Varese

Varese, Al Sacro Monte i “Sacri Concerti” della milanese Suor Claudia Rusca

monacheProseguono i concerti di Sacro Monte Musica con un appuntamento speciale fissato per martedì 19 Luglio ore 21 in Santuario.

Il concerto, promosso dall’Assessorato alla Promozione del Territorio del Comune di Varese e dall’Associazione Cameristica di Varese in collaborazione con “Tra Sacro e Sacro Monte”e Fondazione UBI, propone le musiche inedite di Suor Claudia Francesca Rusca, una suora di clausura del XVII secolo per coro e piccolo consort di strumenti.

“I Sacri Concerti” della Rusca, ci porteranno a conoscere dal vivo un esempio di produzione musicale femminile all’interno dei monasteri, molto diffusi in quell’epoca. Alla guida del gruppo vocale e strumentale Biscantores, il M. Luca Colombo accompagnato da Fabio Ravasi, violino, Marco Angilella, viola da gamba, Marcello Serafini viola da gamba e chitarra barocca, Chiara Nicora, clavicembalo.

Voci recitanti Silvia Sartorio e Francesca Porrini.

L‘edizione originale del 30 gennaio 1630 dei “Sacri concerti” di Suor Claudia Francesca Rusca giunge a noi per una serie fortuita di coincidenze. Le musiche della monaca del Monastero di Santa Caterina in Brera a Milano furono da subito conservate presso la Biblioteca Ambrosiana e lì rimangono, probabilmente mai visionate, fino al terzo decennio del XX secolo, quando un giovane musicista ticinese, Walter Jesinghaus, decide di studiarle. Spinto dal desiderio di dare una maggior dignità alla cultura musicale del cantone, e convinto che la suora possa essere di origine svizzere in quanto il nome è molto diffuso nel locarnese e luganese, decide di fotografare l’intera edizione e di esporla in una mostra d’arte nel 1938 nel castello di Locarno.

Il saggio Jesinghaus mai avrebbe sospettato che nella notte tra il 15 e 16 agosto 1943 Milano sarebbe stata bombardata dagli angloamericani, e che un’ala della biblioteca ambrosiana sarebbe stata distrutta mandando in cenere oltre 55.000 volumi antichi: tra questi, oltre grandiosi capolavori del Rinascimento, anche l’edizione della Rusca. Quindi le foto scattate dal musicista ticinese sono a tutt’oggi l’unica fonte dei “Sacri concerti” e sono conservate presso l’Archivio di Stato del Cantone Ticino a Bellinzona.

Sulle origini della monaca di clausura Claudia Francesca Rusca rimane purtroppo il dubbio, in quanto non si riesce a risalire alla fede di battesimo. Sulla vita abbiamo interessanti informazioni da una “Biografia” del 1648 scritta da una monaca dello stesso monastero, che dà curiose informazioni sulle varie suore. Della Suora Rusca si dice essere morta nel 1676 all’età di 83 anni e quindi nata nel 1593. Ha vissuto la maggior parte della sua vita nel Monastero di Santa Caterina in Brera a Milano (oggi il Monastero non esiste più).

Nel 1630 vengono pubblicate le sue musiche per volere dei fratelli che sono le uniche giunte a noi e forse le uniche composte. Della vita musicale all’interno dei monasteri abbiamo diverse testimonianze grazie al fitto carteggio tra le monache e il cardinale Federico Borromeo e sappiamo che ogni monaca poteva aver il suo clavicordo e tenere in camera un sordino per studiare musica. Il caso della Rusca è un fatto eccezionale che mette in luce non solo la figura della donna compositrice in un mondo musicale prettamente maschile, ma anche di una suora di clausura che riesce a pubblicare, e quindi a far conoscere ai posteri, le sue eccezionali virtù.

 

18 luglio 2016
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