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Regione, Unioni civili, bocciata mozione anti-obiezione di coscienza

gayRespinta a maggioranza la mozione presentata dal capogruppo del Patto Civico Roberto Bruni che impegnava il Presidente Maroni e la Giunta regionale “a farsi promotori con tutti gli strumenti in loro possesso affinchè i sindaci lombardi ottemperino all’obbligo di legge in materia di unioni civili previsto all’art.1 comma 2 della legge n.76 del 2016”.

Il Consigliere Segretario Eugenio Casalino (M5Stelle) aveva preannunciato la non partecipazione al voto del suo gruppo, anche se in sede di votazione i Consiglieri Violi e Nanni hanno poi votato a favore.

Nel documento veniva stigmatizzata la dichiarazione dell’Assessore regionale alle Culture, Identità e Autonomie Cristina Cappellini nella quale lei stessa esprimeva, in qualità di assessore regionale, “un forte plauso a tutti quei sindaci lombardi coraggiosi che, esercitando il proprio diritto all’obiezione di coscienza, si ribelleranno a una legge palesemente incostituzionale come quella sulle unioni civili, che altro non sono che matrimoni gay sotto mentite spoglie”.

“E’ inopportuno e inammissibile –ha sottolineato la Vice Presidente Sara Valmaggi (PD)- che un rappresentante delle istituzioni faccia un invito ad altri rappresentanti istituzionali a non rispettare e a non ottemperare alle leggi”. Per il capogruppo di NCD Angelo Capelli la mozione era chiaramente strumentale “non avendo il Presidente di una Regione alcun potere in materia e tantomeno quello di influenzare e incidere sull’operato dei sindaci”, mentre Umberto Ambrosoli (Patto Civico) ha replicato ricordando come “la maggioranza che oggi ritiene strumentale questa mozione, ha comunque approvato poco tempo prima un documento per chiedere ai sindaci di non trascrivere matrimoni contratti all’estero”.

 

8 giugno 2016
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