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Varese, Gunnar Vincenzi chiede al vice Ginelli se punta a stessa maggioranza

Gunnar Vincenzi

Gunnar Vincenzi

Come previsto dalla normativa entro l’autunno verrà rinnovato il consiglio provinciale, in scadenza dopo due anni di mandato. Il Presidente della Provincia di Varese Gunnar Vincenzi, il cui mandato quadriennale invece scadrà nel 2018, proprio nell’ottica delle prossime consultazioni elettorali, che saranno di secondo livello, ovvero coinvolgeranno sindaci e consiglieri comunali, mette sul tavolo alcune riflessioni.

«In questi due anni – dichiara Vincenzi – abbiamo affrontato una serie di questioni delicate legate alle finanze dell’Ente ed ereditate dalla passata amministrazione leghista, abbiamo continuato a garantire tutti i servizi fondamentali, costruito un dialogo proficuo con i comuni e gli amministratori locali e avviato una serie di nuovi progetti importanti come la Stazione Unica Appaltante, che prevediamo di potenziare per rispondere alle numerose richieste dei Comuni. O temi non risolti da chi ci ha preceduto, come la costituzione della società Alfa, gestore unico del servizio idrico integrato, finalmente operativo al fianco delle amministrazioni locali. Un lavoro non certo di poco conto e che è stato possibile rendere concreto grazie al contributo importante dei consiglieri di maggioranza che hanno sostenuto prima la mia candidatura e poi il mio mandato da presidente».

Sul sostegno dei consiglieri il Presidente Vincenzi fa alcune puntualizzazioni: «Ricordo che in campagna elettorale la mia candidatura è stata sostenuta da due liste civiche, ovvero Civici e democratici e Insieme per una provincia civica. Un’alleanza che ha dimostrato, amministrando sul campo, di poter lavorare molto bene alla nascita dell’Ente di Area Vasta e di interpretare al meglio la mission della nuova Provincia, che, come ho sempre sostenuto, deve essere la Provincia dei sindaci e dei Comuni. Alleanza che auspico si ripresenti per continuare il lavoro fatto. Devo però prendere atto che, soprattutto negli ultimi mesi, la linea adottata e mai spiegata al sottoscritto, dal vicepresidente Giorgio Ginelli è stata piuttosto lontana dal programma elettorale con il quale abbiamo chiesto e ottenuto la fiducia della maggioranza degli amministratori locali e dal lavoro di squadra delle stessa maggioranza. La mia è una semplice costatazione, supportata dai fatti e soprattutto da una serie di dichiarazioni rese dal vicepresidente alla stampa. Ginelli, infatti, ha spesso lasciato intendere quanto “gli fosse stretto” restare in maggioranza. Mi riferisco alla sibillina dichiarazione in Consiglio provinciale quando si è detto d’accordo al 51% rispetto al rendiconto da votare, alla sua astensione sulla rinegoziazione dei mutui in Commissione Bilancio, alle dichiarazioni sue personali a proposito della chiusura dei Centri per l’impiego, argomento rispetto al quale abbiamo sempre avuto un tesi opposta in maggioranza. Chi mi conosce bene sa che non sono una persona che insegue le polemiche, ma a questo punto trovo doveroso che il Vicepresidente Ginelli esca dall’ambiguità e faccia chiarezza sulla sua posizione nel rispetto dell’Ente, dei colleghi consiglieri e degli amministratori locali che nei prossimi mesi saranno chiamati a rinnovare il consiglio provinciale».

11 agosto 2016
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3 commenti a “Varese, Gunnar Vincenzi chiede al vice Ginelli se punta a stessa maggioranza

  1. roccocordi il 13 agosto 2016, ore 18:52

    L’ambiguità era già visibile nella “campagna elettorale” di tre anni fa e negli accordi tra PD e Cattaneo NCD (siglati dietro le quinte). Molti non hanno voluto vedere o hanno fatto finta ma, prima o poi, i nodi vengono al pettine….

  2. a.g. il 13 agosto 2016, ore 19:09

    Forse sarebbe il caso di ricordare che in maggioranza c’è anche Sel…

  3. roccocordi il 13 agosto 2016, ore 23:54

    Non capisco l’appunto. Basta rileggersi le cronache di allora e la posizione espressa da SEL all’indomani del pastrocchio, La elezione in Consiglio di un iscritto a Sel (allora Sindaco di Daverio) non aveva infatti impedito a SEL di denunciare l’inciucio tra PD e NCD prendendo doverosamente le distanze. Da fastidio ricordarlo?

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