Mantova

Mantova, Festivaletteratura, ventesima edizione. Percorsi e autori

Un incontro di Festivaletteratura

Un incontro di Festivaletteratura

Festivaletteratura arriva quest’anno alla sua ventesima edizione. Il corteo festoso con cui si è pensato di accompagnare questa speciale ricorrenza si è avviato già da febbraio di quest’anno: scrittori e artisti da tutto il mondo sono scesi a Mantova – insignita del titolo di Capitale Italiana della Cultura 2016 – per colorare di Festival già i mesi invernali e primaverili di questo ventesimo anno.  

La ventesima edizione di Festivaletteratura si aprirà proprio con un grande, travolgente corteo per le vie della città imbandierate a festa: per domenica 4 settembre sono attesi a Mantova da tutto il mondo gli oltre 5000 volontari che hanno dato vita ed energia al Festival dal 1997 ad oggi. Musiche, canti, manifestazioni di gioia, tripudio di coriandoli e di fazzoletti agitati al vento per salutare e dire grazie a chi si è fatto blu per Festivaletteratura, a chi – tolta la maglietta – ha fatto fruttare l’esperienza del Festival in nuovi, entusiasmanti progetti.

Chiusa la parata – che sarà preceduta sabato 3 settembre da un’anteprima con Jonathan Safran Foer, tornato al romanzo dopo undici anni – il Festival tornerà alla sua sorprendente normalità, nei canonici cinque giorni che quest’anno vanno da mercoledì 7 a domenica 11 settembre, ponendo la letteratura al centro e facendone ancora una volta lo spazio in cui ritrovarsi.

Tra memoir e microstorie, saghe familiari e auto-fiction, ecco arrivare al Festival autori come l’ irlandese Edna O’Brien, il premio Pulitzer americano Roger Rosenblatt, la vincitrice del Prix Goncourt Lydie Salvayre, Dany Laferrière, autore di romanzi d’impronta autobiografica e primo scrittore di origine haitiana a divenire accademico di Francia. Al proprio personale passato guardano Siegmund Ginzberg e Wlodek Goldkorn raccontando attraverso mirabolanti genealogie la storia europea del Novecento, il giudice Ennio Fassone, riprendendo in mano la corrispondenza tenuta per anni con un condannato per mafia, o Mario Fortunato, per dire di una gioventù oggi fuori da qualsiasi esperienza, come quella da vissuta a fianco di Pier Vittorio Tondelli e Filippo Betto. E nella scrittura cercano il senso delle passioni e del lavoro di una vita figure come Charlotte Rampling, Silvia Vegetti Finzi, l’antropologa Clara Gallini o Francesco De Gregori, al Festival per raccontare e per raccontarsi.

Gli autori del passato offrono sempre un approdo utile e a chi è in cerca di sé e delle domande giuste da rivolgere al proprio tempo. Nell’anno delle celebrazioni shakespeariane, Jeanette Winterson e Howard Jacobson tornano al Festival per portare la propria riscrittura di alcune delle opere del Bardo – rispettivamente Il racconto d’inverno e Il mercante di Venezia –, mentre un’articolata antologia shakespeariana e al centro del recital della poetessa Patrizia Cavalli. Cees Nooteboom si raccoglie idealmente in meditazione sulle tombe dei poeti, Senel Paz si confronta con Gabriel García Mrquez, lo scrittore argentino Alan Pauls si immerge nell’universo di Jorge Luis Borges per distillare lo specifico carattere borgesiano, Lyndall Gordon e Stefania Bertola si misurano nuovamente con l’opera di Charlotte Brontë. Alla grande letteratura si affida il giurista Bruno Cavallone per tentare una lettura antropologica del processo; così come – parlando ai ragazzi – Pino Costalunga sente l’esigenza di tornare a Roald Dahl. Nel dialogo a distanza con gli intellettuali che nel corso dei secoli hanno occupato le poltrone dell’Académie française, l’accademico di origine libanese Amin Maalouf cerca di delineare il profilo di un’identità francese oggi più che mai contesa e in evoluzione, in un anno in cui al Festival la presenza d’oltralpe è particolarmente significativa (oltre agli autori già citati, saranno a Mantova tra gli altri Christophe Bataille, Sorj Chalandon, Christophe Léon, Guillaume Musso, Olivier Rolin, Antoine Volodine). Nello stesso solco si colloca l’intima lettura di Nanni Moretti del romanzo epistolare Caro Michele di Natalia Ginzburg, nel centenario della nascita della scrittrice.

