Varese

Varese, Pgt, l’assessore Binelli (Lega Nord) risponde a Costruttori e a Orrigoni

L'assessore uscente Binelli

L’assessore uscente Binelli

Beh, era scontato. Era scontato che a fare l’assessore all’Urbanistica di Varese, in modo onesto e trasparente, difendendo il territorio prato per prato, edificio storico per edificio storico, non si guadagnassero grandi consensi tra costruttori ed imprenditori immobiliari.

Magari la maggioranza dei cittadini varesini, che non hanno visto proliferare case e capannoni come in altre realtà lombarde a noi vicine, sarà contenta di sapere che a Varese il ritmo di consumo del territorio negli ultimi vent’anni è significativamente più basso della media lombarda; ma questo è irrilevante per chi pensa che gli strumenti urbanistici siano questioni riservate agli operatori del settore, che siano “cosa degli addetti ai lavori”.

Per l’Associazione Nazionale Costruttori Edili di Varese e per gli ordini professionali è anche poco importante che il Piano di Governo del Territorio (PGT) di Varese sia considerato altamente innovativo perché utilizza la perequazione e la compensazione urbanistica come strumento per la tutela delle aree dotate di valenza paesaggistica ed ambientale e come incentivo alla riqualificazione energetica dei fabbricati; infatti esso viene citato negli studi dell’Istituto Nazionale di Urbanistica come esempio all’avanguardia in Italia.

Poco importa: a quelli cui il PGT non piace basta definirlo “obsoleto”, cioè dire il contrario di quello che è, e si evita di entrare nei contenuti. Mi preme sottolineare che il PGT non è solo uno strumento tecnico di cui devono discutere i tecnici; il Piano di Governo del Territorio è il documento che descrive come si evolverà la nostra città, le case in cui vivremo, i paesaggi che vedremo e che vedranno i nostri figli; è un documento troppo importante per affidarlo in esclusiva a chi, dall’uso del territorio, ricava il proprio reddito.

Lungi da me considerare perfetto il PGT di Varese, ho letto con attenzione la lettera che Paolo Orrigoni, il candidato sindaco che la Lega Nord sostiene, ha inviato ai giornali. Ho constatato con piacere che gran parte dei temi sollevati sono già contenuti nel Piano di Governo del Territorio.

Alla riqualificazione delle aree urbanizzate (la cosiddetta “rigenerazione urbana”) il PGT ha dedicato il massimo sforzo di incentivazione (si pensi al premio volumetrico del 25% a chi, al di fuori dei centri storici, demolisce vecchi edifici non di pregio per sostituirli con edifici efficienti dal punto di vista energetico). Per il miglioramento della qualità urbana dei fabbricati sono stati introdotti strumenti e procedure come la redazione di un progetto di inserimento che faccia capire come il nuovo edificio si inserisce nel contesto quando si interviene nelle aree a maggior valenza storica e paesaggistica. I premi volumetrici riservati alla rigenerazione urbana sono ulteriormente aumentati del 15% (25%+15%=40%: cosa si vuole di più?) se il nuovo fabbricato è destinato ad edilizia convenzionate per le famiglie a basso reddito, indice dell’attenzione al diritto alla casa contenuto nel PGT.

Sarà quindi importante verificare l’efficacia delle norme rispetto agli obiettivi condivisi e studiare eventuali correttivi, come previsto dal programma elettorale della coalizione, che parla di “aggiornamento” del Piano di Governo del Territorio, anche alla luce del fatto che la legge regionale 12/2005 dispone che ogni cinque anni siano rivisti gli obiettivi strategici del PGT.

Quel che non ho trovato, nella lettera di Paolo Orrigoni, è il termine “discontinuità”, cui accenna il presidente dei costruttori Saibene. Forse mi sono perso qualcosa, ma proprio non l’ho trovato. Ad ogni buon conto, in democrazia, la discontinuità dell’azione politica la decidono i cittadini con il voto e non le associazioni dei costruttori.

Se i cittadini sono contenti dell’operato di chi ha difeso a spada tratta il territorio, la sua storia e la  sua attitudine produttiva, esprimeranno il loro voto a favore della coalizione in cui si trovano le forze politiche che hanno approvato il PGT (Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Varese Popolare); se invece preferiscono dare spazio a chi vuole più cemento sulla città potranno sempre votare per altri candidati sindaci che durante le conferenze stampa dell’ANCE aspettano impazienti fuori dalla porta…

Fabio Binelli

Assessore all’Urbanistica – Candidato lista Lega Nord

30 maggio 2016
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7 commenti a “Varese, Pgt, l’assessore Binelli (Lega Nord) risponde a Costruttori e a Orrigoni

  1. frenand il 30 maggio 2016, ore 18:12

    per me Binelli ha ragione, se non va bene ad Ance e agli ordini professionali che gli gravitano intorno é la dimostrazione che va bene ai cittadini.

