Varese

Varese, Serata di “Varese Popolare”, Orrigoni rilancia la sua idea di città

L'incontro di ieri sera con Chiodi e Orrigoni al tavolo

L’incontro di ieri sera con Chiodi e Orrigoni al tavolo

Paolo Orrigoni ha incontrato, ieri sera, presso la sede di Varesevive, candidati e sostenitori della lista Varese Popolare, la lista che vede tornare in pista i consiglieri Ncd uscenti (Giovanni Chiodi, Stefano Crespi, Matteo Giampaolo), oltre all’ex vicesindaco e assessore Carlo Baroni, che è capolista, “espulso” dalla giunta di centrodestra a causa di un diktat lumbard dopo il cambio della guardia in Provincia.

Tanta gente per ascoltare e confrontarsi con il candidato sindaco del centrodestra, Orrigoni, imprenditore e proprietario dei supermercati Tigros, che ieri sera ha avuto modo di intervenire su un ventaglio molto ampio di temi e problemi aperti della città. Un Orrigoni a 360 gradi che ha indicato le principali linee che seguirà nel caso fosse designato dai varesini ad occupare la poltrona oggi occupata da Attilio Fontana.

Dopo una breve introduzione di Chiodi, Orrigoni ha esordito: “Ho preso la decisione di candidarmi a sindaco – ha detto Orrigoni – perchè questo è un momento in cui la comunità deve dare segnali di occuparsi di se stessa. Abbiamo vissuto un distacco e una sfiducia dei cittadini perchè la politica, a livello locale e nazionale, non li ha soddisfatti”. Non solo: “la situazione è cambiata rapidamente, anche per l’influenza di diversi fattori macroeconomici e tecnologici”.

“Siamo a 12 giorni dal voto e comincia ad affiorare la stanchezza – ha confessato Orrigoni -, ma è anche il momento di capitalizzare gli sforzi. Sono soddisfatto della squadra che si è creata, coesa e con competenze diverse”. Quanto al programma, il candidato ha rimarcato i temi fondamentali: “La famiglia, il lavoro inteso come strumento di stabilità e sicurezza, il rilancio dell’impresa”. No ad una Pubblica Amministrazione “erogatore di servizi”: “Deve essere capace di favorire il privato, e questo mi distingue da altri candidati”,

E la campagna elettorale? “Un’esperienza bella e divertente, ogni giorno imparo cose nuove e incontro esperienze interessanti”. Tuttavia, ha ribadito Orrigoni, “non amo le bagarre, le polemiche, la guerra; non ho mai risposto agli attacchi; piuttosto ho portato avanti il mio programma”.

Numerosi a questo punto gli interventi dei presenti. Carlo Baroni, che sottolinea la continuità con “ciò che di buono è stato fatto in Comune” e la capacità di “dialogare con tutti”. Ma il presidente Raffaele Cattaneo è stato quello che ha fatto l’intervento più politico della serata. Per Cattaneo c’è un rischio di una pericolosa deriva del centrodestra verso posizioni “radicali ed estremiste”, quelle, per capirci, che incarnano Salvini e la Meloni. “Contro tale deriva – ha detto Cattaneo – occorre difendere un centrodestra fortemente ancorato al centro”.

Cattaneo si è poi soffermato sui “competitors” di Orrigoni: quanto a Stefano Malerba “ha scelto di raccogliere i voti dell’antipolitica”. Dietro di lui “non solo gli esponenti della Seconda Repubblica, ma addirittura quelli della Prima”. Per quanto poi riguarda Davide Galimberti, “è certamente una persona presentabile, lo sappiamo, ma il problema è chi lo sostiene”. In particolare, Cattaneo ha parlato di Varese 2.0 come “la politica del no a tutto” e poi del “vecchio Pd”. Cattaneo ha detto: “Abbiamo fatto un’alleanza con il Pd in provincia, e sappiamo come è difficile governare col Pd”. “Comunque, non sento la necessità di una Varese ancora vestita di verde, e Orrigoni è per noi garanzia di cambiamento vero”.

A questo punto Orrigoni è stato sottoposto ad un fuoco di fila di domande: Portatadino ha chiesto una sola parola di sintesi della sua candidatura. “Non sono qui per la cadrega o per costruirmi una carriera politica, ho già tanti altri impegni”, ha risposto il candidato sindaco. Giampaolo ha reintrodotto il tema della “unificazione delle stazioni”, e Orrigoni ha sostenuto che “il comparto delle stazioni va sistemato”, aggiungendo però che “il collegamento Varese-Stabio non basta a fare di Varese una città più europea”. Cinzia Milan ha introdotto i temi educativi. E Orrigoni ha chiarito, sul fronte scuole, che “occorre centrare gli investimenti, perchè solo tagliare costi porta ad un declino”.

Sara Poretti ha parlato di cultura e del suo rilancio, escludendo per un attimo il Sacro Monte, e Orrigoni ha citato alcune idee da sostenere: dalla Rete Musei di Varese alla Notte Bianca della Cultura. E qui ha spiegato che si tratta di “una vetrina per tutte le associazioni che in città si occupano di cultura, in modo che se ne possano valorizzare i talenti”.

 

 

25 maggio 2016
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