Varese

Varese, Sala consultazione aperta di domenica per la prima volta

bibliotecaaaaaaaPrima domenica di apertura straordinaria della Biblioteca Civica di Varese. Nel pomeriggio, una trentina di ragazzi studiavano nella sala di consultazione tra enciclopedie e volumi alla portata del pubblico. Sono soprattutto universitari che stanno preparando i prossimi esami. Una iniziativa dell’amministrazione comunale che, avvalendosi di giovani volontari, ha consentito di tenere aperta la sala di consultazione.

Con un percorso obbligato ed entrando dalla porticina laterale di via Sacco 9, si entra e si arriva alla sala del primo piano. Dunque senza personale comunale e limitando l’apertura alla sola consultazione. Un’apertura straordinaria che si ripeterà anche nelle prossime quattro domeniche, e certamente saranno più numerosi gli utenti rispetto ad una domenica in cui la città è ancora chiusa per ferie.

Una scelta, quella dell’apertura, che ci auguriamo possa essere premessa ad un ragionamento più complessivo sulle biblioteche a Varese, sia per quanto riguarda le attività proprie, più istituzionali, sia per quanto riguarda l’attività culturale, temi sui quali, ci pare,  da parecchi anni non si discute.

 

 

28 agosto 2016
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2 commenti a “Varese, Sala consultazione aperta di domenica per la prima volta

  1. Bruno Belli il 28 agosto 2016, ore 19:45

    Caro direttore,
    la riflessione finale che fai è importantissima. Un buon segno dell’amministrazione, ma, in parte, avulso dalla realtà gestionale.
    A fronte della necessità di affrontare un discorso strutturale tanto per la biblioteca quanto per i musei – altrimenti, per tali aspetti – si resterà ai blocchi di partenza, giova però ricordare che i consigliere di maggioranza Mauro Gregori ha affermato, anche sulle tue pagine, che non è necessario spostare la biblioteca, perchè sta bene dove è.

    Evidentemente, Mauro Gregori è completamente digiuno sia di come si gestisca una biblioteca (quella di Varese, infatti, ormai è “soffocata” dove si trova), sia di quale sia l’effettivo patrimonio librario ed archivistico che non sia stato ancora adeguatamente catalogato.
    Inoltre, è stata a lungo al centro di dibattito l’ “aula Forzinetti”, altro luogo di studio per i ragazzi, posizionato in un luogo ormai indecente ed improponibile in un futuro prossimo.

    Pertanto, è necessario, se Varese vorrà realmente guardare al futuro, affrontare la biblioteca attraverso un discorso strutturale che ne indichi luogo, con designazione di apposita sala di studio che sostituisca l’attuale e la stessa “Forzinetti” (da chiudere) comprendendole entrambe, e, soprattutto, una gestione funzionale atta al prestito, alla lettura, alla consultazione, alla ricerca, all’apertura e fruibilità degli archivi (estendo il discorso anche all’Archivio Comunale, tesoro storico e la storia è la carta vincente per il nostro futuro perchè si lega all’arte ed alla bellezze naturali).

    Però, se si vogliono aumentare gli orari d’apertura (sacrosanta richiesta per una città che è anche sede di Università) c’è un discorso importante da fare che riguarda il personale, che andrà evidentemente integrato (non solo con semplici “volontari”) altrimenti ogni esperimento sarà campato per l’aria e non potrà essere gestito consecutivamente negli anni.

    B.B.

  2. a.g. il 28 agosto 2016, ore 20:28

    La biblioteca, i suoi orari, i suoi spazi, la gestione del personale, sarà davvero un banco di prova per la nuova amministrazione…

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