Ai carteggi come forma di reciproco rispecchiamento nella scrittura, ricercato spazio di confidenza e al tempo come paziente tessitura di relazioni, trame e mondi è dedicata quest’anno un’attenzione non marginale. In anteprima nazionale, sarà rappresentata al Festival Lettere dalla notte, una scelta delle lettere tra Nelly Sachs e Paul Celan che Chiara Guidi propone come spettacolo ed esercizio di coro civile e Anna Ruchat e Giulio Busi come conversazione di poesia. Attesissimo giunge l’epistolario di Baldassarre Castiglione, affresco sofferto e grandioso della vita culturale, artistica e diplomatica al tramonto del Rinascimento presentato da Angelo Stella e Stefano Jossa; mentre nel privatissimo carteggio tra Cristina di Lorena e Caterina de’Medici Gonzaga – raccontato al festival da Maria Pia Paoli ed Elisabetta Stumpo – si assiste a un dialogo tra madre e figlia sul ruolo della donna tra limiti e opportunità dell’ordine sociale seicentesco. La scrittura diaristica vede invece un appuntamento nel programma dei ragazzi, curato da Guido Sgardoli e Fabrizio Casa.

Sugli spazi di libertà femminile, sulle scelte per affermare un’identità sempre costretta in schemi e stereotipi di subalternità, insistono molti degli appuntamenti in calendario quest’anno al Festival. Una discussione aperta sul tema della maternità accomuna gli incontri tra la francese Linda Lê e Flavia Piccinni e tra la narratrice irlandese Maggie O’Farrell e Gaia Manzini. Laura Lepetit con Ginevra Bompiani ripercorre il suo cammino di femminista atipica; Paolo Ercolani propone una riflessione sulla storia della misoginia; mentre di corpi femminili mercificati e sottomessi ai desideri maschili Michela Murgia parla con la giovane scrittrice Louise O’Neill, autrice di un distopico romanzo che ha profondamente scosso il pubblico americano. Presenze femminili di grande forza letteraria a Festivaletteratura 2016 sono senz’altro l’irlandese Anne Enright, vincitrice nel 2007 del Man Booker Prize; la gallese Sarah Waters, nuova interprete del romanzo d’epoca vittoriana; l’argentina María Teresa Andruetto, autrice crossover vincitrice nel 2012 del Premio Andersen per la letteratura d’infanzia; e Dorit Rabinyan, la giovane autrice israeliana censurata in patria per aver raccontato nel suo ultimo romanzo una storia d’amore tra un artista palestinese e una ricercatrice figlia d’ebrei iraniani. A Elena Ferrante e al suo successo negli Stati Uniti è dedicato un incontro che vede protagonista, insieme a Luisa Muraro, la giovane Jami Attenberg, tra le più interessanti voci della letteratura ebraica americana

Anche quest’anno Festivaletteratura inserisce in programma un focus dedicato a una delle letterature che si dimostrano di maggiore vitalità e interesse nel panorama internazionale. Nel 2016 l’attenzione si concentra sulla letteratura canadese, impostasi prepotentemente alla ribalta in questi ultimi anni dopo il premio Nobel a Alice Munro. La scelta come sempre ha privilegiato autori che hanno ottenuti numerosi riconoscimenti all’estero ma forse ancora non adeguatamente conosciuti in Italia. Oltre al già citato Laferrière, saranno al Festival la poetessa e narratrice Jane Urquhart; Alan Bradley, affermato autore di storie di mistero; Frances Greenslade, scrittrice che di recente ha felicemente esordito nel romanzo; Allan Stratton, universalmente noto per i suoi libri rivolti al pubblico degli adolescenti.

Nel segno del ritorno si possono accomunare alcune delle più attese presenze di grandi scrittori stranieri al prossimo Festival. A questa ventesima edizione il pubblico avrà modo di rincontrare dopo un lungo periodo di assenza autori come Julian Barnes, Jonathan Coe, Jay McInerney e Alain de Botton. E decisamente internazionale è il tono che assume quest’anno il giallo a Festivaletteratura: gli appassionati del genere potranno soddisfare la propria sete di delitti negli incontri con Louise Doughty, seguitissima autrice inglese oltre che critico letterario, il danese Jussi Adler-Olsen e la britannica Fiona Barton, il cui ultimo thriller è stato tradotto in ventotto paesi. Narratore inclassificabile e felicemente enciclopedico è l’inglese David Mitchell, più volte finalista al Booker Prize. Sul fronte della letteratura per ragazzi, oltre ai nomi già segnalati, spiccano senz’altro quelli di Martina Wildner, vincitrice nel 2014 del Deutscher Jugendliteraturpreis, dell’islandese Thórarinn Leifsson e – per i piccolissimi – della scrittrice e illustratrice francese Magali Le Huche e di Mo Willems, popolarissimo autore delle storie di Reginald e Tina.

