Varese

Varese, Boldetti e Pinti, le due opposizioni che si sfidano in Comune

Un momento della seduta del Consiglio a Varese

Un momento della seduta del Consiglio a Varese

Per la prima volta ieri sera, nella seduta del Consiglio comunale di Varese sulle linee del primo mandato Galimberti, alcuni consiglieri sono intervenuti per la prima volta, sia di maggioranza che di opposizione. Una seduta che non ha riservato particolari sorprese, dato che il confronto sulle dichiarazioni di Galimberti si verificherà nella prossima seduta del 29 luglio. Tuttavia un dato è emerso: le opposizioni al neo-sindaco hanno contenuti e stile diversi, quasi antitetici.

Al momento degli interventi di apertura, ha preso la parola per la prima volta in aula il giovane consigliere eletto nella lista Paolo Orrigoni Sindaco, Luca Boldetti, che sotto lo sguardo vigile dell’imprenditore Rinaldo Ballerio, ha pronunciato un discorso molto pacato, dai toni concilianti e riflessivi, con cenni che richiamavano temi ricorrenti nelle parole del sindaco. Boldetti ha chiesto “una politica attenta ai bisogni della gente, che vada nei quartieri”. Ha poi auspicato anche forme di collaborazione con il Terzo Settore. “Io sono qui perchè voglio il bene della nostra città”, ha detto Boldetti, che ha citato Giovanni Paolo II ricordando l’invito a mettere in pratica la politica come”autentico servizio ai cittadini” e ha concluso rimarcando la necessità di una “cooperazione ad edificare tutti il bene comune”. Un intervento che ha ricevuto gli applausi della maggioranza e dello stesso sindaco Galimberti.

Un discorso che forse ha spiazzato altri consiglieri di opposizione, che non hanno tardato a marcare le differenze. E’ stato il caso di Marco Pinti, neo-consigliere della Lega, che ha atteso la conclusione del discorso del sindaco per andare all’attacco, con parole decise, senza se e senza ma. “Mi rammarico del fatto che questa seduta preveda la relazione del sindaco, ma che il confronto sia rinviato alla prossima seduta. Mi pare che ciò annichilisca il confronto”. A questo punto, ad una questione tutta politica, il segretario generale Tramontana risponde in termini di procedura. Ha dunque buon gioco Pinti a rintuzzare, a rilanciare. “Vedo negli occhi di molti qui dentro la voglia di discutere subito, sono soltanto le dieci e mezza…”. Così Pinti ottiene anche l’intervento di Galimberti, e prima quello di Bortoluzzi, che ricorda come “la forma è sostanza”. Insomma, tutti rispondono a Pinti che è partito all’attacco, solo soletto, ma deciso.

Due modi e due stili distinti e distanti, quelli di Boldetti e di Pinti. Difficile capire da questi dati quanta sarà la vera opposizione a Galimberti, da parte di chi, come, se una parte di opposizione finirà per guardare con interesse, quando non sostenere le posizioni del neo-sindaco. Ma certo l’immagine è stata forte, e certamente non sarà l’ultima volta.

22 luglio 2016
© RIPRODUZIONE RISERVATA

13 commenti a “Varese, Boldetti e Pinti, le due opposizioni che si sfidano in Comune

  1. Bruno Belli il 22 luglio 2016, ore 13:49

    “La forma è sostanza” afferma Bortoluzzi.
    Questa non la sapevo.
    Forse però, grazie a questo profondissimo aforisma, ora capisco perchè la politica odierna si limiti ad un’epidermica superficialità nell’affrontare i problemi, sovente non risolvendoli, ma anche peggiorandoli.

  2. Valerio Crugnola il 22 luglio 2016, ore 18:37

    Eh, sì, bisogna proprio che gli umanisti tornino a governare. Sempre che vengano eletti…

  3. Andrea Bortoluzzi il 23 luglio 2016, ore 10:49

    Caro Belli, anziché estrapolare frasi dal contesto, legga quello che ho scritto sul consiglio comunale dell’altra sera: http://unbortoluzzipervarese.it/lega-criticona-capolavoro-un-altro/

  4. marcello il 23 luglio 2016, ore 11:43

    Sottoscrivo in toto il commento di Bruno Belli.Comincio a dubitare della bonta’ del cambiamento, quando sento che si assumeranno 4 vigili nuovi con tutti i dipendenti che il comune di Varese gia’ dispone.

