Cultura

Cultura, Festivaletteratura un po’ varesina con i Prototipi di Riccardo Blumer

Riccardo Blumer

Riccardo Blumer

Uno spicchio di varesinità sarà presente al Festivaletteratura di Mantova, che si svolgerà nella città dei Gonzaga dal 7 all’11 settembre. E nel festival prosegue la sperimentazione del discorso narrativo con Prototipi, l’officina rivolta alla creazione di nuove forme del libro per l’era digitale.

Con l’edizione 2015 Festivaletteratura aveva lanciato una sfida a se stesso e al mondo: inventare una nuova forma di libro capace di cavalcare la grande onda dell’innovazione digitale, trasformando le modalità della trasmissione della cultura legata alla parola scritta.

È nata così l’officina di Prototipi, uno spazio di progettazione a tutto campo aperto a giovani programmatori, designer, esperti di comunicazione e social media, umanisti chiamati a smontare quello che da secoli associamo alla parola “libro” e a immaginare modelli e soluzioni a partire dai nuovi bisogni di lettura, utilizzando le nuove tecnologie non per imitare quello che c’è ma per esplorare nuove potenzialità.

Anche quest’anno il laboratorio, con la partecipazione di giovani tra i 18 e i 32 anni, inizierà la sua attività nelle settimane antecedenti al Festival, presentando nel corso della manifestazione i primi risultati della ricerca, sotto la supervisione dell’architetto e designer varesino Riccardo Blumer, affiancato da Francesco Tencalla.

L’officina di Prototipi aprirà quest’anno dal 29 agosto presso il palazzo dell’INPS di piazza Martiri di Belfiore a Mantova e sarà attiva fino a domenica 11 settembre, giornata di chiusura di Festivaletteratura 2016.

La progettualità di quest’anno partirà dai sistemi di scrittura automatica e di narrazione accompagnata che agiscono in rete sui dati che noi forniamo più o meno volontariamente.

Sulle tematiche legate alle nuove tecnologie si aggiungono gli incontri con Alec Ross, già consigliere per l’innovazione di Hillary Clinton, e Evgenij Morozov.

4 agosto 2016
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Un commento a “Cultura, Festivaletteratura un po’ varesina con i Prototipi di Riccardo Blumer

  1. ombretta diaferia il 5 agosto 2016, ore 09:58

    Blumer gode da tempo della mia stima, ma “a immaginare modelli e soluzioni a partire dai nuovi bisogni di lettura”, si potrebbe finire come con l’informazione: ormai a furia di inseguire “quello che vogliono i lettori” non esiste più neppure il concetto di informazione, ma la stessa è divenuta mera raccolta “pubblicitaria”, quindi disinformazione.
    Gutemberg aveva già fornito chiavi di lettura ai suoi tempi: il libro resta l’ultimo strumento di pensiero, ciò che ne deriva per “attrarre” la distrazione di massa è mero strumento di intrattenimento!
    (comunque complimenti per la forma di riflessione che i laboratori offrono!)

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