L’azione di scouting verso nuovi talenti della letteratura europea prosegue come sempre con Scritture Giovani, in collaborazione con l’Hay Festival e l’internationales literaturfestival berlin. Un’edizione tutta la femminile quella di quest’anno, che porterà a Mantova Ilaria Gaspari, Rebecca F. John, Mercedes Lauenstein e Nina Polak a mostrare il proprio valore nella stesura del racconto richiesto dal progetto sfidando nientemeno che uno dei capolavori shakespeariani: Much Ado about Nothing. I nuovi lemmi del Vocabolario Europeo – come sempre coordinato da Giuseppe Antonelli e Matteo Motolese – saranno scelti quest’anno da Sorj Chalandon, Jenny Erpenbeck, Gazmend Kapplani, Thórarinn Leifsson, Michela Murgia, Jo Shapcott e Fredrik Sjöberg.

Per venire alla narrativa italiana, Stefano Benni sarà al Festival per festeggiare con una folta schiera di amici i primi quarant’anni di Bar Sport. Marco Malvaldi e Chiara Valerio spiegheranno come due “scienziati” possono trasformarsi in amanti della letteratura, Hans Tuzzi e Antonio Manzini si confronteranno sullo stato dell’editoria, i suoi meccanismi e il rapporto con i lettori; degli effetti benefici della letteratura parleranno invece Marcello Fois e Fabio Stassi. A rappresentare il giallo italiano saranno Gianni Farinetti, Lodovico Festa e Alessandro Robecchi, il racconto fantapolitico Giovanni Floris, mentre a difendere un romanzo intimista, più orientato sugli affetti e sulle diverse fasi della vita saranno Beatrice Masini ed Elvira Seminara. Tra gli autori più giovani vanno senz’altro segnalati Emiliano Poddi, Stefano Trinchero e, nell’ambito della poesia, Giorgio Ghiotti accompagnato da Vivian Lamarque. Tornano al Festival per raccontare nuove storie Simonetta Agnello-Hornby, Tullio Avoledo, Roberto Calasso, Erri De Luca, Paolo Maurensig e Antonio Pennacchi.

La ventesima edizione non volge però le spalle al mondo. Quelli che stiamo affrontando sono tempi di grandi rivolgimenti in terra e nell’aria, e il Festival cerca di non essere semplice spettatore. Prima di tutto riguardo all’ambiente. Un grande scrittore sarà chiamato a interrogare un esperto come Grammenos Mastrojeni per capire che cosa può fare, oggi, la letteratura per cercare di sensibilizzare tutti noi a cambiare i nostri comportamenti quotidiani che contribuiscono ad accelerare l’inarrestabile surriscaldamento del pianeta. A molti degli ospiti presenti il Festival chiederà di suggerire una azione da tentare come donne e uomini della cultura e dell’arte per far sorgere una nuova sensibilità ambientale. Questi brevi interventi, previsti all’interno dei normali incontri in programma, saranno poi raccolti e diffusi attraverso il sito di Festivaletteratura. Alle diverse declinazioni del tema ambientale sono inoltre previsti specifici appuntamenti all’interno del programma. Carlo Petrini e Pavan Sukhdev, economista che ha lanciato il modello di Corporation 2020 per un’impresa attenta alla natura e alla società, si confronteranno su come soddisfare il fabbisogno alimentare del pianeta in un clima che cambia; Ferdinando Boero e Serenella Iovino si interrogheranno sul concetto di ecologia a 150 anni dalla sua prima formulazione; Emanuele Bompan si soffermerà sul concetto di economia circolare e rigenerativa; Daniele Pernigotti proverà a spiegare ai ragazzi le nostre responsabilità rispetto all’emergenza climatica.