  5. Enzo il 24 luglio 2016, ore 09:40

    …..Caro Belli, dopo aver letto la illuminante relazione del consiglio comunale indicata dal consigliere in questione non mi resta che condividere quanto hai scritto.
    Grazie per avermi dato modo di ottenere ulteriore conferma della supponenza di stile “Renziano ” avete notato come cammina, le espressioni, le mani in tasca a significare quella sicurezza e padronanza che caratterizza chi pensa di essere arrivato a toccare il cielo con un dito!
    ” La forma è sostanza ”
    enzo

  6. Bruno Belli il 24 luglio 2016, ore 13:55

    Ullallà “Il cambiamento”… “parole, parole, parole” (Mina). Touchè. E i fatti?

    Valerio Crugnola, nemmeno tirato in ballo, ed Andrea Bortoluzzi, già si rizzano inviperiti contro un cittadino, uno di quelli che, secondo il programma e l’”adagio” del Sindaco attuale, Davide Galimberti, dovrebbero ascoltare, perchè si permette una modestissima critica.
    Che bell’ascolto!
    Che encomiabile lezione di democrazia, di rispetto, di civiltà, di confronto!

    Il primo, filosofeggiando, sbertuccia l’umile “umanista” (chissà che qualche volta non siano i più vecchi – sempre in pista e sempre doverosamente sopra come l’olio – a dovere imparare da qualche giovane, forse ben più modesto, in tutti i sensi, ma con qualche idea “genuina” in più, che è logico e lecito che, però, possa non interessare ad alcuno).
    Il secondo rimanda ad un suo recente scritto.
    Ma perché mai dovrei leggere per forza uno scritto di un politico.
    Forse il politico ha mai letto i miei (non che me ne importi)?
    E, poi, da cittadino, di un politico m’importano i fatti, non le parole – di quelle ne sono state già dette fin troppe… (e poi le parole servono a me, che sono un semplice umanista e giornalista, non a voi che siete i Governatori della città)…

    Quindi…passate ai primi fatti, grazie!

    Mi scusino, lor signori, ma è’ proprio vero che, appena siedono su di una seggiola un po’ più alta, gli “esseri umani” pensano di essere dei “padreterni” e degli “intoccabili”.
    L’”ipse dixit” di Aristotelica memoria, lei che è un filosofo, professor Crugnola, mi corregga pure se sbaglio, non è uscito dalla moda da un paio di secoli nel pensiero filosofico, sociale, economico e politico?

    Ma non vi ricordate, signori Crugnola e Bortoluzzi, quando anche voi mordevate chi era seduto lì prima di voi, se lo ritenevate lecito? A voi era possibile criticare, agli ora altri no?
    Forse una lettura dell’apologo gatto che si era iscritto alla società del “Libero pensiero” raccontata di Trilussa, potrebbe esservi molto utile…

    Chapeau per la classe che dimostrate, a solo 30 giorni dal voto!!!

    Almeno io, a differenza dei politici (perché chi si mette in lista, è votato, e siede in “Consiglio comunale”, “de facto” e “de iure” diventa “politico”) posso vantarmi di una sola cosa: essere SEMPRE uguale a me stesso.
    Qualcuno disse (era il mio professore di Letteratura italiana) negli anni del Liceo, che Belli era “Sui generis”; oggi credo di potermene vantare, vedendo la “classe” dell’attuale politica.

    E quest’atteggiamento di lor signori, dimostra, ad esempio, perché, capito l’andazzo, preferii allontanarmi dal PD un anno fa: io sempre rispettoso di tutti sì, ma incatenato no.

    Mi prendo 6 mesi, come ho già scritto, per vedere i primi risultati della novella amministrazione, proprio per non giudicare “a vanvera” ed affrettatamente.
    Poi, però, se ancora saremo in democrazia (ma, da Renzi in giù credo che questa parola sia oltremodo “travisata”), mi permetterò di affermare la mia, che piaccia o che provochi l’orticaria a qualcuno…

    Cordialmente.
    Bruno Belli.

