Varese

Varese, “Una notte alla Punta di Mezzo”, poema sinfonico per i 200 anni di Varese Città

Il dono dello spartito alla città di Varese. Da sinistra Longhini, Gottardello, Fontana, Ghiringhelli e Bianchi

Il dono dello spartito alla città di Varese. Da sinistra Longhini, Gottardello, Fontana, Ghiringhelli e Bianchi

E’ certamente l’evento più significativo delle celebrazioni per i 200 anni di Varese elevata al rango di città, l’evento presentato questa mattina in Comune a Varese: il poema sinfonico “Una notte alla Punta di Mezzo” per coro, soprano solista, orchestra e strumenti concertanti, che verrà eseguito, in prima assoluta, nella Basilica di San Vittore, sabato 28 maggio, alle ore 21 (ingresso libero).

L’evento, organizzato dall’assessorato al Marketing territoriale di Sergio Ghiringhelli, è stato lanciato alla presenza del presidente del comitato per le celebrazioni, Mauro della Porta Raffo, insieme a Fabio Ambrosetti, del Lions Club Varese Varisium, che ha contribuito in maniera significativa a sostenere i costi dell’operazione, al compositore della inedita melodia, il maestro Andrea Gottardello, e al direttore d’orchestra, il maestro Riccardo Bianchi, due giovani varesini che hanno raccontato la storia di questa loro avventura con emozione e passione.  Non mancava neppure il prevosto di Varese, monsignor Panighetti.

A presentare l’opera è intervenuto Bruno Belli, che del comitato per le celebrazioni fa parte, è giornalista e critico musicale, ma soprattutto è noto per le innumerevoli iniziative culturali promosse in questi anni con i suoi “Venerdì”, dal dibattito alla musica, fino al teatro. Belli è partito dalla frase di Voltaire che diceva che “il superfluo è necessario”, ad indicare l’importanza di un evento culturale di questo genere. Per Belli il poema dà “forma espressionistica” a sentimenti e pensieri suscitati da una località di grande bellezza come il Campo dei Fiori. Belli ha poi citato la struttura dell’elegia greca, evocando, per quanto riguarda il testo del poema, Virgilio ed Orazio.

Non è però mancata una punta polemica, a segnalare la franchezza dell’intervento di Belli, certamente non di circostanza: ricordando la presenza di Roberto Plano, vera star internazionale del pianoforte, e la sua imminente partenza per ricoprire una cattedra negli States, Belli ha rimarcato come “le nostre eccellenze spesso non vengono valorizzate, al punto che se ne scappano all’estero”.

Ha poi preso la parola il compositore Gottardello, che ha ricordato come il poema sinfonico non sia musica astratta, ma “musica-programma, musica descrittiva”, ispirata al tardo Ottocento. “Al Campo dei Fiori ho trascorso notti e descrivo con la mia musica una serie di sensazioni nate in quel contesto”. Oltre a Plano, il maestro ha ricordato il soprano varesino, Mariachiara Cavinato, e i due cori presenti in basilica, il Coro Città di Luino, che quest’anno compie 50 anni, e il Coro femminile Thelys. L’orchestra sarà la Nuova Cameristica di Milano.

Conclusioni del direttore d’orchestra Riccardo Bianchi, che ha ripercorso il cammino fino ad uno spartito “che lascia le impronte del gigante, che si presenta come una creazione monumentale”. “Sembrava un romanzo a puntate – rivela – perchè Gottardello scriveva di notte e mi inviava ciò che componeva”.

Al termine della presentazione Gottardello e Bianchi hanno fatto dono dello spartito alla città, affidandolo nelle mani del sindaco Attilio Fontana, e degli assessori Ghiringhelli e Longhini.

 

 

 

24 maggio 2016
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10 commenti a “Varese, “Una notte alla Punta di Mezzo”, poema sinfonico per i 200 anni di Varese Città

  1. Mariella il 25 maggio 2016, ore 08:59

    Non è però mancata una punta polemica, a segnalare la franchezza dell’intervento di Belli, certamente non di circostanza: ricordando la presenza di Roberto Plano, vera star internazionale del pianoforte, e la sua imminente partenza per ricoprire una cattedra negli States, Belli ha rimarcato come “le nostre eccellenze spesso non vengono valorizzate, al punto che se ne scappano all’estero”.

    Alla faccia del lettore che, proprio nei giorni scorsi, insinuava una possibile disonestà e corruzione intellettuale a Belli, forse troppo “in alto” per chi è abituato a ragionare in termini “di pettegolezzo”.