Oggi c’è un rapporto sempre più stretto tra le ripercussioni dei cambiamenti climatici – l’innalzamento del livello dei mari, la desertificazione, etc. – alle migrazioni dei popoli: alcune stime prevedono che solo tra dieci anni il clima sarà la principale causa dello spostamento di intere comunità da una parte all’altra del pianeta. All’esodo di singoli e popoli dalle proprie terre di origine, al bruciante tema delle frontiere, alle ridefinizioni identitarie in relazione alle presenze percepite come straniere è dedicato ampio spazio all’interno del programma 2016. Un infopoint sulle migrazioni, realizzato in collaborazione con Open Migration e Forensic Oceanography, sarà aperto in piazza delle Erbe per tutta la durata della manifestazione. L’infopoint punta a fornire gli strumenti di base per affrontare la complessità dei fenomeni migratori in corso e della loro storia recente, superando le letture semplificatorie ed emotive offerte dall’informazione mainstream. Attraverso dati, elaborazioni grafiche, bibliografie mirate, produzioni video, collegamenti streaming dai più caldi punti di accesso alla fortezza europea, il pubblico avrà l’opportunità di prendere coscienza dei movimenti in corso e di formarsi un’opinione più consapevole. Non meno autorevoli le voci di narratori, poeti e intellettuali presenti al Festival – Gazmend Kapllani, Alessandro Leogrande, Jenny Erpenbeck, Juan Villoro, Leonardo Zanier – che ci riportano alle tormentate storie dell’immigrazione o, come per lo scrittore algerino Boualem Sansal, agli incubi che può suscitare lo scontro culturale, o ancora alla ridefinizione dei diritti e del concetto stesso di cittadinanza, come sostiene l’ex-ministro francese Christiane Taubira. Di migrazioni parlerà anche – con i ragazzi – lo spettacolo di Maman Ida. Il Mediterraneo è il protagonista principale di gran parte questi racconti, come luogo di relazione e di erranza, di contagio culturale e di naufragio delle speranze, come riveleranno gli incontri col Prix Goncourt 2015 Mathias Énard, Franco Cardini, Alessandro Vanoli. Ad Alessandria d’Egitto, fascinoso crocevia di lingue, religioni e idee di libertà, è quest’anno la città in libri scelta da Elisabetta Bartuli e Luca Scarlini per essere visitata attraverso una bibliografia ragionata, offerta in lettura ai frequentatori del Festival presso la Tenda dei Libri. La biblioteca comprenderà testi greci, ebraici e arabi, nonché scritti di visitatori di eccezione (da E. M. Forster ad Anatole France) e romanzi e libelli legati alla presenza di una costola dell’anarchia italiana e ospiterà eccezionalmente gli interventi di due profondi conoscitori di Alessandria: Umberto Pasti ed Elia Schilton.

Le storie di migrazione sono senz’altro l’esempio più forte di una propensione al racconto del reale che si può cogliere anche in molti altri autori ospiti a questa edizione, e che a volte sfocia in una rappresentazione più viva e potente della storia recente, come accade per il Sudamerica di Juan Gabriel Vásquez e Paco Ignacio Taibo II, per il lontano oriente del coreano Jung-myung Lee, per i tropici esplorati dai ricercatori occidentali di Lily King. In quest’ambito si collocano senz’altro gli incontri di Angelo Ferracuti e Giorgio Boatti sull’Italia di profondità e di Filippo Minelli, Emanuele Galesi e Wu Ming 1 sugli scempi architettonici della pianura padana, di Concita De Gregorio sulle ragazze di oggi e di Eraldo Affinati sulle Barbiana del nostro tempo. In piazza Alberti torna Meglio di un romanzo, la call for papers indirizzata a giovani dai 16 ai 30 anni pronti a sottoporre il proprio progetto di giornalismo narrativo alla valutazione di reporter esperti e del pubblico presente. Per la prima volta quest’anno, il progetto più interessante in relazione ai temi previsti per l’edizione 2017 sarà sostenuto da Festivaletteratura e sviluppato sul sito internet www.festivaletteratura.it. La rassegna stampa mattutina delle Pagine della cultura vedrà invece impegnati Louise Doughty, Mathias Énard, Evgeny Morozov e Dorit Rabynian, intervistati da Alberto Notarbartolo e Piero Zardo.