  7. Sergio il 24 luglio 2016, ore 16:58

    Caro Belli, i giovani che conosco io non hanno i ben oltre 40 anni che ha lei e che pertanto giovane non è più. I giovani che conosco io di anni ne hanno poco più di 20, hanno una laurea, un master universitario o un dottorato di ricerca, magari pure un diploma di conservatorio, parlano due o tre lingue straniere e si sbattono dalla mattina alla sera magari semplicemente per dimostrare al mondo di cosa sono capaci. Loro non si sono candidati dapprima con la destra, non sono poi corsi a sinistra per abbracciare infine Forza Italia… (senza candidarsi, per carità, ma per coglierne potenziali opportunità). No. E nemmeno sanno cosa sia il lusso di definirsi degli “umanisti”, semplicemente perché non possono, perché hanno famiglie che dopo essersi svenate per portarli alla laurea non sono più in grado di mantenerli. I giovani che conosco io, con i loro titoli di studio fanno i camerieri al bar nel fine settimana. Uno di loro su Trilussa ha scritto la tesi di laurea, un altro la sua l’ha dedicata ai sistemi microeconomici emergenti, e per quanto competentissimi ciascuno nel proprio campo non urlano, non protestano, non dicono “lei non sa chi sono io”, perché il problema loro è il lavoro che non trovano. Ecco: al dott. Bortoluzzi e al prof. Crugnola dico che se ci sono dei giovani da ascoltare la precedenza andrebbe a questi signori, a questi giovani silenziosi e competenti. A Lei, caro Belli, dico anzitutto di rassegnarsi all’anagrafe e poi umilmente, almeno per una volta, dopo averne dette tante prima a destra, poi a sinistra e infine ancora a destra, di farsi paladino di Dinouart e praticare l’arte di saper tacere.

  8. Marco Massa il 24 luglio 2016, ore 17:23

    Grande Belli!!!
    Il fatto che, con la precedente amministrazione, come adesso con questa, quello che Lei afferma non sia mai passato inosservato e che susciti in alcuni il “mal di pancia”, va solo a suo onore, perchè significa che non parla mai a sproposito, sempre sopra della parti e con affilata intelligenza.
    E “dà fastidio”, a chi non può permettersi di fare altrettanto (per svariati motivi), vedere che ci sia chi, come il fanciullo nella fiaba dei “Vestiti nuovi dell’imperatore”, riveli serenamente che “il re è in mutande”.

  9. a.g. il 24 luglio 2016, ore 22:42

    Però adesso un po’ di calma e intelligenza: non è possibile continuare a fare (in buona fede) paragoni e confronti tra amministrazione precedente e i suoi 23 anni di governo e l’attuale amministrazione, in carica da poche settimane..suvvia, un po’ di equuilibrio, un po’ di buona fede….

  10. Emiliano il 24 luglio 2016, ore 23:28

    L’unica cosa certa è che la forma non è sostanza e che il dire non è fare.

    Dunque che lorsignori tacciano ma facciano… possibilmente bene.
    Non c’è fretta, nessuno ha la bacchetta magica ci mancherebbe, ma come prima cosa la smettano di tirarsela evitando di reagire come primedonne inacidite.

  11. Mariella il 25 luglio 2016, ore 00:54

    Non riesco a capire l’intervento del signor “sergio”.
    Cosa c’entra un attacco personale a Bruno Belli, che, prima, fa una semplice considerazione personale, lecita, credo, e poi risponde argomentando su di un’ironia gratuita che, in effetti, da parte del prof. Crugnola, non mi sarei veramente aspettata?

  12. Giulio Gianelli il 25 luglio 2016, ore 10:43

    La forma non può essere sostanza, nè viceversa, soprattutto se ci si riferisce, come in questo caso, all’ambito degli atti amministrativi.
    Belli ha ragione, non c’è dubbio e fa anche bene a “richiamare” i nuovi consiglieri comunali a cercare di agire come hanno promesso, facendolo da subito.
    D’altra parte, avendo letto anche certe proposte un po’ campate per aria, gli inni prima delle riunioni, la biblioteca che dovrebbe restare dove è con tutti i problemi reali che ne inficiano, attualmente, un migliore funzionamento, non lasciano certo ben sperare.
    Aspettiamo di vedere, quindi, qualche risultato.
    Ma Belli, ancora una volta, ha ragione in quello che ha scritto.
    Il resto sono soltanto chiacchiere.

  13. Giancarlo il 25 luglio 2016, ore 10:49

    “Da cittadino, di un politico m’importano i fatti, non le parole – di quelle ne sono state già dette fin troppe… (e poi le parole servono a me, che sono un semplice umanista e giornalista, non a voi che siete i Governatori della città)…
    Quindi…passate ai primi fatti, grazie!”.
    Credo che il succo del discorso stia in questo pensiero di Belli condivisibile da noi semplici cittadini…

Rispondi

 
 
kaiser jobs