Varese

Varese, Via dedicata a Marrone, bocciata la proposta Giannantoni

Calogero Marrone

Calogero Marrone

Giunta Galimberti, seconda puntata. L’esecutivo cittadino si è riunito ieri in una città già in piene vacanze per prendere decisioni importanti su alcune questioni finanziarie e “simboliche”, se così si può dire.

Partiamo dalla decisione della giunta di dire stop alla vendita di azioni A2A in possesso a Palazzo Estense, il tesoretto di famiglia a cui la giunta precedente aveva fatto ricorso per finanziare opere e tenere in pareggio il bilancio comunale.

Una prassi già nel mirino delle opposizioni di allora, diventate oggi forze di governo. Basta con l’alienazione dei gioielli di famiglia, basta con quella che Galimberti ha definito, con parole forti, una “malsana prassi finanziaria”. Ma dove saranno trovate altre risorse? Con maggiori entrate, ha stabilito la giunta ieri nel tardo pomeriggio.

Dunque più tasse locali all’orizzonte del capoluogo? No, saranno gli oneri di urbanizzazione a farla da padroni: si è parlato infatti delle vie che saranno realizzate attorno all’ex Malerba per la realizzazione della nuova Esselunga. E poi ci saranno avanzi di amministrazione.

Ma la decisione che certamente farà più parlare è la scelta di Galimberti di intitolare una strada cittadina a Calogero Marrone, l’eroico dirigente dell’Anagrafe di Varese che aiutava ebrei e antifascisti e che, per una “soffiata”, fu arrestato e deportato dai nazifascisti nel campo di Dachau dove morì. Una decisione di carattere simbolico e politico, quello di intitolare una via. E, trattandosi di Marrone, per Galimberti una preziosa occasione per dimostrare discontinuità rispetto al passato. Pochi forse ricorderanno la manifestazione che si tenne a Palazzo Estense tre anni fa quando la rappresentante del governo di Israele Sara Gilad, consegnò ai familiari di Marrone l’onorificenza di “Giusto fra le Nazioni”, il più alto riconoscimento civile dello Stato ebraico. Era il 67° italiano a meritarla.

Da quel momento su Marrone calò il silenzio. Non nel caso, però, dello storico Franco Giannantoni, autore con Ibio Paolucci di un ottimo volume sul dirigente del Comune “Un eroe dimenticato”, che ha continuato in questi anni a chiedere di intitolare una via a Marrone, qualche volta affiancato da Anpi e dal Sel Rocco Cordì.

Ma la proposta di Giannantoni non era mai stata ascoltata: in particolare, lo studioso chiedeva che fosse intitolata a Marrone l’attuale via dedicata a padre Reginaldo Giuliani (quella che collega viale Monterosa all’altezza della sede del Pd a viale 25 aprile), cappellano militare al seguito delle truppe di Graziani e De Bono, fanatico dispensatore di benedizioni quando le armate fasciste incendiavano i viillaggi del Tembien in Etiopia. No, quella strada purtroppo resterà intitolata al cappellano fascista (si sarebbe potuto cambiare il nome per la non presenza di abitazioni) e la via dedicata a Marrone sarà a Casbeno, all’interno del mega-cantiere per il parcheggio delle Nord, e sarà la più anonima via che conduce al Centro medico Beccaria.

Con l’intitolazione dei giardinetti dell’area Cagna a Valeria Solesin, una delle vittime dell’assalto al Bataclan di Parigi, si risolve un secondo problema sollevato sempre da Giannantoni: attualmente quei giardinetti sono dedicati a Marrone, ma con una targa del tutto inadeguata e sbagliata, che lo storico aveva chiesto più volte al Comune di correggere. Ora non ce ne sarà più bisogno.

 

 

 

 

27 luglio 2016
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5 commenti a “Varese, Via dedicata a Marrone, bocciata la proposta Giannantoni

  1. franco Giannantoni il 27 luglio 2016, ore 14:08

    Caro direttore, quanto da Lei scritto sulla via a Marrone risponde esattamente al mio pensiero. Cordiali saluti, Franco Giannantoni

  2. Luca il 27 luglio 2016, ore 20:03

    Caro direttore, anch’io sono d’accordo con il suo pensiero.

  3. roccocordi il 27 luglio 2016, ore 21:30

    Grazie Direttore. Aggiungo soltanto che oltre ad “affiancarmi” con piacere alle richieste di Giannantoni e dell’Anpi il Consiglio Comunale ha approvato la mozione da me presentata in cui si chiedeva di intitolare una via a Calogero Marrone oltre che a riqualificare l’attuale giardinetto. Detto questo son contento della decisione della Giunta che – tra l’altro – smentisce i miei critici di allora. L’argomento dei numeri civici però mi sembra davvero risibile!

  4. carlo scardeoni il 28 luglio 2016, ore 09:20

    Sono anch’io d’accordo con il suo articolo e con la proposta di Franco Giannantoni. Per quanto riguarda il giardino dell’ex Area Cagna di Biumo Inferiore è necessario, se si vuole titolare a qualche altra persona, rimuovere la lapide, che si trova sulla scala d’accesso di via Cairoli, che titola il giardino alla Madonnina in Prato.

  5. Cesare Chiericati il 28 luglio 2016, ore 15:38

    Avrebbero dovuto cambiare indirizzo in via Padre Reginaldo Giuliani al massimo venti famiglie. La verità è che non si è voluto andare fino in fondo.

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