Prosegue nel 2016 la ricerca di prototipi, l’officina di Festivaletteratura rivolta alla creazione di nuove forme del libro per l’era digitale. Anche quest’anno il laboratorio, che prevede la partecipazione di giovani tra i 18 e i 32 anni, inizierà la sua attività nelle settimane antecedenti al Festival, presentando nel corso della manifestazione i primi risultati della ricerca. L’idea progettuale di quest’anno, lanciata dall’architetto e designer Riccardo Blumer, invita i giovani partecipanti a lavorare su sistemi di scrittura automatica a bassa complessità e di narrazione accompagnata, in relazione alle aggregazioni di storie che i potenti algoritmi alla base dei sistemi dominanti operano quotidianamente sulle informazioni che lasciamo in rete nel momento in cui ci relazioniamo su internet. Su questi stessi temi e più in generale sull’influenza delle nuove tecnologie nella nostra vita di oggi e nella costruzione del nostro futuro, vanno segnalati in programma gli incontri con Alec Ross, già consigliere per l’innovazione di Hillary Clinton, Evgeny Morozov e Corrado Augias, che riprenderà la riflessione sul futuro del libro avviata in occasione della sua partecipazione alla prima edizione del Festival nel 1997.

Alla continua ricerca della verità attraverso l’interpretazione dei segni che abbiamo nel mondo intorno a noi propria della scienza corrisponde in qualche modo quella condotta attraverso l’interrogazione assidua della parola tramandata. Al Talmud come pratica esegetica che sfocia in un sapere enciclopedico sono dedicati una conversazione tra Stefano Levi Della Torre e Giulio Busi e un vero e proprio seminario di lettura talmudica. Più incentrato su una spiritualità libera e positiva, in felice dialogo con il cosmo, è il dialogo tra i teologi Matthew Fox e Antonietta Potente, mentre Frei Betto e la giornalista Rosa Miriam Elizalde Zorrilla si concentreranno sulla situazione della chiesa cattolica in Sudamerica dopo la visita di Papa Francesco. Un inusuale confronto tra la visione religiosa degli antichi e quella intervenuta con l’affermarsi dei monoteismi verrà condotto da Maurizio Bettini insieme ad Alessandro Zaccuri.

Le domande degli antichi – nella loro sconcertante attualità – tornano nelle quattro lavagne curate da Mauro Bonazzi. E sull’utilità delle discipline che riteniamo fondamentali nella formazione di ciascuno di noi – le materie classiche, la scienza, la lingua italiana etc. – interverranno nello spazio degli accenti Giuseppe Antonelli, Maurizio Bettini, Massimo Pigliucci e altri ospiti del Festival. Nel programma degli accenti – sempre ricco e variegato – quest’anno si aprirà una finestra intitolata “prossimamente”, aperta alle voci di donne e uomini di pensiero, “agitatori” culturali attivi in rete o su canali alternativi, volutamente poco presenti nei sistemi editoriali e comunicativi più tradizionali.

Altri eventi legati alla produzione saggistica sono quelli sulla storia del Novecento con Antony Beevor, Guido Crainz e Benedetta Tobagi; sulla comunicazione pubblicitaria con Maria Nadotti e Giuseppe Mazza; sul linguaggio della politica con Gianfranco Pasquino e Giuseppe Antonelli; sui numeri come strumento per leggere la società con Ilvo Diamanti e Nando Pagnoncelli, su montagna e solidarietà con Giuliano Stenghel e Fausto De Stefani; sulle prospettive “rivoluzionarie” per una società disorientata con Domenico De Masi; sulla rivendicazione di un ruolo della cultura più votato alla formazione della libertà che non alla crescita economica con François Burkhardt.

Continua il dialogo aperto ormai da anni da Festivaletteratura con i migliori autori di fumetti a livello italiano e internazionale: Manuele Fior, Igort e Leo Ortolani sono le matite ospiti di quest’edizione 2016. Ortolani, insieme a Jeanette Winterson e a Erri De Luca, sarà anche uno degli autori chiamati sul palco di blurandevù, il ciclo di appuntamenti diretti dai giovani volontari di Festivaletteratura. Sul fronte dell’arte non va dimenticata la lezione sui generis sui maestri della pittura del Novecento di Fausto Gilberti, ideatore anche di una serie di laboratori per ragazzi dal titolo artisti si diventa. Un’occasione per aspiranti artisti più adulti sono i workshop di ri-tratto, pensati per chi vuole raccogliere l’anima o la fisionomia delle persone con la scrittura con il disegno o con la scrittura: a condurli saranno lo stesso Gilberti, Simonetta Agnello-Hornby e Fabio Genovesi.

Questa è una sintesi della scheda tratta da: http://www.festivaletteratura.it/it/racconti/i-temi-e-i-progetti-della-xx-edizione

 

 

30 giugno 2016
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