Varese

Varese, Sosta gratuita, le perplessità di Legambiente e FiabCiclocittà

parcheggioooooLe prime dieci delibere della Giunta Galimberti sono state approvate. Tutte e dieci sono di fatto una realizzazione delle promesse elettorali che più hanno presa sui media, dalla definitiva abolizione del parcheggio alla prima cappella del Sacro Monte, fino al ritorno del parcheggi blu gratuiti durante la pausa pranzo e nelle ore serali.

Ed è quest’ultima delibera a lasciarci perplessi: capiamo che si tratta di una promessa elettorale da mantenere, ma senza altri interventi di sistema, che ripensino la mobilità cittadina nel suo complesso, potrebbe avere dei risvolti negativi, ad esempio incoraggiare ulteriormente la sosta selvaggia, andando verso una città ancora più a misura di automobile e non verso una Varese basata su un modello di mobilità europeo. Una direzione contraria anche alle linee guida dell’azione amministrativa illustrate in campagna elettorale dallo stesso Galimberti e da altri autorevoli membri della sua Giunta.

Ci auguriamo che gli interventi futuri sul tema riguardino veramente la mobilità, e possano partire da uno stretto scambio di esperienze con chi, ad esempio, ha confermato a Milano l’area C, o con i modelli “car free” di moltissime città europee.

Il pagamento per la sosta nei parcheggi a raso è, di fatto, un’altra forma della tassa per occupazione del suolo pubblico, ed è per questo che ci sembra sbagliato non chiederla da parte del Comune: le strade, suolo pubblico, devono essere maggiormente a disposizione di chi ci transita in maniera sicura e sostenibile, come ciclisti e pedoni. Togliere i parcheggi di superficie per allagare i marciapiedi, inserire la possibilità del doppio senso di marcia per le biciclette nelle strade a senso unico per le auto: sono solo alcuni esempi di provvedimenti che hanno come centro il concetto di restituire il suolo pubblico ai cittadini che vogliono vivere Varese pensandola al futuro.

Valentina Minazzi, Legambiente Varese Onlus

Leonardo Savelli, presidente Fiab Varese Ciclocittà

 

 

18 luglio 2016
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5 commenti a “Varese, Sosta gratuita, le perplessità di Legambiente e FiabCiclocittà

  1. Nico il 18 luglio 2016, ore 15:00

    Insomma quelli di Legambiente adesso vogliono decidere come i cittadini debbano muoversi Se mi va esco in bicicletta, altrimenti se mi fanno male le gambe esco in auto. Saremo liberi di fare come meglio crediamo, oppure dobbiamo assogettarci agli ambientalisti della domenica?

  2. LM il 18 luglio 2016, ore 18:09

    Finalmente una voce fuori dal coro.
    X Nico: parliamo di politica della mobilità, di cosa incentivare e cosa no, e spetta all’amministrazione portare avanti una visione e una strategia coerente nella direzione della sostenibilità.
    La libertà del singolo non è in discussione, ovviamente.

  3. Nico il 18 luglio 2016, ore 21:22

    Siccome io non sono un ambientalista della domenica, sono 40 anni che dico le stesse cose,peraltro inascoltato naturalmente Vari interessi,compresi quelli produttivi, per far cassa, piu’ auto piu’ multe. Per far diventare un piano operativo in questa direzione ci vorra’ l’intera legislatura e molti soldi per le infrastrutture, appositi incontri per convincere i cittadini che meno traffico e’ sinonimo di migliore qualita’ della vita. Tutto cio’ che dico e’ risaputo da tantissimo tempo, se nessuno vi a mai messo mano, credo che si continuera’ cosi’.

  4. Emiliano il 19 luglio 2016, ore 13:16

    A Milano si è data, al contrario, eccessivo spazio e libertà ai ciclisti… ma non a quelli “della domenica” bensì a quelli della vita quotidiana, perlopiù distratti, disattenti, spesso maleducati, ma soprattutto PERICOLOSI per l’incolumità dei pedoni, ovvero l’ultima ruota del carro.
    Varese è una citta piccola e con strade piccole… allargare i marciapiedi servirebbe proprio ai ciclisti, i quali sfreccerebbero tranquillamente a fianco dei malcapitati pedoni. Essendo i ciclisti silenziosi, e non rumorosi come un’auto o una moto, è un attimo che qualcuno si faccia male.
    Che poi a Varese troppi usino l’auto anche solo per fare 500 metri di strada, lo sanno tutti, ed è difficile (ma non impossibile) porvi rimedio.

    E’ questa la città “civile” e a misura d’uomo che vogliamo? Pensiamoci.

  5. enzo il 22 luglio 2016, ore 08:42

    ….un semplice esempio! L’analisi si deve basare sulle reali necessità di accesso in città con i mezzi di trasporto! Un conto è andare al ristorante un conto è recarsi per lavoro o semplici esigenze quotidiane! Se alla sera e a mezzogiorno il parcheggio è gratuito andare al ristorante è meno costoso, se durante il giorno si paga il costo del lavoro aumenta e ogni esigenza ” diurna ” del cittadino comporta un esborso economico! Non è sicuramente un problema quantificare ciò!
    Chi va al ristorante e al lavoro in bicicletta? Ciò non toglie la necessita delle piste ciclabili ma in differente contesto.

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