  2. Emiliano il 25 maggio 2016, ore 13:21

    Sicuramente una cosa non da poco… vediamo quanti “amanti” della cultura o pseudo tali saranno presenti sabato in Basilica. Sarebbe molto bello vedere presenti tutti i candidati sindaci e loro portaborse.
    Non è la prima volta che un compositore dedica un’opera alla (ex) Città-Giardino: nel tardo ottocento fu il cremonese Francesco Sangalli, i cui resti riposano al Cimitero di Giubiano, a comporre una piccola romanza da camera intitolata “Ricordo di Varese”… che ovviamente si dimenticò di lui.
    Intanto, sempre nel silenzio generale, Roberto Plano lascia Varese per Boston… ultimo di una lunga lista di musicisti italiani ad andarsene a cercare più fortuna altrove.
    Ma, a parte Belli, chi si strappa le vesti? Non certo gli amanti del “gossip”.

  3. Bruno Belli il 25 maggio 2016, ore 17:16

    Gentile Emiliano,
    grazie per lo spunto su Francesco Sangalli del quale, personalmente, non mi sono dimenticato.

    In un primo momento, presentando le proposte al comitato per le celebrazioni di cui sopra, avevo predisposto la possibilità di una verifica ed una manutenzione per le tombe storiche al Monumentale di Giubiano, dove Sangalli, per l’appunto, riposa in una tomba che andrebbe sistemata, facendo parte, una volta mancanti gli eredi e nel caso di personaggi che abbiano dato lustro alla città, del patrimonio storico culturale cittadino.

    Però, c’erano da fare delle scelte in base alla possibilità di spese ed anche il periodo elettorale in corso non è propizio: quindi, lì ci siamo fermati, giacché ci sono sempre in giro le consuete prefiche pronte ad instillare i dubbi verso la bontà e la buona fede delle azioni altrui, volendole soltanto intendere come una sorta di “pubblicità elettorale”, per questo sconsiglio ai candidati sindaco di andare al Concerto di sabato (i tempi, purtroppo, sono questi, e sono per lo più assai mediocri quanto ad acume d’intelletto…)

    Ripromettendomi, però, di battere il chiodo in futuro in tal senso, perché l’Amministrazione varesina potrà e dovrà prendere in considerazione che il “comparto culturale” formato dalle testimonianze storico artistiche di vario tipo (e l’edilizia funebre è tra queste, basti pensare non solo a Giubiano…) andrà valutato e valorizzato, sono riuscito comunque a rendere omaggio anche a Sangalli.

    Infatti, lo spartito citato, “Ricordo di Varese”, sarà visibile tra i documenti della mostra che stiamo per allestire a Villa Mirabello, “Vita varesina attorno al Teatro Sociale: tra libri, libretti, giornali ed affissioni pubbliche (1791 – 1930)” che personalmente curo.

    Di più, purtroppo, per il momento, non sono riuscito a fare. E poi, io non sono un candidato…

  4. ombretta diaferia il 25 maggio 2016, ore 20:07

    Scusa Bruno, mi daresti delucidazioni sul testo?
    Leggo che parli di Virgilio ed Orazio: significa che il poema scandisce testi dei due? quali?

    (purtroppo, per improrogabili impegni, me lo perdo! e son anche imbufalita: un concerto di fine stagione di un organico varesino, peraltro in collaborazione con il Comune, sottrarrà la possibilità di godere di questa composizione ad una cinquantina di persone, che come me l’attendevano!)

  5. Bruno Belli il 26 maggio 2016, ore 09:22

    Eccomi, Ombretta, a risponderti.
    Nel poema sinfonico, che prevede, oltre all’organico orchestrale, due cori (uno femminile ed uno maschile) ed il soprano solista, il compositore, Andrea Gottardello, ha previsto degli interventi “lirici”, soprattutto nella parte centrale – il ricordo dell’amore perduto – con citazioni da Virgilio e da Orazio, soprattutto del primo: alcuni esametri da IV dell’ “Eneide”.
    Come ricordavo alla presentazione, e come scrive esattamente Andrea Giacometti, il poema vanta una sorta di rimando tra l’inizio e la fine dello stesso, in forma speculare, così come avveniva, come tu sai bene, nella lirica greca antica, che oggi leggiamo spesso tramite frammenti, laddove le poesie si chiudevano con i versi e le immagini con cui si aprivano.

