Varese

Varese, Per Galimberti e Renzi la standing ovation del Cinema Vela

L'intervento di Matteo Renzi

L’intervento di Matteo Renzi

I 950 posti del Cinema Vela sono stati tutti occupati quasi un’ora prima dell’arrivo di Matteo Renzi. C’era grande attesa per l’arrivo del premier, certamente una tappa significativa della campagna elettorale di Davide Galimberti, candidato sindaco del centrosinistra a Varese, in vista del voto del 5 giugno.

Presenti al Vela i big del Pd, da Marantelli alla Gadda, da Rossi a Senaldi, gli amministratori locali, ma soprattutto i candidati delle liste Pd e civiche che corrono alle elezioni. Parecchi anche i cittadini varesini comuni, che hanno preso posto in platea e in galleria. Tantissimi i volontari, con la maglietta e il pass.

Qualche filmato sul tour dei quartieri di Galimberti, e poi l’arrivo alle 21.53 in sala di Galimberti e di Matteo Renzi, che vengono accolti da una standing ovation da parte dei presenti. Ad accogliere candidato e premier c’è sul palco Alessandro Alfieri, segretario regionale del Pd. Il segretario rimarca la corsa di Galimberti con “un Pd che si è messo di lato, che porta in giro i volantini: questo ci ha chiesto Davide”. “Con i contenuti, i progetti e la tenacia – conclude Alfieri – ce la possiamo fare”.

Sale poi sul palco Davide Galimberti, che definisce fare il sindaco come “il lavoro più bello, un lavoro appassionante”. La sfida, continua Galimberti, è quella di “rendere protagonista questa città che da 23 anni vive isolata dal resto del Paese”. Galimberti ha ribadito la necessità di “fare”, di “riportare Varese al centro”, di “non perdere più nessuna opportunità”.

“Sapete perchè mi sono candidato?”, ha domandato Galimberti. “Perchè ero stufo che questa città fosse identificata con la Lega, una forza politica che in 23 anni non è riuscita a fare nulla. Un vero schiaffo morale per ogni varesino”. Galimberti ha poi dichiarato: “Tra i primi atti dopo avere vinto, la revoca di quello schifoso parcheggio alla Prima Cappella”. Così come la scelta che “il compenso del sindaco sia parametrato ai risultati ottenuti”. “Caro Matteo – ha concluso Galimberti -, la prossima volta ti inviteremo a Palazzo Estense…”.

E’ stata dunque la volta del presidente del Consiglio, salito sul palco tra gli applausi. “Avete appena ascoltato il prossimo sindaco di Varese”, ha detto Renzi. Contro ad una “visione aziendalista del Comune, che lo riduce ad un codice fiscale”, Renzi ha sostenuto la visione di un Comune “che è comunità, con un’anima”. E fare il sindaco, ha continuato Renzi evocando il sindaco di Firenze Giorgio La Pira, “è l’esperienza di chi crede che la politica sia la forma più alta della carità organizzata”.

“Sono rimasto colpito quando ho visto che il capolista della Lega si chiamava Maroni: ma si chiamano tutti così a Varese? Ma qualcuno mi ha detto che è lui”, continua Renzi. “Ma io dico a Maroni come direbbero a Milano: ofelè, fa el to mestè, fai una cosa alla volta”. Agli elettori della Lega, Renzi ricorda “la distanza che c’è tra ciò che la Lega diceva e ciò che ha fatto”. Il premier si è poi soffermato sul miliardo destinato alla cultura: “non solo si mangia, con la cultura, ma si alimenta anche la propria identità”.

Renzi ha poi concluso facendo l’elogio di Varese, “una provincia tra le più laboriose”, sottolineando che “se Varese ha bisogno del governo, l’Italia ha bisogno di Varese”. Questa volta “Varese può davvero cambiare verso. Dipende solo da tutti voi”,  ha concluso abbracciando il candidato del centrosinistra.

 

 

31 maggio 2016
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi

 
 
kaiser jobs