Varese

Varese, Documento antifascista dei candidati Pd. “Cancelliamo la cittadinanza a Mussolini”

Da sinistra Conte, Ciappina, Di Maggio, Giromini e Infortuna

Da sinistra Conte, Ciappina, Di Maggio, Giromini e Infortuna

Ai piedi del monumento dedicato ai partigiani realizzato dallo scultore Gianluigi Bennati, e collocato in Largo della Resistenza a Varese, si sono dati appuntamento alcuni candidati Pd per ribadire i valori e gli ideali della Resistenza. Insieme a loro è intervenuta anche la presidente dell’Anpi cittadino, Margherita Giromini.

Un appuntamento con la stampa per lanciare un documento antifascista che, a parere degli esponenti Pd, potrà essere sottoscritto dai candidati e poi fatto proprio dalla nuova giunta comunale. Un documento presentato dal coonsigliere uscente Giampiero Infortuna, candidato nella lista Pd a Varese.

Ecco i sette punti: conferma e applicazione della Delibera di CC nr. 27/ 04.07.2013 avente per oggetto: “Mozione per contrastare manifestazioni e comportamenti di natura anticostituzionale”; realizzazione di iniziative per la valorizzazione della figura umana e storica di Calogero Marrone, attraverso atti pubblici e dedica di una via, come da atti del Consiglio Comunale; valorizzazione di Largo Resistenza attraverso opere di miglioramento urbano; avvio di uno studio per la realizzazione di un Giardino della Memoria, che comprenda in questo progetto la valorizzazione del Giardino (piazzetta) dell’area Cagna, oggi dedicato a C. Marrone, e valorizzazione della Resistenza nella toponomastica cittadina; proseguimento del sostegno e della collaborazione per le celebrazioni e le manifestazioni per il XXV Aprile, promuovendo anche attività collaterali alla celebrazione ufficiale, in collaborazione con associazioni culturali e sportive cittadine; sviluppo di attività formativa nelle scuole cittadine di ogni ordine e grado; promozione di un percorso formativo nell’ambito di Varese Corsi in collaborazione con ANPI e le istituzioni culturali cittadine.

“E’ importante che ci siano candidati iscritti all’Anpi, fedeli ai suoi valori – ha detto la presidente Giromini -. Ricordo che il consigliere Infortuna si è impegnato per dare vita al Giardino della Memoria. Ed è importante che giovani consiglieri, come Infortuna e Conte, facciano da ponte tra passato e presente”.

Il consigliere uscente e candidato nella lista Pd Luca Conte è intervenuto per sottolineare che “è stato fatto un grosso lavoro in Consiglio in questi 5 anni, su temi concreti, ma anche su aspetti simbolici. Su questo secondo fronte ricordo anche la proposta sulla cancellazione della cittadinanza onoraria varesina a Mussolini, una proposta che rilanciamo e che dovrà essere impegno della prossima maggioranza condurre in porto”.  Una proposta non contenuta nel documento, ma che oggi è stata rilanciata.

Giampiero Infortuna ha ribadito la necessità di creare un Giardino della Memoria, coinvolgendo associazioni, scuole, cittadini, dato che si tratta di valori che tutti devono condividere”. “Penso che il fascismo non sia morto, ma si ripresenti sotto forme nuove che vanno combattute”.

La candidata Pd, Francesca Ciappina, dichiara il sostegno pieno al documento che si ispira ai valori antifascisti, mentre Rosella Di Maggio, anche lei candidata Pd, ribadisce l’importanza di coinvolgere le scuole, come del resto già accade grazie alle iniziative organizzate in collaborazione con l’Anpi.

 

31 maggio 2016
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10 commenti a “Varese, Documento antifascista dei candidati Pd. “Cancelliamo la cittadinanza a Mussolini”

  1. frenand il 31 maggio 2016, ore 20:49

    io suggerirei di cancellare tutta la storia, non solo Mussolini. Comunque dimostrano si essere consci dei problemi di Varese: bravi

  2. Emiliano il 1 giugno 2016, ore 13:19

    A ridagli con questa storia. Guardare avanti no, eh?
    Ma quanto tempo da perdere avete in vita vostra? Tanto davvero, buon per voi.

  3. LAURA MARIA CARUSO il 1 giugno 2016, ore 13:50

    Adesso riguardate i sondaggi e cercate di capire che in questo tipo di elezioni la gente aspetta buona amministrazione, non quelli che giocano a fascisti contro comunisti..

  4. a.g. il 1 giugno 2016, ore 16:22

    Mi preme ricordare che la nostra Costituzione – per ora ancora vigente – è nata dalla Resistenza. Un dato di fatto. Lo si voglia o no.

  5. a.g. il 1 giugno 2016, ore 16:23

    L’antifascismo è la base politica e culturale della Repubblica italiana. Un dato di fatto.

  6. M.P. il 1 giugno 2016, ore 20:10

    Se andiamo indietro nel tempo tutte le Città e i Paesi delle Regioni del “Regno delle due Sicilie” dovrebbero cancellare dalla toponomastica di Vie e Piazze il nome di Cavour, visto che fu l’artefice numero uno dell’aggressione e la conquista di quei territori da parte dell’esercito piemontese con l’aiuto di potenze straniere, con la scusa di creare l’Unità d’Italia ! Ormai l’Unità d’Italia c’è e ce la teniamo, col suo passato nel bene e nel male. Una domanda: Quanti Varesini fino all’anno scorso sapevano che Mussolini aveva la cittadinanza onoraria a Varese ?

  7. M.P. il 1 giugno 2016, ore 20:13

    P.S. = Le Le problematiche e le valutazioni storico-politiche avreste potuto discuterle eventualmente in Consiglio comunale e non come programma elettorale.

  8. a.g. il 1 giugno 2016, ore 20:14

    Rilettura piuttosto superficiale di Cavour e dell’unità d’italia. Meglio borboni e stato pontificio?

  9. Emiliano il 2 giugno 2016, ore 00:00

    La nostra costituzione sarà pur nata dalla sanguinaria “resistenza”… ma essa ammette tuttora diverse cose ereditate dal fascismo, e che guarda caso nessuno si è mai sognato di mettere in discussione, poichè tutt’ora pilastri di quel poco che oggi rimane (non certo per demeriti fascisti) della civiltà e del lavoro.
    La cittadinanza onoraria di Mussolini è anacronistica, come quella di altri personaggi, ma fa parte della storia di Varese, volenti o nolenti. E, se vogliamo, è cultura anch’essa.

  10. Martino Pirone il 2 giugno 2016, ore 09:33

    Il Sig. a.g. (sarebbe opportuno nome e cognome) sull’Unità d’Italia e sui personaggi che la condussero è rimasto alle bugie storiche che ci hanno propinato a scuola per tantissimi anni dalle elementari in poi. Forse è stata una causa di forza maggiore per non inasprire gli animi di chi aveva tanto subito. Però è ora di conoscere i fatti storici di quella orrenda guerra fratricida. Suggerisco pertanto, a quanti ignorano la verità, di leggere questa vera pagina di storia. Tenga presente che il povero squattrinato Stato del Piemonte, indebitato sino al collo, mosse la guerra al Regno di Napoli perché era il più ricco Stato italiano. Difatti le sue riserve in oro erano quasi pari a quelle di tutti gli altri Stati italiani messi insieme. Napoli era allora, dopo Londra e Parigi, la terza Città più importante d’Europa. http://cronologia.leonardo.it/storia/a1863b.htm

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