    Questa composizione, che, nello stile musicale, guarda al tardo Ottocento (quello dei Mahler e dei Franck, per intenderci), pur con tutto il linguaggio personale di Gottardello e l’omaggio finale a Bach con un’imponente fuga, suggella poeticamente la cultura trascorsa e intende essere una cerniera per il futuro.

    Si sta pensando, ad ogni modo, se vi possa essere, più avanti, la possibilità di diffonderne la registrazioni video.

    Ma sempre, il tutto, dopo le elezioni: ora ci atteniamo scrupolosamente al dettato che i tempi esigono.

  6. ombretta diaferia il 26 maggio 2016, ore 18:33

    Scusa Bruno, ma non mi hai risposto: di chi è il testo che cita Virgilio e Orazio?
    La diffusione video è una scelta meramente promozionale: un poema sinfonico s’ha da ascoltar dal vivo!
    E i tre avrebbero dovuto dare la possibilità a tutti di esserci.

    M’imbufalisco ogni minuto di più al pensiero che vi siate scientemente sovrapposti alla data conclusiva per la cinquantina di persone, che si dovranno privare di questo “poema”, che resta evento elettorale avendo scelto l’ultimo w-e prima del voto per presentarlo.

    Ma la classe non è acqua. E quella di Varese la nostra Amministrazione l’ha venduta a terzi!

  7. Emiliano il 26 maggio 2016, ore 23:24

    La diffusione video permetterà a chi non potrebbe esserci (come il sottoscritto e sicuramente molti altri) di conoscere e valutare comunque una composizione musicale odierna. Se anche un poema sinfonico lo si butta in politica significa che la platea è “stonata” e non meriti alcuna attenzione. Molto meglio una sana salamellata di piazza che avrebbe fatto accaparrare molti più voti, diciamolo chiaro e tondo.
    Un po’ di relax non guasterebbe… Musica, Punta di Mezzo (che un tempo si chiamava Punta Campo dei Fiori, nome poi attribuito all’intero gruppo montuoso), Silenzio…

    Il resto è noia.

  8. Bruno Belli il 27 maggio 2016, ore 09:28

    Ombretta, forse hai letto in modo affrettato. Ti ho risposto.
    I testi citati sono proprio di Virgilio e di Orazio – sono alcuni versi scelti dallo stesso Gottardello e sono nel latino originale.

    Probabilmente ti sei tu imbufalita leggendo dell’eventualità della diffusione video, ma, quanto alla “promozione”, molti operatori della cultura dovrebbero pensare che è un viatico per diffondere la stessa…ed una delle strade senza dubbio da percorrere per il prossimo futuro.

    Sulle date degli appuntamenti: la data è stata scelta da parecchi mesi.
    Che credi, che per mettere insieme un programma semestrale, le date si scelgono 10 giorni prima dell’appuntamento?
    Non è questione di classe, ma semplicemente di calendario in relazione anche agli impegni degli artisti coinvolti (Bianchi e Plano lavorano molto all’estero…)

    Quindi, perchè dovere sempre e soltanto criticare, a priori (mi ricordo quanti lo facevano anche quando iniziai “I Venerdì” prevedendo la durata di pochi mesi che, invece, divennero 11 anni)?
    Criticare, poi, anche di fronte a dimostrazioni che si fanno anche le cose “superflue”, come avrebbe detto il citato Voltaire?

    Grazie, Emiliano, per le sagge parole, ma il tempo è avvelenato: anche un colpo di tosse diventa “politico”.
    Bruno Belli.

  9. ombretta diaferia il 28 maggio 2016, ore 17:39

    Grazie Bruno, per aver chiarito che il testo del poema è di Virgilio e Orazio (ed omesso cosa e perché).

    Preciso che la stagione musicale 2015-2016, in collaborazione con il Comune di Varese, è “pubblicizzata” sin da settembre 2015 ed il primo concerto si è tenuto il 3 ottobre 2015. Sono seccata solo perché non potrò assistere al lavoro di Bianchi e Gottardello.

    Spero che gli intellettuali tornino a svolgere il proprio ruolo e che si ristabilisca il rispetto per gli artisti e tutti coloro che lavorano certosinamente con anni di anticipo: la rarità di Jommelli e Caldara è stata riconosciuta da una gran parte della cittadinanza che mi ha espresso totale disapprovazione per questa faccenda, peraltro firmata da sponsor in campagna elettorale!

  10. Emiliano il 29 maggio 2016, ore 16:54

    anche un colpo di tosse diventa “politico”.

    Naturalmente, ma dipende sempre da chi tossisce.

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