “pubblicità” con cultura: seguo e analizzo la comunicazione del palazzo e quando percepisco l’onda comunicazionale come “pubblicità” dei fatti in atto o in fieri e non come “sensibilizzazione”
    del pubblico, ci resto male.
    Mi aspetto che tutti i componenti del consiglio e della giunta virino verso il rivoluzionario “uso” dell’auto, svuotandolo dal senso di “status” che ricopre, grazie alle miopi strategie industriali del governo: non condivido, infatti, l’edificazione di nuovi parcheggi, che incentivano proprio l’uso del mezzo privato.
    Il centro non si è svuotato per le chiusure delle strade: da singolare commerciante (perché non ritengo il libro una merce, ma rispetto le regole del
    sistema in cui vivo) non ho mai avuto problemi a ricevere le “merci” solo al mattino o a scaricarmele di notte e non mancavano i lettori perché la libreria aveva sede in zona pedonale. Oggi vendo meno libri, perché circolano meno soldi, eppure dispongo di parcheggio privato, nonché di ben due rutilanti multipiano costantemente allagati, e consegno a domicilio!
    Ma “è ora di leggere!” citando proprio le parole del Commissario Straordinario della Biblioteca Consorziale di Viterbo, Paolo Pelliccia, che ha sottoposto al Governo, ai Responsabili dei dicasteri Cultura e Istruzione e a noi editori e librai un “piano Marshall” per la cultura in un Paese che ha disimparato a leggere, se stesso e il proprio futuro.
    Ombretta Diaferia

  7. Brani Giuseppe il 1 settembre 2016, ore 20:48

    Buonasera, io tutte le mattine assieme a mia moglie ed al mio cane vado a fare una passeggiata al Sacro Monte, cammino per circa 1,5 ore poi vado al bar a fare colazione, i parcheggi sono sempre vuoti.
    Se la soluzione del mancato afflusso di visitatori al Sacro monte (cosa comune agli altri Sacri Monti) è far pagare il parcheggio, a mè spiace ma me ne andrò a passeggiare altrove (quel bar avrà due colazioni meno, ma chi se ne importa).
    Caro dott. Zanzi bisogna trasformare il Sacro monte in un gioiello, curato in ogni particolare, piantumato di fiori tutto l’anno, con le panchine curate e/o sostituite, con l’eliminazione delle tantissime TRAVERSINE FERROVIARIE dal parco pineta, con la sistemazione del sistema paracarri lungo tutta la strada da S. Ambrogio sino al campo dei fiori, ecc.. ALTRO CHE FARE PAGARE IL PARCHEGGIO CHE NESSUNO UTILIZZERA’ danneggiando ulteriormente l’economia del piccolo Borgo

  8. Cancelli Fausto il 3 settembre 2016, ore 11:40

    Ma come nel parco pineta ci sono le traversine ferroviarie? ma non sono cancerogene?
    a un mio vicino di casa per un deposito di tale materiale sono state procurate un sacco di difficoltà sino all’obbligo di rimozione.
    Spero che dal parco, frequentato da anziani e bambini, vengano asportate le traversine in quanto CANCEROGENE!

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