Lettere

La Nave di Galimberti e l’Arca di Noè

Comune Varese (2)Che differenza corre, caro Direttore, tra la Nave di Galimberti – da Te citata – pronta a salpare con il suo carico di donne e uomini e l’Arca di Noè? Forse nessuna, forse mille.

Forse nessuna, perchè Galimberti, così come Noè, ha caricato almeno una coppia per genere/specie e dove non ha potuto fare l’accoppiata, quantomeno un posto lo ha riservato a tutti, fatto questo che ha salvato il concetto di rappresentatività della coalizione e di sdebitamento esplicito per cortesie elettorali.

Forse mille, perchè il Sindaco qualcuno lo ha lasciato comunque a terra. Cosa che non fece Noè che imbarcò sull’Arca anche gli animali meno amati, o comunque potenzialmente pericolosi.

La differenza tra il comportamento dei due “Comandanti” deve essere peraltro valutato sotto l’aspetto “storico”.

Il Sindaco deve fare politica ed amministrare su mandato elettorale (degli uomini), mentre Noè rispondeva al suo Dio che decise di salvarlo, in quanto uomo retto, quando pensò bene di sterminare l’umanità corrotta attraverso il diluvio universale. Sicchè Galimberti utilizza il libero arbitrio al meglio, decidendo di premiare coloro che potrebbero aiutarlo a navigare nei prossimi cinque anni, mentre Noè fu costretto a caricare ogni genere di animale, ad eccezione del mammifero per eccellenza, quello con il pollice opponibile, non certo per sua scelta, ma per imposizione divina.

E qui intravedo finalmente le differenze tra la Nave e l’Arca. Se si vuole dare una svolta in meglio alla politica ed al modo di amministrare, non vi è dubbio che le scelte le debba fare il Comandante, laicamente ed in autonomia, che dovrà essere libero di caricare donne e uomini competenti da utilizzare come risorsa per portare a termine gli impegni previsti dal Programma Elettorale.

Ed il Comandante non può essere obbligato a circondarsi di persone a lui imposte “dall’alto” e donne o uomini che non abbiano alcuna competenza specifica, ma che siano stati raccomandati o indicati dai Partiti. Se si riuscirà finalmente ad uscire da questa logica poco virtuosa, che è costata cara al nostro Paese, ne avremo tutti un beneficio.

Mi auguro che le scelte del Sindaco siano state fatte secondo questa linea, che va a premiare quelle persone che lui ritiene possano dargli una mano nella gestione della cosa comune per il prossimo lustro. Sicuramente qualche segnale in questo senso c’è già, anche se la nomina di Stefano Melerba, con tutto il rispetto e l’amicizia di una vita per il Birmano, qualche dubbio me lo lascia.

E non parlo delle competenze dell’uomo, ma semmai della logica che lo ha portato ad occupare lo scranno che fu già di Roberto Puricelli il quale, non nacque imparato, ma lo divenne; ecco mi auguro che lo Stefano possa diventare prestissimo come Roberto con il quale lo lega sicuramente almeno una cosa, una bella dose di ironia.

Sempre tenendo fermo il primario concetto che vuole il Presidente del Consiglio Comunale uomo super partes per eccellenza e sono sicuro che Stefano, da buon Milanista e uomo di sport, riuscirà a rispettare il mandato.

Giulio Moroni

12 luglio 2016
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6 commenti a “La Nave di Galimberti e l’Arca di Noè

  1. Alessandro il 12 luglio 2016, ore 17:02

    Ore 17, mentre la giornata lavorativa volge al termine giunge rasserenante un delirio politik-biblico-sportivo.
    Era dai film di Fantozzi che non si vedeva roba simile.
    E come i film di Fantozzi certe cose dovrebbero limitarsi a far ridere e basta.

    Piccole postille:
    1) Noè era un uomo e aveva il pollice opponibile.
    2)Mi chiedo cosa il Signore Dio di Noè (che forse è anche il nostro) pensi di questa alleanza CL-sinistra-Allahakhbar
    3)il simbolo del Milan è il diavolo. Manco i romanzi di Dan Brown
    4)Galimberti “unto da Dio” è la prossima frontiera?

  2. giuliomoroni il 12 luglio 2016, ore 22:11

    Al contrario di Alessandro non amo prendermi troppo sul serio e quindi non mi sento per nulla colpito dal suo commento.
    Comunque dal momento che si giunge a mettere in dubbio la mia sanità mentale, forza Alessandro fuori nome e cognome che ti sfido a biglie sulla spiaggia di Cesenatico.

  3. a.g. il 12 luglio 2016, ore 22:19

    Come sempre, Moroni è un grande…

  4. paolo rossi il 13 luglio 2016, ore 12:40

    Simpatica metafora che supporta un ragionamento intelligente. Nel merito poco da aggiungere. Certo, un sindaco ha il diritto di scegliersi l’ Esecutivo a sua misura, una Giunta che a lui sembra utile e qualificata per la città che deve amministrare. Nulla da eccepire dunque rispetto una scelta perfettamente legittima. Poi c’è la politica, certo, anche quella dei partiti. Non è di moda, vive una radicata decadenza, ma non si può ignorarla in un sistema democratico nonostante limiti che vanno certamente superati. Da ultimo, ma non in fondo a tutto, il consenso della gente, le preferenze. Non sono un orpello, ma un’ indicazione chiara dei cittadini. Si può considerarla od ignorarla. Sono della ‘vecchia guardia’, tenderei a consigliare un orientamento verso la prima opzione. Un caro saluto e, visto che ci sono, globalizzazione a parte, viva l’ Ambrosiana-Inter.

  5. Emiliano il 13 luglio 2016, ore 13:09

    Non so a quale ora Moroni abbia pubblicato il suo intervento, bello, ironico e tutt’altro che delirante, ma do retta al commento di Alessandro, che avendo risposto alle 17,02 si è meritato il premio come miglior “risponditore automatico” di Varese Report.
    Questa è efficienza!

  6. enzo il 18 luglio 2016, ore 08:33

    ….Probabilmente la Sig. Oprandi non era all’altezza di gestire la cosa comune e priva di competenze! Peccato che 700 e più cittadini( un bel numero ) la pensino diversamente!

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