Varese

Varese, Nicoletta Romano (Lista Galimberti): più cultura sì, ma con la ‘c’ maiuscola

Nicoletta Romano insieme a Davide Galimberti

Nicoletta Romano insieme a Davide Galimberti

Tra i temi ricorrenti nei dibattiti e negli eventi organizzati dai candidati della Lista Davide Galimberti quelli culturali. La Cultura non più come Cenerentola, ma come leva importante di rilancio delle bellezze del territorio. Non a caso il candidato sindaco ha rimarcato in numerose occasioni il Sacro Monte di Varese come punto di partenza di una rivisitazione complessiva del marketing territoriale.

Tematiche di cui si è parlato nel corso dell’iniziativa organizzata da una delle candidate della Lista Galimberti, Nicoletta Romano, giornalista, scrittrice, direttrice della rivista Living. Prima un confronto con Galimberti presso la sede di Varesevive e poi un concerto esclusivo al Santuccio dal titolo “Inspirations” con due grandi come Roberto Plano e Paolo Paliaga. Grande musica in campagna elettorale, non è cosa da poco.

Una preoccupazione dominante? “Sì, fare uscire la nostra città dall’isolamento come spesso ripete Galimberti – dichiara Nicoletta -. Ma non un’uscita fine a se stessa, ma per proiettarla  a livello internazionale. Io sono un’europeista nata, pur vedendo i limiti dell’Europa, e credo che oggi il dialogo, le connessioni tra popoli e tra culture sia un fatto indispensabile”.

Proiettare Varese sul palcoscenico internazionale? Per la Romano “una prospettiva realistica, considerate le tante eccellenze che ci sono, anche se nessuno ne parla”.

E la città? “La nostra bella città, con il suo centro storico tristissimo, dove avvengono cose indicibili…”. Cioè? “I negozi storici che spesso chiudono, e che rendono il centro sempre più anonimo. Andiamo controcorrente: negli altri Paesi le vecchie botteghe sono da tutelare, da rilanciare. Varese è diventata un microcosmo che finisce per cancellare il suo passato”.

Dunque? “Facciamo spazio alla cultura, sì, ma quella con la ‘C’ maiuscola, di alto livello, non sempre cose fatte ‘tra di noi’. Dobbiamo guardare avanti, aprire la mente, il mondo è grande, e Varese ha bisogno di ripartire”.

1 giugno 2016
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Un commento a “Varese, Nicoletta Romano (Lista Galimberti): più cultura sì, ma con la ‘c’ maiuscola

  1. Bruno Belli il 2 giugno 2016, ore 10:23

    Qual’è la cultura con la “c” maiuscola?
    O è cultura o non lo è.
    Mi sembra che il centro sinistra varesino, su questo argomento, annaspi e viva di contraddizioni, tra le quali, ad esempio, elogia la “cultura della repubblica nata dall’antifascismo” e sostiene al tempo stesso – con alcuni suoi membri che hanno dato vita al “comitato del sì” – una riforma costituzionale chiaramente avversata dall’ ANPI.

    Che avesse proprio ragione la Sagan che la “cultura” sia come la marmellata: meno se ne ha, più la si “spande”?

    Nessuna cultura senza una logica ferrea. Ho cercato di farlo capire anche agli amici del PD, ma non se ne sono minimamente accorti.
    Forse per questo, cortesemente, un anno fa, li ho salutati.
    B.B.

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