  2. paola barresi il 30 maggio 2016, ore 22:00

    Gent. sign. Binelli, sono un leghista stanco che stavolta voterà a sinistra, perche’ nel PGT le aree MV Agusta e ex Maiocchi sono previste come aree non piu’ industriali? perche’ a Varese si è operato per ridurre le industrie? per il territorio dell’ex Aermacchi è stato previsto un equiivalente area da utilizzare come “industriale”.
    Perchè ai cittadini che hanno inviato le proprie “osservazioni” al PGT nessuno ha dato uno straccio di risposta?
    Perchè secondo lei il Comune di Varese in pochi anni ha perduto una parte molto alta della sua popolazione?
    Glielo dico io, se in un comune come il nostro NON c’è industria NON esite piu’ lavoro per nessuno (avvocati, preti e persino becchini) ci pensi su un po’.

  3. Fabio Pevarello il 31 maggio 2016, ore 00:29

    Gent.mo Fabio, accompagnando Davide Galimberti in giro per quartieri e parlando con imprenditori e persone interessate al territorio ho riscontrato esattamente quello che dice Paola Barresi. Il PGT va rivisto non perché lo dicono costruttori e ordini professionali, che non avete ascoltato, ma perché lo dicono semplici cittadini, che non avete ascoltato. Cordialmente.

  4. mauro il 31 maggio 2016, ore 14:15

    peccato Sig.ra Paola che la popolazione di varese, come quasi in tutti i capoluoghi di provincia del Nord sia diminuita dagli anni 90 ad oggi indipendentemente dal PGT.
    peccato Sig. Paola che la popolazione di varese nel 2001 era poco piu di 80000 abitanti indipendentemente dal PGT
    peccato Sig.ra Paola che il PGT sia stato approvato nel giugno 2014 quindi non vedo come possa aver già influito sulla popolazione residente.
    peccato Sig. Paola che di capannoni industriali invenduti da anni ce ne siano già, zona iper per es.

  5. paola barresi il 31 maggio 2016, ore 22:24

    Per il sig. Mauro peccato che lei sia una persona che fortunatamente non hanno perso il lavoro, peccato che lei non sia un giovane che a 30 ancora non ha mai lavorato, peccato che lei non abbia tre figli che pur avendo una area su cui costruire una abitazione hanno dovuto trasferirsi fuori da Varese, peccato che lei non abbia mai visto lo sviluppo fatto da regioni come la Emilia, peccato che lei non sappia che la chiusura o la mancanza di una grande azienda di fatto sottrae lavoro a tante altre realtà del territorio, peccato che il nostro comune abbia aperto ai suggerimenti dei cittadini che una volta giunti non hanno avuto mai una risposta, peccato che le prossime elezioni cambieranno un po di cose… peccato

  6. alessio carcano il 31 maggio 2016, ore 22:39

    Speciale per il sig. Mauro, certo che la signora Paola non si riferiva a quanto ha fatto il PGT dal 2014 a oggi, ma alla attività degli ultimi 20 anni ed il conseguente clamoroso declino di Varese concluso son la stesura di un pgt che tende a eliminare l’industria.
    E’ troppo semplice ragionare come fà lei “ci sono i capannoni in disuso in zona iper, lei crede veramente che se arriva una azienda di vaste dimensioni accetta di insediarsi in quei luoghi?
    Ha mai visto lei le zone industriali del Bolognese, con servizi in comune (trasporti, ecologia, rifiuti, mense, ecc..) dentro a queste zone a volte scorrono dei torrenti che non escono inquinati perchè è presente una diversa mentalità ma anche un controllo severo!.
    A Varese si può e si deve fare coesistere la presenza industriale/artigianale con il turismo e lo sport, consapevoli che nessuno dei settori riesce ad essere sufficente a coprire le necessità dei varesini.
    Cordialità

  7. Mauro il 1 giugno 2016, ore 14:13

    Son contento che ci siano comuni in Italia dove l industria è in forte espansione . Tornando al COMUNE di varese e al suo PGT volevo solo ricordare che le grandi industrie aermacchi malerba skf enoplastic bremach cartiera sterzi divarese concerie del quartiere olona hanno tutte chiuso o si sono trasferite fuori dal comune sicuramente più di vent anni fa.
    L unica zona dove eliminare i campi e costruire ex novo grandi insediamenti industriali come quelli DENTRO il comune di bologna come dice Alessio è quella del lago
    Cordiali saluti

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