Lettere

E’ finita un’epoca

 

Franco Giannantoni

Franco Giannantoni

Una riflessione, ora che come vuole la regola sono tutti “in vacanza”, davanti allo sfacelo quotidiano di questa società, alle lotte di potere, alle ruberie, ai compromessi, ai tradimenti,, alle nomine nel Paese in città piccole e grandi, a posti di responsabilità di gente dal passato oscuro che si credeva tramontati, per tenere assieme la pericolante barca. In due parole davanti al deserto dei valori.

La storia beninteso continuerà fino a che ci sarà uomo sulla terra.  E’ finita, come osservava con feroce lucidità, anni fa Giorgio Bocca, la storia italiana, la storia risorgimentale da cui è nata una nazione, una patria. Questa storia, basta guardarsi attorno, non c’è più.

Sono scomparsi coloro che alla nazione e alla patria guardano con profondo rispetto. Per essi era un comune sentire. Era il limite oltre al quale non era possibile andare. Di quella gente non c’è più traccia.

I nuovi politici sono di un’altra era, appartengono alla nuova storia globale senza patria e senza nazione. Non a caso questo mondo politico ha ripudiato sotto diverse forme la Resistenza (a patto di celebrarla alle date comandate in genere ignorando di cosa si sia trattato non capendo, ad esempio per restare Varese, che si deve stracciare il simbolo che richiama al fascismo di via Reginaldo Giuliani e mettere quello eterno, purificato dalla vita solidale di Calogero Marrone) come ultima guerra per la libertà e inventato il revisionismo storico per liberarsi dalle sue complesse, laceranti memorie.

Non solo per il calcolo politico di guadagnare qualche voto della destra (fascisti riverniciati alla bisogna, reazionari, monarchici, antichi eversori ) ma per uscire da una storia conclusa, per avere libertà di movimento nella nuova.

Io appartengo a questa epoca conclusa dove ogni ideologia di Partito costituiva il cemento per andare avanti e per non dimenticare mai cosa era stato.

Rifletteva nel lontanissimo 1955 Piero Calamandrei: “Io non posso ripensare a questa ingenua frase senza commuovermi: “Ora c’é una speranza nell’aria”. Come un’aria nuova, come un respiro vibrante d’aria pura. Dove é andata a finire questa speranza? La Resistenza aveva lasciato al mondo una speranza: più che una speranza, un impegno. Chi l’ha tradito. Perché l’abbiamo tradito?”.

Cordialità e senza astio di cui mi ha accusato per la vicenda Marrone un gazzettiere locale povero di ideali.

Franco Giannantoni

3 agosto 2016
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3 commenti a “E’ finita un’epoca

  1. Andrea Bortoluzzi il 3 agosto 2016, ore 20:13

    Caro Franco , condivisibile quello che scrivi .Ma quell’epoca che vagheggi dovrebbe essere finita più o meno da cinquanta anni con la morte della democrazia parlamentare è l’epopea del parlamentarismo . C’è ancora però chi ha la lucidità di capire, andando oltre il razionalismo e il materialismo di chi e ‘convinto che la storia sia geometrica .Che coltiva l’arte di un certo realismo onirico , l’unico che ci può oggi salvare dal bla bla indistinto dei replicanti .Che ha ben presente che questo paese ha avuto i Giordano Bruno e i Piero Gobetti ma anche i Lucio Colletti …e tanti , tanti trasformisti ,quelli che Thomas Mann definiva gli” eterni spaghettanti” .Che sono i più … ma sa andare oltre …no …quell’epoca non è finita …Alle Vergangliche ist i Nur ein
    Gleichnis ..ogni accadimento è soltanto una similitudine ..

  2. franco Giannantoni il 4 agosto 2016, ore 08:31

    Caro Andrea, ti lascio sognare e ti abbraccio,Il risveglio non sia troppo brusco. Franco Giannantoni

  3. ombretta diaferia il 4 agosto 2016, ore 20:13

    Caro Giannantoni,
    non mi suonan per nulla nuove tali parole.
    E la ringrazio per riportarle alla memoria ancora e ancora: “Ora c’é una speranza nell’aria”, una coscienza che si risveglia sulla responsabilità individuale dell’evoluzione comunitaria..
    Per fortuna la nostra epoca ci ha dato Giannantoni, grazie al quale la memoria sopravvive e trasforma quelle volgarissime polemiche agostane a cui eravamo abituati da 23 anni ad una pura questione politica: ricordare Marrone semplicemente o dare valore alla sua azione soppiantando chi ha agito in maniera diametralmente opposta?
    Diciam che rispetto alla querelle Gentile, proposta da chi non aveva propriamente la conoscenza di chi mi ha insegnato la storia (e la metodologia di raffronto storico-politico), “Ora c’é una speranza nell’aria”.

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