Varese

Varese, Piante esotiche invasive, una minaccia per il Lago di Varese

lago_vareseLa diffusione delle specie esotiche è riconosciuta dalla comunità scientifica internazionale come una delle principali cause di perdita della biodiversità a livello mondiale. Questo fenomeno interessa anche il Lago di Varese dove Ludwigia e Fior di loto, specie provenienti da paesi lontani e introdotte per scopi ornamentali, si stanno diffondendo con rapidità, mettendo a serio rischio l’ecosistema locale.

“Già da alcuni anni – spiega Alberto Tognola, Consigliere della Provincia di Varese – la Provincia ha attivato misure di contrasto attivo alla diffusione di queste piante, a partire dagli sfalci che ogni anno vengono condotti sui laghi di Varese e Comabbio ed in Palude Brabbia, fino alla sperimentazione condotta nell’ambito del progetto LIFE TIB appena concluso. Si aggiunge ora, grazie al Progetto “Rete Biodiversità – La connessione ecologica per la Biodiversità” finanziato dalla Fondazione Cariplo, una campagna di divulgazione dedicata, per sensibilizzare i cittadini sui rischi derivanti dall’introduzione di specie esotiche nell’ambiente”.

La campagna prenderà avvio con un ciclo di incontri pubblici dal titolo “Invasioni aliene”: apre la Dott.ssa Elisa Zaghetto il prossimo 29 luglio presso la Canottieri di Schiranna, illustrando la vegetazione esotica nel lago e il suo impatto sulle specie locali. Secondo appuntamento il 9 settembre, presso la terrazza sul lago di Bodio Lomnago, a cui parteciperà anche l’Ing. Paolo Giorgetti, responsabile del Progetto “Modello di rilancio dell’economia della pesca del lago di Varese”, che descriverà il fenomeno dal punto di vista della fauna ittica. Ultimo evento domenica 11 settembre, con un’escursione sulle rive del lago per conoscere da vicino la Ludwigia, specie sudamericana altamente invasiva.

È stata inoltre realizzata una brochure informativa che descrive la tematica delle specie esotiche ed illustra i principali impatti derivanti dalla loro diffusione, oltre a spiegare come i singoli cittadini possano diventare parte attiva nella lotta alle invasive e contribuire, con piccole accortezze, ad arginare il fenomeno.

“La presenza di specie esotiche nel Lago di Varese non va confusa con le piante acquatiche che da sempre vivono nel lago stesso – afferma Massimo Soldarini della Lipu. Proprio per questo motivo, riteniamo fondamentale fornire informazioni corrette alla gente: la tutela della biodiversità passa infatti, principalmente, attraverso la conoscenza delle diverse specie vegetali e del loro ruolo nell’habitat naturale. Il lago, infatti, è uno scrigno di biodiversità, uno dei rari esempi di fasce vegetazionali lacustri tipiche e ben conservate del sud Europa. Un lago pieno di vita e che merita tutela e attenzione alla sua conservazione”.

“L’Associazione dei Comuni Rivieraschi ha aderito a questa importante campagna di sensibilizzazione – spiega Eleonora Paolelli – perché dobbiamo prima di tutto conoscere per preservare e proteggere il nostro lago. Essendo nata e cresciuta sulle sue rive, ho visto di anno in anno proliferare piante e fiori provenienti da

altre parti del pianeta, a scapito delle specie locali. Ora, come Sindaco di Bodio Lomnago e Presidente dell’Associazione Comuni Rivieraschi, ritengo importante e doveroso intervenire attivamente insieme agli altri Sindaci per la salvaguardia di questo delicato ecosistema”.

Agli incontri parteciperanno anche i volontari delle protezioni civili e le guardie ecologiche dei Comuni rivieraschi, che potranno poi monitorare il fenomeno e intervenire sulle piccole formazioni di Ludwigia, contribuendo così a contenerne l’espansione.

25 luglio 2016
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Un commento a “Varese, Piante esotiche invasive, una minaccia per il Lago di Varese

  1. Alberto Zambon il 25 luglio 2016, ore 15:08

    Buongiorno a tutti, come ex guardia Ecologica volontaria e responsabile del controllo dei torrenti esistenti nel Comune di Varese ritengo di dover intervenire sull’argomento per chiarire quanto segue:
    A Il maggiore problema del lago di Varese è lo scarico di fognature che vi arriva attraverso i vari torrenti.
    Ogni volta che piove, anche poco, dagli sfioratori pieno delle fognature scricano nel lago notevoli quantità di liquami misti a acqua piovana, ma in tante parti del collettore circumlacuale si sollevano i chiusini e il tutto fuoriesce.
    Ultimamente sono stati installati anche dei chiusini dotati di cerniera allo scopo di facilitare la fuoriuscita dei liquami appena all’interno dellla tubazione aumenta la quantità di acqua che dovrebbe passare.
    nella zona tra Capolago e Schiranna in passato erano presenti 3 scaricatori di fognatura che hanno comportato depositi di fanghi per diversi metri di spessore, uno di questi punti è a pochi metri dall’inutile porto di Capolago.
    B Oltre alla proliferazione di alcune specie stiamo ora assistendo alla contemporanea sparizione di altre specie quali la “Lagana” o trapa natans che in Italia era presente sono in alcuni laghi del Nord.
    C Lo sviluppo di alcune specie ittiche non “nostrane” o alloctone quali carpe, gardon, pesci gatto, lucci perca, pesce sole, ecc…molto care ai pescatori professionisti locali di certo non può avere un trattamento diverso dalle specie vegetali (attenzione molte altre specie stanno aspettando di entrare dal Ticino).
    D La grande presenza di Nutrie, Aironi e Cormorani và invece trattata in modo diverso?
    C0oncludo dicendo che non si potranno avere risoluzione ai vari quesiti sino a quando non si sistemerà lo scarico di fognatura, insomma oltre a questo punto non si potrà andare.
    Se qualcuno è interessato ad andare a visitare alcuni dei punti di scarico a lago lo scrivente è disposto ad accompagnarlo, prego di prendere contatto con le Gev di Varese.

Rispondi

 
 
kaiser jobs