Varese

Varese, La malattia si cura anche guardando all’anima. Lo dice un convegno Ail

Un momento della presentazione del volume

Un momento della presentazione del volume

Una malattia va curata, combattuta, vinta, perchè “non deve interrompere la vita”. Il titolo dell’evento organizzato da Ail Varese (Associazione italiana contro le leucemie) con la collaborazione del Rotaract Varese Verbano e del Comune di Varese, spiegava efficacemente ciò che è accaduto nel corso dell’iniziativa che si è svolta nell’Aula Magna dell’Università dell’Insubria.

E’ stato presentato il volume “La voglio gassata” scritto da Caterina Guttadauro La Brasca narra la vicenda di Roberta Marescalchi, una donna, presente all’Insubria, che ha saputo affrontare a testa alta una duplice malattia, prima una forma di leucemia e poi un tumore al seno.

Nella presentazione condotta dal giornalista Marco Dal Fior, la protagonista si è raccontata, dando una testimonianza di capacità di lottare contro la malattia con il sostegno di medici, ma anche con la capacità di guardare al presente con speranza e capacità di lanciare lo sguardo al futuro.

Decisivo, insomma, l’aspetto psicologico della malattia che, pur non esaurendo la malattia, ne costituisce un elemento decisivo. Di “malattia dell’anima” ha parlato il professor Marco Bellani, docente di psicologia clinica all’Insubria e responsabile psicologia clinica al Circolo. “La malattia ha radici nel corpo, ma poi intacca l’anima, e viceversa”, ha detto Bellani.

Una dimensione personale che è stata evocata anche dall’intervento di Claudia Basilico, dirigente medico di ematologia al Circolo, che ha fatto riferimento alla ricerca. “Si cerca di individuare una cura mirata identificando le caratteristiche specifiche della malattia”.

 

18 giugno 2016
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